Serie A

Tre temi sulla 23esima giornata di Serie A

Inter-Milan, i rischi della Roma, il Napoli in ripresa.

Roma-Bologna, per scongiurare la regressione

Gli ultimi risultati della sua squadra, figli di prestazioni non certo positive, le sue dichiarazioni in conferenza stampa: Paulo Fonseca sta vivendo un momento complesso, è evidente che la Roma rischi la regressione. È dall'inizio del 2020 che i giallorossi balbettano: la sconfitta con il Sassuolo è stata la terza nelle ultime quattro partite, Dzeko e i suoi compagni hanno vinto solamente in casa del Genoa, poi è andato via Florenzi, che in ogni caso era un uomo-simbolo per il club. L'Atalanta non vive un momento molto più brillante – al netto del 7-0 in casa del Torino –, eppure ha appaiato i giallorossi in classifica in zona-Champions, una posizione che la Roma ha mostrato di meritare nella prima parte di stagione, per sofisticatezza del gioco, capacità di rispondere alle avversità, qualità dei singoli. Oggi quelle sensazioni positive si sono smorzate, da qualche partita la ricerca di Fonseca sembra essersi arenata, certo gli infortuni hanno inciso e forse incideranno ancora – stasera il tecnico portoghese dovrà rinunciare allo squalificato Pellegrini e a Diawara, oltre ai lungodegenti Zappacosta e Zaniolo –, ed è proprio per questo che la partita col Bologna sarà importante. La squadra di Mihajlovic ha 30 punti e idee di gioco chiare e un grande carattere, è un avversario difficile da affrontare anche perché coltiva l'ambizione di risalire (ancora) la classifica, servirà una Roma in buona condizione per vincere una partita che potrebbe avere un impatto sulla corsa-Champions, considerando che ci sono tantissime squadre che aspirano a scalzare proprio i giallorossi. E poi siamo vicini alla fase più importante della stagione, tra qualche giorno torneranno le coppe europee e quindi occorre avere fiducia, consapevolezza rispetto alle proprie qualità, alle proprie idee di gioco. Proprio quelle cose che la Roma sembra aver smarrito.

Un derby squilibrato, eppure incerto

Con il mese di gennaio il Milan ha raggiunto il momentaneo zenit del suo campionato, il livello più alto per gioco e risultati, mentre l'Inter, al contrario, ha vissuto, nel primo mese del 2020, qualche momento di incertezza. Le squadre di Milano si affrontano nell'ennesimo derby sold out e campione d'incassi, in un film che si annuncia non proprio thriller per la posta in palio (ci sono ancora quindici giornate di campionato da giocare) ma comunque d'autore visti gli interpreti in gioco, il carico emotivo della partita. Sarà per la prima volta Ibrahimovic contro l'Inter di Lukaku, quindi una sfida fra centravanti-unici-protagonisti – tra l'altro l'altra star offensiva Lautaro Martínez sarà assente per squalifica, e i nerazzurri perderanno molto senza l'argentino. Anche Handanovic rischia di non essere della partita, ma Conte, dalla sua, ha una truppa di nuovi acquisti che sembrano già essersi inseriti molto bene. E poi c'è Eriksen: il danese può prendersi l'Inter con una prestazione autorevole a San Siro. Dall'altra parte, il Milan ha ritrovato fiducia grazie all'arrivo di Ibra e al lavoro di Pioli, oggi i rossoneri sembrano più solidi, soprattutto ripensando a quale fosse lo scarto di valori nella partita d'andata. Ci saranno tanti duelli interessanti, per esempio quello tra Ibra e de Vrij e quello tra Lukaku e Romagnoli, quindi ci si aspetta un bello spettacolo. Se non altro, l'Inter – una squadra fortissima, pienamente e meritatamente in lotta per lo scudetto – affronta un avversario in salute, magari la classifica dice che il derby resta ancora squilibrato, ma almeno la sfida sembra più incerta rispetto a quanto lo sarebbe stata solo qualche settimana fa.

Un girone fa, la differenza di valori in campo sembrò davvero enorme

Napoli-Lecce ha un valore enorme per le ambizioni di Gattuso

In questo punto esatto del girone d'andata, segnando quattro gol in casa del Lecce, il Napoli conquistava la sua seconda vittoria consecutiva in campionato (dopo il 2-0 alla Sampdoria). Da allora non è più successo fino a quando la squadra azzurra, passata nelle mani di Gattuso, ha battuto Juventus e Sampdoria. Basterebbe questo dato per inquadrare come si è sviluppata la stagione del Napoli, che però ora potrebbe aver imboccato una strada più pianeggiante, con un bel panorama all'orizzonte. Merito della restaurazione del nuovo allenatore, assecondata dalle operazioni di mercato (gli arrivi di Demme e Lobotka hanno allargato la rosa a centrocampo, Politano offre nuove alternative in attacco), ma anche di una nuova attitudine da parte dei giocatori, che da qualche partita sembrano aver messo da parte i loro conflitti con la società, con l'ambiente. La nuova sfida contro il Lecce, perciò, vale tantissimo: un nuovo successo porterebbe il Napoli ancora più a ridosso della zona Europa League, poi qualche buon risultato dagli altri campi ridurrebbe le distanze anche dal quarto posto che vale la Champions. Questa eventuale crescita degli obiettivi e delle ambizioni in campionato sarebbe una bella iniezione di fiducia per una squadra che, in questa stagione, ha mostrato di essere in difficoltà soprattutto dal punto di vista mentale, non ha saputo rispondere alle situazioni negative che si sono determinate al di fuori di essa, ma che ha ancora il tempo per aggiustare il tiro, per ridare senso al tutto – d'altronde all'orizzonte ci sono la semifinale di Coppa Italia contro l'Inter e la suggestiva sfida di Champions contro il Barcellona. In realtà il Napoli ha già ricominciato a correre, ma ora deve mostrare di aver ritrovato continuità e concentrazione sul lungo periodo, le doti necessarie per poter vincere partite come quella con il Lecce.

Sembra passata un'eternità dalla sfida al Via del Mare

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