I dati di Deloitte sul record di ricavi del calcio europeo nel 2019 e sull’impatto della pandemia

È uscita la Review of Football Finance 2020: nella scorsa stagione i club hanno aumentato gli introiti, ma ora dovranno affrontare la crisi post-Coronavirus.
di Redazione Undici 11 Giugno 2020 alle 11:19

È uscita la Deloitte Annual Review of Football Finance 2020, rapporto sullo stato economico del calcio che non tiene conto dei ricavi legati alla gestione del parco calciatori, ma solo di quelli relativi ai diritti tv, commerciali e stadio. Secondo i dati raccolti dall’azienda di consulenza americana, la stagione 2018/19 ha segnato degli introiti record per i club dei campionati europei: in totale, i club hanno generato 28,9 miliardi di euro, solo che la maggior parte di questa cifra arriva dalle cinque leghe top – Premier League, Liga, Serie A, Ligue 1 e Bundesliga –, che da sole hanno fatturato circa 17 miliardi di euro. Rispetto alla stagione 2017/18, l’aumento relativo ai club di questi campionati è stato del 9%. Anche la Serie A ha avuto numeri vicini a questo trend: i ricavi dei venti club del massimo campionato italiano sono aumentati di 2,5 miliardi di euro. Questa crescita è dovuta al nuovo accordo triennale sui diritti audiovisivi, che ha comportato un aumento delle entrate pari all’11%.

Le notizie sul campionato italiano non sono tutte così positive: dopo due stagioni consecutive in cui ha fatto registrare utile operativo, la Serie A ha fatto registrare una perdita operativa di 36 milioni di euro. Questo segno meno va ricondotto, secondo Deloitte, a un rapido incremento dei salari. «Il campionato italiano», si legge nel rapporto, «sta cercando di recuperare il terreno perduto nei confronti di Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1, puntando su una crescita dell’appeal internazionale e sullo sviluppo di capacità di broadcasting proprie. Gli accordi sui diritti TV nazionali e internazionali scadranno alla fine della stagione 2020/21, e così la Serie A sta valutando la possibilità di aprire ad investimenti di Private Equity e/o alla creazione di una propria piattaforma in collaborazione con una terza parte. Le prossime decisioni prese dai club di Serie A saranno fondamentali per ridurre il gap di fatturato con Germania e Spagna».

Per quanto riguarda gli altri campionati, la Premier League conferma il suo primato economico grazie ai 5,9 miliardi di euro generati nella stagione 2018/19, con un del 7% rispetto al 2018/19. Rispetto alla Liga, secondo torneo per introiti secondo i dati di Deloitte, il campionato inglese incassa il 73% in più – i venti club del campionato spagnolo hanno accumulato 3,3 miliardi di euro in introiti strutturali. Al terzo posto c’è la Bundesliga, che ha beneficiato di un notevole aumento (+19%) di ricavi legati ai diritti tv e quindi ha visto crescere le sue entrate fino a 3,3 miliardi di euro. Al quarto posto c’è la Serie A, seguita dalla Ligue 1: il massimo torneo francese ha fatto registrare un aumento degli introiti simile a quello della Serie A (+12%), che l’ha portato a raggiungere quota di 1,9 miliardi.

Ovviamente, il report di Deloitte ha dovuto tener conto anche di quello che succederà a cavallo tra questa e la prossima stagione, condizionate dalla pandemia e dalla chiusura di tutte le competizioni – che stanno riprendendo, a singhiozzo e con alcune eccezioni, tra cui proprio la Ligue 1, proprio in queste settimana. Secondo l’azienda americana, «provocherà una significativa riduzione delle entrate nel calcio italiano ed europeo. Il ritorno al calcio giocato sarà importante per limitare l’impatto finanziario della pandemia, ma rimane incertezza sui tempi del ritorno dei tifosi negli stadi e sull’impatto su partner commerciali e broadcaster».

Le stime sono molto pessimistiche: la Premier League dovrebbe perdere circa 1,1 miliardi di euro, a causa dei mancati introiti legati al matchday e ai diritti televisivi. Secondo Deloitte, però, queste perdite potrebbero essere ammortizzate già a partire dalla stagione 2020/21: Dan Jones, capo dello Sports Business Group di Deloitte, ha spiegato che «i piani di riavvio dei campionati europei porteranno a un rapido recupero dei risultati finanziari poiché alcuni ricavi delle trasmissioni 2019/20 verranno spinti nell’esercizio 2020/21, il che potrebbe comportare un anno di entrate eccezionali. Certo, molto rimane incerto ma l’industria del calcio spera che la ripresa sia caratterizzata da un andamento V-shape della curva, e che il ritorno alla relativa normalità finanziaria si concretizzi per la stagione 2021/22».

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