Cosa aspettarsi dalla 38esima giornata di Serie A

L'addio di De Rossi, il crossover tra corsa Champions e lotta salvezza.
di Redazione Undici 24 Maggio 2019 alle 11:05

De Rossi e l’amarezza

Al di là del giudizio tecnico e manageriale che tutti noi abbiamo maturato sull’addio di De Rossi, Roma-Parma sarà una partita amara. O meglio: l’Olimpico sarà pieno e colorato e vivo, eppure vivrà la gara e il postgara in un clima di amarezza, perché non ci sono state concordia e concordanza su un evento storico per la società giallorossa. Due anni dopo il ritiro di Totti, i tifosi della Roma perdono un altro grande punto di riferimento sportivo ma soprattutto emotivo, e la sensazione è che la decisione sia stata presa/imposta dalla dirigenza, contro il parere e le aspettative del proprio pubblico – e dello stesso calciatore, soprattutto. Come per Roma-Genoa del 2017, il match contro il Parma resterà nella memoria collettiva per le immagini di un addio, indipendentemente dal fatto che sia una scelta giusta o sbagliata; la Roma ha deciso di chiudere un’era, una cesura netta con il passato, la dirigenza ha attuato una strategia rischiosa perché si è messa deliberatamente contro il proprio pubblico, che ha reagito contestando la proprietà e vivrà l’ultima partita di De Rossi in un’atmosfera di distacco rispetto alle dinamiche della squadra. Due anni fa, l’ultima di Totti coincise con la certezza di raggiungere il secondo posto, una Champions League che avrebbe visto i giallorossi arrivare fino alla semifinale. È molto probabile che questa volta non ci sarà nulla da festeggiare, i risultati non sono stati altrettanto positivi, e allora l’amarezza di un addio inatteso non sarà stemperata da quanto avverrà in campo. Per la Roma-società non sarà facile ricostruire il rapporto con Roma-ambiente, ed è una cosa che parte da De Rossi e finirà sul campo e sulla classifica, come sempre.

La Champions all’ultimo minuto

Atalanta-Sassuolo, Inter-Empoli, Spal-Milan e Roma-Parma. Quattro partite che valgono la Champions, in realtà Milan e Roma giocano oltre la propria partita, aspettano i risultati di Atalanta e Inter, che hanno il destino nelle proprie mani. In caso di doppio successo delle due squadre nerazzurre, impegnate in casa, tutto si risolverebbe facilmente, velocemente, più o meno senza traumi. Solo che siamo all’ultima giornata, e se da una parte il Sassuolo non ha più obiettivi, dall’altra c’è l’Empoli che cerca la salvezza, che ha vinto le ultime tre partite, che giocherà a San Siro contro una squadra in crisi di risultati e di identità. Il crossover con la lotta per evitare la retrocessione è davvero diabolico, Fiorentina-Genoa carica di ulteriori significati la partita di San Siro, come se già non ci fosse tutto quello che serve perché cresca la tensione, perché aumenti l’ansia di perdere la Champions all’ultimo minuto. È una condizione che caratterizza soprattutto la vigilia dell’Inter, ed è inevitabile: la squadra di Spalletti dipende solo da se stessa, ma il fatto che non abbia ancora chiuso il discorso-qualificazione finisce per alimentare la paura dello psicodramma finale, dopo un campionato vissuto costantemente in zona-Champions, con un vantaggio sempre abbastanza ampio, dilapidato nell’ultimo periodo – un solo successo negli ultimi 5 turni. Il ricordo di Lazio-Inter, esattamente un anno fa, riesce a essere dolce e amaro, insieme: l’ultimo precedente è positivo, ma in realtà è il racconto di un ribaltone all’ultima giornata. Proprio ciò che l’Inter vorrebbe evitare.

La corsa salvezza è ancora un rebus

A novanta minuti dalla fine del campionato, Fiorentina, Empoli e Genoa sono le tre squadre che si giocano due posti per la salvezza. Innanzitutto, un dato statistico: 40 punti in classifica potrebbero non essere sufficienti per guadagnarsi la salvezza. È la fotografia di un campionato che ha visto alzarsi, nelle ultime giornate, la media punti delle squadre in lotta per non retrocedere: se si prende in considerazione la classifica degli ultimi cinque turni, il Bologna è in zona Champions, Empoli e Udinese in orbita europea, la Spal tra le prime dieci. Formazioni che, appena qualche settimana fa, versavano in condizioni complicate, se non disperate. Il rovescio della medaglia è rappresentato da quelle squadre che, da posizioni quasi sicure, si sono improvvisamente ritrovate a rischio retrocessione – Fiorentina e Genoa su tutte. Il calendario ha voluto che si incrociassero proprio all’ultima giornata di campionato: ai viola basterebbe non perdere, mentre il Genoa, al momento terzultimo, dovrebbe prestare un orecchio a quanto succede all’Empoli, impegnato in casa dell’Inter. Un eventuale arrivo a pari punti – i rossoblù al momento hanno un punto in meno dei toscani – premierebbe la squadra di Prandelli, in vantaggio negli scontri diretti; se l’Empoli non dovesse perdere a San Siro, però, al Genoa servirebbe vincere. A 40 punti c’è anche l’Udinese, che però è salvo in ogni caso: la sconfitta dei friulani a Cagliari servirebbe solo ai fini della classifica avulsa, in caso di arrivo con più squadre a 40 punti.

Immagini Getty Images
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