Il regista premio Oscar Bong Joon-Ho vorrebbe andare a cena con Kevin De Bruyne

E con Scorsese, Hitchcock, Jimmy Page e una pattinatrice sudcoreana.
di Redazione Undici 10 Febbraio 2020 alle 17:47

È stato un weekend indimenticabile per Bong Joon-Ho, 50enne regista sudcoreano. Alla notte degli Oscar, il suo lungometraggio Parasite ha portato a casa il premio per il miglior film assoluto – prima volta nella storia che un film non angolofono, con dialoghi, vince la statuetta più importante –, per il miglior film internazionale, per la miglior regia e per la miglior sceneggiatura originale. Un trionfo su tutta la linea, a pochi mesi dalla vittoria della Palma d’Oro al Festival di Cannes.

Nelle ultime ore, sono circolate molte notizie su Bong Joon-Ho, tanti ritratti con alcuni aneddoti sulla sua carriera, ma anche sulla sua vita extra-professionale. Il regista di Taegu – la quarta città più grande della Corea del Sud, 2,5 milioni di abitanti – ama molto la musica rock e lo sport, come si evince da un Ask Me Anything pubblicato su Reddit tre mesi fa. Un utente gli ha chiesto con quali personaggi gli piacerebbe andare a cena se fosse il suo ultimo pasto, e lui ha composto un tavolo misto: oltre a Alfred Hitchcock e Martin Scorsese, che evidentemente lo ispirano nella sua opera cinematografica, Bong Joon-Ho ha indicato anche Jimmy Page, il chitarrista e fondatore dei Led Zeppelin, la pattinatrice sudcoreana Kim Yu-na e Kevin De Bruyne, centrocampista del Manchester City. Nella risposta, Bong Joon-Ho ha aggiunto che mangerebbe tanta paella, o comunque piatti spagnoli in genere.

Parasite racconta la storia di una famiglia di Seul che cerca, attraverso una serie di inganni, di migliorare la propria condizione sociale. Il film ha incassato circa 165 milioni di dollari del mondo, di cui due in Italia. Sono cifre destinate a crescere, dato che il trionfo alla notte degli Oscar dovrebbe riportare l’opera nelle sale cinematografiche. Prima di Parasite, solo un altro film di produzione non angloamericana aveva vinto la statuetta per il miglior film. Si tratta di The Artist, lungometraggio muto prodotto in Francia e premiato nel 2012.

>

Leggi anche

Calcio
L’Union Berlin ha scelto di affidare la squadra a Marie-Louise Eta, che così diventerà la prima allenatrice donna nella storia della Bundesliga e dei cinque campionati top in Europa
La squadra tedesca ha compiuto una scelta che non si era mai vista prima, quantomeno a questo livello.
di Redazione Undici
Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici