L’Atlético Madrid ha una squadra filiale a 9000 km di distanza

L'Atlético San Luis di Potosí è stato promosso nella prima divisione messicana.
di Redazione Undici 22 Agosto 2019 alle 12:17

Da due stagioni, l’Atlético San Luis di Potosí è una delle due squadre filiali dell’Atlético Madrid. Solo che San Luis di Potosí è una città messicana, che dista circa 9000 km dalla capitale spagnola. Non che ci sia qualcosa di strambo, o fuori dal tempo: le multiproprietà dislocate in tutto il mondo sono una tendenza del calcio postmoderno, da anni sorgono progetti integrati a livello continentale e globale – quello della famiglia Pozzo con Udinese e Watford, quello della Red Bull e quello del City Football Group, giusto per fare qualche esempio. Il caso dell’Atlético Madrid è un po’ più particolare, come ha spiegato Angel Donato, allenatore dell’Atlético Juvenil B, in un’intervista su Espn Digital: «L’Atlético Madrid è presente nella squadra messicana attraverso la sua filosofia di allenamento e di gioco: la comunicazione tra i tecnici della squadra spagnola e quelli che lavorano a San Luid di Potosí è costante, in questo modo integreremo meglio i migliori giocatori che si stanno sviluppando in Messico nella rosa di Simeone».

Oltre al posizionamento del brand, quindi, l’obiettivo principale dell’Atlético Madrid è quello di fare scouting in Messico. Anzi, il quotidiano spagnolo As è ancora più specifico: «Il club colchonero vuole trovare il prossimo Héctor Herrera direttamente sul posto». Herrera è uno dei nuovi acquisti nell’organico di Simeone, è il capitano della Nazionale messicana, un vero e proprio idolo per il paese centroamericano. Nello stesso articolo, però, As spiega come la creazione di un club filiale in Messico permette all’Atlético Madrid di «stipulare contratti con calciatori minorenni, in modo da non incorrere in violazioni della regola della FIFA che impedisce ai club europei di acquistare calciatori Under 18 fuori dalla zona UEFA. L’Atlético è già stato sanzionato per questo tipo di violazione, nel 2017».

Diversi calciatori allevati nel vivaio dell’Atlético sono stati inviati in prestito nel club messicano, che nel frattempo ha raggiunto la promozione nella Liga MX, prima divisione della piramide calcistica nazionale. Inizialmente, i tifosi del San Luis F.C., il club diretto progenitore dell’Atlético messicano, non hanno preso bene la modifica del nome e dei colori sociali della squadra – il biancorosso dei Colchoneros ha sostituito il blu-oro utilizzato fin dalla fondazione della società, nel 1957. I buoni risultati e la promozione colta nell’ultima stagione (battendo nella finale playoff i Dorados, allenati da Diego Armando Maradona) hanno riacceso un po’ di entusiasmo intorno al club, che ha iniziato il campionato con una vittoria, un pareggio e 2 sconfitte nelle prime 4 partite. Curiosità di mercato: l’acquisto più significativo dell’ultima sessione di mercato è stato Ricardo Centurión, ex di Genoa, Boca Juniors e Racing Avellaneda.

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