Agli Oscar, Spike Lee ha reso omaggio a Kobe Bryant con un vestito viola e giallo

Firmato Gucci, con il numero 24 ben visibile.
di Redazione Undici 10 Febbraio 2020 alle 12:31

Ieri notte è stata celebrata al Dolby Theatre di Los Angels la 92sima premiazione degli Oscar. Il film sudcoreano “Parasite” è stato scelto come miglior film assoluto e come miglior film straniero, Joaquin Phoenix ha ricevuto il premio come miglior attore protagonista, Renée Zellweger ha trionfato tra le donne, Brad Pitt ha vinto la sua prima statuetta per la recitazione – dopo quella del 2014 come produttore. Fra i molti ospiti del mondo del cinema era presente anche il regista newyorkese Spike Lee, notoriamente appassionato di basket e onnipresente in prima file alle partite dei New York Knicks, al Madison Square Garden. Spike Lee era un grande amico di Kobe Bryant e aveva pure girato nel 2009 un documentario su Bryant (“Kobe Doin’ Work“) in cui la vita del cestista, per un giorno, veniva seguita dalle telecamere in tutte le sue attività. Ieri sera, il regista ha offerto un tributo al campione di basket vestendosi interamente in suo onore, dalla testa ai piedi.

Spike Lee ha indossato un completo firmato Gucci, colorato di viola e con ricami e dettagli in giallo. Sui revers della giacca, come sulla schiena, c’era impresso il numero di Bryant: il 24. Anche il basco e gli occhiali erano viola, mentre ai piedi, Lee indossava un paio di Nike Kobe 9 high-top shoes, le sneakers disegnate da Nike per l’ex campione dei Lakers. I due numeri che compaiono sull’abito Gucci sono il 2 e il 4, in riferimento sia al numero di Bryant che ha indossato per la maggiore quando era sul parquet che il numero da giocatrice di sua figlia Gianna, il 2. Spike Lee ha dichiarato all’emittente televisiva ABC7 che il suo outfit di ieri era un: «tributo, un onore e un omaggio a Kobe Bryant».

Kobe Bryant è morto in un incidente aereo in California lo scorso 26 gennaio, e insieme a lui, sono rimasti uccisi pure sua figlia Gianna, 13 anni e altre sette persone – tra passeggeri e piloti presenti sul velivolo. L’ex campione dei Lakers aveva 41 anni e tutto il mondo, sportivo e non, è rimasto scioccato dalla tragedia accaduta improvvisamente. Spike Lee, al momento della notizia, aveva postato su Instagram diverse foto delle principali pagine dei giornali che trattavano l’accaduto, e lo stesso regista si era definito “scioccato” da quanto accaduto all’amico Bryant, che conosceva da più di dieci anni. Il regista americano si è fatto disegnare appositamente il vestito da Gucci, brand che in questi giorni ha avuto una grande visibilità: durante il festival di Sanremo, infatti, ha firmato l’outfit di Achille Lauro durante tre delle sue esibizioni.

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