Il Barcellona cederà i naming rights del Camp Nou

Gli incassi non andranno interamente al club, ma saranno devoluti per sconfiggere la diffusione del virus.
di Redazione Undici 21 Aprile 2020 alle 17:06

Il Coronavirus, che ha costretto la totalità degli sport professionistici a fermarsi, sta impattando notevolmente sulle economie dei singoli club. Non solo i più piccoli, magari i più esposti a situazioni di questo tipo, ma anche i più importanti e famosi, come il Barcellona. Dopo che il presidente Bartomeu ha lasciato intendere come anche le strategie di mercato dovranno immancabilmente cambiare, con spese più contenute, la prossima mossa dei blaugrana potrebbe essere quella di cedere i naming rights del Camp Nou. L’incasso, però, non andrebbe interamente alla società, ma aiuterebbe l’intera comunità mondiale nella lotta al virus.

«Vogliamo mandare un messaggio globale: per la prima volta qualcuno potrà avere l’opportunità di rinominare con il proprio nome il Camp Nou, e i ricavi andranno a tutta l’umanità, non soltanto al Barcellona», ha detto il vicepresidente Jordi Cardoner ad Associated Press. Già in passato il Barça aveva messo in conto di vendere i naming rights del proprio impianto, ma soltanto a partire dalla stagione 2023/24 a fronte di 300 milioni di euro per un contratto di sponsorizzazione di 25 anni. Ma allo stato attuale, i blaugrana hanno deciso di cambiare strategia e di accettare offerte sin da subito, e non per forza legate a un arco temporale così lungo – proprio in ragione della volontà di raccogliere fondi immediatamente, e utilizzarli per aiutare a sconfiggere il virus. Il club ha aggiunto che il nome Camp Nou non scomparirà, ma sarà al fianco dello sponsor.

Una decisione che riporta alla memoria un’iniziativa simile adottata dai blaugrana nel 2006: all’epoca il Barcellona, che mai aveva avuto uno sponsor di maglia, accettò di avere sulla divisa il logo dell’Unicef – una sponsorizzazione totalmente gratuita. Cardoner, che ha dovuto lottare in prima persona contro il Coronavirus, ha detto di essersi ispirato proprio a quella decisione: «Ho trascorso molto tempo a letto, e ho avuto tempo per pensare. Facciamo tante cose grazie alla nostra fondazione, e ho capito che avremmo dovuto fare le cose in grande, esattamente come quando portammo Unicef sulla maglia».

>

Leggi anche

Calcio
Il Bayern Monaco ha vinto la sua ennesima Bundesliga, ma il grande protagonista della festa è stato un uccello di porcellana
L'inizio di questa storia risale a un anno fa, ai festeggiamenti del titolo 2025, quando alcuni giocatori hanno portato via una statuetta da un locale bavarese. Quella statuetta, ora, è finita sulle maglie che celebrano il titolo nazionale.
di Redazione Undici
Calcio
Leo Messi è il proprietario del Cornellà da poche ore, eppure il piccolo club catalano è già uno dei più seguiti di tutta la Spagna (su Instagram e non solo)
È bastato l'annuncio del deal per cambiare la percezione e quindi la storia della squadra catalana, che al momento gioca in quinta divisione ma è già diventata famosissima.
di Redazione Undici
Calcio
La partita tra Manchester City e Arsenal ha dimostrato perché avere Erling Haaland fa tutta la differenza del mondo
Il fuoriclasse norvegese è rimasto nascosto per molti minuti nelle pieghe del big match di Etihad, poi l'ha deciso a modo suo: con un gol da attaccante vero.
di Redazione Undici
Calcio
In Canada si stanno giocando le prime partite con il fuorigioco “alla Wenger”, e il calcio sembra già un gioco molto molto diverso
Il gol di Alejandro Diaz nella sfida tra Pacific FC e Halifax Wanderers potrebbe rappresentare una svolta: preparatevi a ripensare completamente a una delle regole fondamentali del calcio, almeno per come la conosciamo.
di Redazione Undici