L’arrivo di Bendtner sta generando tanto entusiasmo a Copenaghen, forse troppo

Il club danese ha deciso di giocare una partita della squadra riserve a porte chiuse. «Altrimenti sarebbe una guerra», ha detto il tecnico Solbakken.
di Redazione Undici 05 Settembre 2019 alle 16:18

Nicklas Bendtner non è mai stato un calciatore convenzionale, nel bene e nel male: era uno egli attaccanti più promettenti della sua generazione, tanto che l’Arsenal decise di portarlo in Inghilterra, direttamente dalle giovanili del KB, poco dopo il suo 16esimo compleanno. A Londra, però, non è mai riuscito a imporsi ed esplodere definitivamente, quindi ha iniziato un lungo giro d’Europa alla ricerca della sua dimensione definitiva – Sunderland, Juventus, Wolfsburg, Nottingham Forest e Rosenborg nelle ultime due stagioni. Oggi ha 31 anni, è un simbolo del calcio danese (ha segnato 30 gol in 81 partite con la Nazionale) e ha deciso di tornare nel suo paese, dove è un vero e proprio eroe di culto nonostante la sua carriera sia stata a dir poco deludente, e controversa – è stato protagonista di numerosi episodi negativi, per esempio una rissa con l’ex compagno di squadra Adebayor, e anche alcuni arresti da parte della polizia per aggressione o molestie.

Il suo ritorno in patria, al Copenaghen, è stato salutato da un entusiasmo incredibile. Il Guardian racconta come la sua maglia sia andata esaurita nello store del club poche ore dopo il suo trasferimento a titolo gratuito; c’è anche una eloquente dichiarazione dell’allenatore Solbakken in merito alla Bendtner dei tifosi danesi: «Non credo che il dipartimento marketing del Copenaghen abbia mai vissuto qualcosa di simile. È abbastanza surreale. Penso che si debba tornare a Preben Elkjær, negli anni Ottanta, per trovare un giocatore danese venerato in questo modo dai suoi connazionali».

In virtù di questa adorazione, il Copenaghen ha deciso di mettere un argine, quantomeno di provare a farlo. L’esordio di Bendtner con la sua nuova squadra dovrebbe avvenire in occasione del match tra le squadre riserve del Copenaghen e del Brondby, società storicamente rivali. Dato che la presenza del centravanti ex Arsenal avrebbe richiamato un numero incredibile di tifosi, la decisione finale è stata quella di giocare la partita a porte chiuse. Solbakken ha spiegato: «Rischieremmo una vera e propria guerriglia: ci sarebbero stati gruppi organizzati di entrambe le squadre, vale a dire un minimo di 3 o 4mila sostenitori per una partita del campionato riserve. Non possiamo ospitarli nel campo dove giocano di solito le nostre squadre filiali, il campo sarebbe letteralmente esploso».

>

Leggi anche

Calcio
Il Bodo/Glimt ha annunciato il suo nuovo stadio: avrà 10mila posti, sarà a forma di diamante e verrà costruito con materiali sostenibili e adatti per il Circolo Polare Artico
La struttura punta a essere un punto di riferimento per gli impianti sportivi in aree caratterizzate da un clima estremo.
di Redazione Undici
Calcio
Disney+ ha acquisito i diritti per trasmettere la Champions League in alcuni Paesi europei, ed è la prima volta che succede
Un altro gigante dello streaming è entrato di prepotenza nel mercato dei diritti tv.
di Redazione Undici
Calcio
A causa di uno scandalo relativo ai passaporti dei calciatori, l’Eredivisie potrebbe dover rigiocare 133 partite
Diversi calciatori con doppia nazionalità sarebbero scesi in campo in modo irregolare. Il primo ricorso è stato presentato dal NAC Breda, e un eventuale accoglimento porterebbe al caos più assoluto.
di Redazione Undici
Calcio
La semifinale tra Atlético Madrid e Arsenal ha dimostrato che un altro calcio, un calcio più equilibrato e difensivo, è ancora possibile (anche se è meno divertente)
Ventiquattr'ore dopo lo spettacolo del Parco dei Principi è andata in scena "l'anti-PSG-Bayern": pochi gol, attacchi contratti, organizzazione tattica da manuale. Vale tanto quanto, se non si dispone di fuoriclasse di grande strappo.
di Redazione Undici