La Fiorentina aveva degli accordi segreti per vendere Milenkovic e Vlahovic, dice il New York Times

Questi contratti sarebbero stati stipulati con l'agente Ramadani prima dell'arrivo di Rocco Commisso alla guida della società viola.
di Redazione Undici 03 Luglio 2020 alle 15:37

Un articolo pubblicato oggi dal New York Times racconta un retroscena di mercato sulla Fiorentina: secondo il quotidiano americano, «gli ex dirigenti della società italiana avevano stipulato una particolare serie di contratti prima della cessione delle quote del club: questi accordi prevedevano che l’agenzia Primus Sport, di proprietà di Abdilgafar Fali Ramadani, avesse mandato di trovare acquirenti per almeno cinque giocatori della rosa. In cambio sarebbe stata pagata una commissione. Se la Fiorentina si fosse rifiutata di completare una delle operazioni messe in piedi dalla società di Ramadani, il club viola avrebbe dovuto pagare una penale all’agenzia». Il NYT aggiunge che Ramadani «risulta indagato da febbraio 2020 come per riciclaggio di denaro in Spagna». Il riferimento della testata newyorchese è al procedimento avviato dal tribunale nazionale spagnolo per verificare delle transazioni avvenute tra società con sede a Maiorca e altre nell’Estremo Oriente.

Secondo alcuni documenti esaminati e citati dal NYT, «la Fiorentina aveva contrattualizzato la cessione di alcuni dei suoi migliori giocatori, tra cui il difensore Nikola Milenkovic e l’attaccante Dusan Vlahovic, per un prezzo non definito, anzi negoziato da un professionista non tesserato dalla società». L’unica indicazione era che «ACF Fiorentina è interessata a monitorare il mercato al fine di valutare le possibili opportunità di trasferire questi giocatori in un altro club nel territorio dell’Europa e della Cina: le offerte devono essere in linea con il valore di mercato degli atleti». Il NYT ha specificato che questa pratica è molto comune nel mondo del calcio, ma proprio quello relativo alla valutazione dei giocatori punto era il più singolare: «La cosa che ha colpito di più Rocco Commisso, il nuovo proprietario del club, era l’assenza di una clausola che stabilisse una commissione minima per la cessione di questi cartellini».

L’altro aspetto che ha sorpreso Commisso è stata la tempistica relativa alla stiplula di questi contratti, sottoscritti poco prima della cessione del club. Pantaleo Corvino, direttore sportivo del club viola fino all’arrivo dei nuovi proprietari, è stato contattato dal New York Times e ha spiegato che «tutti gli accordi sono stati stipulati nel rispetto delle regole e nell’interesse della Fiorentina. Inoltre, i contratti sono stati effettivamente firmati poco prima del passaggio delle quote a Commisso, solo che questa operazione è avvenuta in maniera segreta, e così rapidamente, che mi sono trovato di fronte al fatto compiuto poco». L’attuale management della Fiorentina ha chiarito che «ora la gestione del club funziona in completa trasparenza», ma non ha voluto commentare le notizie raccolte dal New York Times. Stesso risultato anche dopo un contatto con Primus Sport: Pedro Pereira, uno dei consulenti che ha firmato in prima persona i contratti, tra l’altro ex osservatore proprio della Fiorentina, ha spiegato di non poter parlare, perché legato a vincoli scritti di riservatezza. Roy Vermeer, direttore legale di FIFPro, sindacato mondiale dei giocatori professionisti, ha invece evidenziato le stranezze che caratterizzano questi accordi: «Sembrano fatti semplicemente per garantire una commissione a un’agenzia, indipendentemente dal fatto che un’operazione di mercato avvenga o meno. È difficile capire il motivo per cui un qualsiasi club di calcio debba sottoscrivere un contratto del genere».

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