Tre temi sulla decima giornata di Serie A

Juve e Inter a un bivio, Napoli-Atalanta è già decisiva.
di Redazione Undici 29 Ottobre 2019 alle 12:54

Napoli-Atalanta è già una partita decisiva

Non è retorica, ma pura analisi della classifica e delle opportunità: il match del San Paolo indirizzerà buona parte della stagione di Napoli e Atalanta. Se il Napoli non vince, potrebbe ritrovarsi praticamente a dieci punti dal primo posto; se l’Atalanta batte il Napoli, sarebbe a non più di tre punti dallo stesso primo posto, con 7 sette punti conquistati nelle tre trasferte più ostiche di questo avvio di stagione – Roma, Lazio e appunto Napoli. Al contrario, un successo degli azzurri potrebbe ridare entusiasmo a un ambiente che finora ha vissuto sulle montagne russe, tra le buonissime prestazioni in Chmpions e quelle meno esaltanti in campionato. Ora c’è da metabolizzare anche l’infortunio di Malcuit, un lungo stop per la lesione di un legamento che capita in un momento sbagliato: per le partite di Salisburgo e Ferrara, Ancelotti ha dovuto fare a meno di Hysaj, Mario Rui e Maksimovic; domani gli mancherà anche il francese, quindi gli slot della difesa saranno da occupare con una certa creatività. Dall’altra parte, Gasperini ha il miglior attacco del campionato ma sarà privo di Duván Zapata, ex di turno. Anche contro l’Udinese, però, il colombiano era assente, e non è andata proprio male. L’anno scorso, proprio la vittoria in casa del Napoli permise all’Atalanta di lanciare l’ultimo sprint per la conquista della prima qualificazione Champions della sua storia. Quest’anno, se possibile, la sfida del San Paolo potrebbe avere un significato ancora più profondo, perché potrebbe certificare come gli uomini di Gasperini debbano iniziare a coltivare ambizioni ancora più elevate.

L’Inter a un bivio

È il momento più delicato di questo inizio di stagione dell’Inter. Il pareggio contro il Parma, che ha impedito ai nerazzurri il sorpasso in testa alla classifica, ha spianato la strada a qualche preoccupazione nell’ambiente. Esternata dallo stesso Conte: «Non sono sereno, stanno giocando sempre gli stessi. Diventa difficile giocare così tanto con una rosa ai minimi termini». L’Inter ora ha tre trasferte di fronte a sé – Brescia, Bologna, Dortmund – prima del Verona in casa e della tanto attesa sosta, che potrebbe servire a far tornare alcuni indisponibili. Ma intanto ci saranno quattro partite in due settimane, ed è il momento di stringere i denti. L’Inter dovrà mostrare non solo un’invidiabile tenuta fisica, ma soprattutto mentale: l’impegno di Brescia già potrà dire molto. I nerazzurri giocano prima della Juventus, e vincendo potrebbero mettere pressione ai diretti avversari; e poi bisogna tornare a soffrire meno rispetto alle ultime due uscite di campionato – tra Sassuolo e Parma l’Inter ha subito ben cinque gol. Di fronte all’ex Balotelli, l’imperativo è ritrovare fiducia e lucidità, per affrontare al meglio l’incombente tour de force. Un test importante: anche da questo passa la crescita di una squadra.

Antonio Conte ha iniziato bene la sua avventura all’Inter: otto vittorie due pareggi e due sconfitte in 12 partite alla guida dei nerazzurri (Emilio Andreoli/Getty Images)

Juve-Genoa dovrà dare delle risposte

Il pareggio della Juventus in casa del Lecce, la prima vittoria di Thiago Motta sulla panchina del Genoa. Il bello – o il brutto – del turno infrasettimanale è che ha il potere di resettare subito l’ultima giornata di campionato, il che può essere un bene per chi è reduce da un passo falso, ma anche per chi deve confermare di essere in un buon momento. E allora Juventus-Genoa sarà una partita che dovrà dare delle risposte importanti, per esempio sulla tenuta emotiva della Juventus, sulla capacità di reazione della squadra di Sarri dopo il risultato negativo di Lecce. I bianconeri sono attesi da un piccolo tour de force, dopo il Genoa affronteranno il Torino, poi la Lokomotiv Mosca e infine il Milan, una serie di partite che dirà tanto sullo stato del nuovo progetto tattico di Sarri, sui miglioramenti nel gioco che si sono percepiti a intermittenza mentre i risultati sono comunque positivi – anche per questo il pareggio contro il Lecce è stato visto come un doppio passo indietro. Dall’altra parte c’è un avversario alla ricerca di una nuova identità, anzi di una nuova e ambiziosa identità, il cambio di allenatore ha dato la scossa all’ambiente ma ora arriva il momento più difficile: il consolidamento, la normalizzazione emotiva. Difficile pensare a un crash test migliore, nel senso di più probante, per Thiago Motta, che potrà continuare a lavorare sul suo Genoa senza l’assillo del risultato – i rossoblu sono ovviamente sfavoriti, almeno sulla carta – e poi si affaccerà al match interno contro l’Udinese, uno scontro diretto importante per la lotta-salvezza.

Non andò benissimo alla Juventus, esattamente un anno fa

 

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