Tre cose sulla seconda giornata di Serie A

La superiorità della Juve, l'impatto di Sensi, la forza offensiva del Toro.
di Redazione Undici 02 Settembre 2019 alle 11:21

La Juventus è ancora superiore al Napoli

Per circa 65 minuti, ovvero fino al gol di Manolas, Juventus-Napoli non è stata una partita ad armi pari. I bianconeri di Sarri sono sembrati più forti, più equilibrati, più aggressivi, mentre la squadra di Ancelotti ha mostrato evidenti limiti difensivi e anche di personalità. Il 3-0 certificato dalle reti di Danilo, Higuaín e Cristiano Ronaldo era un risultato enorme ma giusto, meritato anche nelle proporzioni. Poi, però, la notte di Torino è svoltata in un attimo, mostrando come il livello delle due squadre sia differente, sì, ma non così tanto: il Napoli ha saputo risistemarsi e ritrovarsi, ha sfruttato il calo fisico della Juventus e ha segnato 3 gol allo Stadium – un’impresa che mai compiuta dagli azzurri fin dall’apertura dell’Allianz Stadium, nel 2011, e che negli ultimi 8 anni è riuscita solo a Inter (2012/13), Real Madrid (Champions League 17/18) e Parma (18/19). L’autogol di Koulibaly ha reso giustizia a ciò che si è visto in campo fino a un certo punto, ma anche per questo il match di sabato va pesato per quel che è stato, ovvero uno scontro diretto alla seconda giornata, una sfida tra due squadre ancora in costruzione. La sensazione, però, è che i margini di crescita più ampi appartengano agli uomini di Sarri, perfetta nella gestione di tutte le fasi di gioco fin quando c’è stata energia a sufficienza. I bianconeri sono ancora superiori al Napoli – e quindi alla totalità delle squadre di Serie A –, devono solo capire fin quando e fin dove possono spingere secondo le indicazioni e i desideri di un allenatore che vuole dominare le partite, non solo vincerle. Dall’altra parte, Ancelotti ha mostrato – anche in una serata negativa – di avere un grande potenziale offensivo, e che un equilibrio maggiore da (ri)trovare col tempo, attraverso la crescita di condizione di alcuni uomini chiave (Koulibaly e Allan su tutti), può portare il Napoli a essere molto competitivo. Non a livello della Juve, forse, ma neanche troppo lontano.

Gli highlights di Juventus-Napoli 4-3

Sensi si è preso l’Inter, e non ce l’aspettavamo

Di tutti gli acquisti completati dall’Inter nella finestra estiva, quello di Stefano Sensi non è stato il più reclamizzato. C’è stato da acclamare Romelu Lukaku, poi è stato preso Sánchez a fine agosto; persino a centrocampo, nello stesso reparto dell’ex Sassuolo, è arrivato Nicolò Barella, un calciatore che ha generato maggiore attesa, per una questione di forza percepita e investimento economico. Invece l’uomo copertina della nuova squadra di Conte è proprio lui, Stefano Sensi, che si è scoperto calciatore di impatto, centrocampista che influenza il gioco della propria squadra e cambia i connotati alle partite, ai risultati. Dopo il gol al Lecce, è arrivato il rigore decisivo procurato a Cagliari, due eventi centrali all’interno di due partite vissute da assoluto protagonista: ieri sera la 24enne mezzala marchigiana ha giocato 87 volte il pallone (appena 2 in meno di Brozovic), ha indovinato 9 lanci lunghi su 14 tentati, ha messo a segno 5 cross e colpito la traversa su calcio di punizione. Nel cuore del centrocampo, l’Inter sembra aver trovato l’elemento che serviva per cucire e orchestrare e finalizzare la manovra offensiva, accanto a un Brozovic sempre più dominante e in attesa che anche Barella riesca a inserirsi nel modulo di Conte. Probabilmente, nessuno si aspettava che Sensi si imponesse con questa forza, fin da subito, in una squadra ambiziosa come l’Inter. Invece è avvenuto, sta avvenendo, ed è una buona notizia per i nerazzurri ma anche per tutto il calcio italiano, che di qui a poco potrebbe aggiungere un altro centrocampista giovane e di alta qualità a un reparto che può già contare su Verratti, Jorginho, Barella, Pellegrini, Zaniolo.

Un bel modo per procurarsi un calcio di rigore

Il Toro non è solo (o non più) una macchina per evitare gol

Del terzetto di testa formatosi dopo le prime due giornate di Serie A fa parte anche il Torino, di certo la formazione meno attesa del gruppo che comprende anche Inter e Juventus. La vittoria in rimonta contro l’Atalanta, dopo l’esordio vincente contro il Sassuolo, lascia a Mazzarri la consapevolezza di avere una squadra che è molto di più di un riuscito meccanismo difensivo – che, per la verità, ha lasciato qualche perplessità in questo inizio di stagione, ma questo si sta rivelando un trend piuttosto diffuso tra le squadre di Serie A. Pur affidandosi a schemi di gioco semplici e riconoscibili, il Toro sta dimostrando una capacità non comune di svoltare le partite a proprio favore, anche nei momenti che appaiono più critici: contro un’Atalanta lanciatissima, guidata da uno straordinario Zapata, i granata non hanno mai dato l’impressione di stare per affondare, anche dopo l’uno-due micidiale del colombiano. Certo, si potrebbe avanzare che il Toro è più avanti di preparazione per il precoce impegno dei preliminari di Europa League, che il pur sfortunato doppio incrocio con il Wolverhampton ha messo ritmo e minuti nelle gambe dei giocatori, garantendo più benzina degli avversari; ma per rimontare la stessa Atalanta capace di un ribaltone mostruoso appena sette giorni fa, sul campo della Spal, non serve solo un’adeguata forma fisica, ma anche testa, ovviamente, e la capacità di attingere alle risorse più disparate. Che siano calci piazzati – Toro due volte in gol in questo modo al Tardini, per l’occasione casa dell’Atalanta – o con una bella combinazione Meite-Berenguer.

La rimonta del Toro contro l’Atalanta

 

>

Leggi anche

Calcio
James Rodríguez ha firmato per il Minnesota United, e il suo arrivo è un vero e proprio atto di resistenza politica contro Trump e l’ICE
Mentre nello stato del Nord si combatte la battaglia all'immigrazione voluta dal presidente americano, l'arrivo dell'ex Real Madrid rappresenta un atto di speranza per un'intera comunità.
di Redazione Undici
Calcio
A dieci anni dall’incredibile vittoria in Premier League, il Leicester rischia seriamente di retrocedere in terza divisione
Senza allenatore e prive di diverse figure dirigenziali, le Foxes hanno ricevuto anche una penalizzazione per violazione delle regole economiche.
di Redazione Undici
Calcio
I giocatori del Real Madrid si allenano indossando delle maschere molto simili a quelle di Bane, uno dei nemici di Batman
È una trovata di Antonio Pintus, preparatore atletico italiano e vero e proprio guru dello staff di Arbeloa (nonché pupillo di Florentino Pérez).
di Redazione Undici
Calcio
Il campionato dell’Arabia Saudita ha diffuso un comunicato ufficiale piuttosto duro nei confronti di Cristiano Ronaldo
La Saudi Pro League ha scritto che «nessun individuo, per quanto importante, è al di sopra dei club e delle loro decisioni».
di Redazione Undici