Les aigles de Carthage, la vittoria della Tunisia in Coppa d’Africa apre la Settimana della Critica a Venezia

Uno storico evento sportivo (e politico) raccontato nel corto di Adriano Valerio.
di Redazione Undici 02 Settembre 2020 alle 12:53

Il 2004 è l’anno più importante nella storia del calcio tunisino: la Nazionale locale, guidata in panchina da Roger Lemerre e in campo da Hatem Trabelsi e dal brasiliano naturalizzato Francileudo Santos, vince la prima e unica Coppa d’Africa della sua storia. Il torneo si disputa proprio in Tunisia, la finale contro il Marocco si gioca davanti ai 65mila tifosi dello Stadio Olympico di Radès, sobborgo della Capitale. I padroni di casa vanno in vantaggio, gli avversari pareggiano, poi una rete di Jaziri consegna alle Aquile di Cartagine, storico nickname della rappresentativa tunisina, un trionfo continentale dal significato profondo, per un Paese vittima di una feroce dittatura che, grazie al calcio, seppe ritrovare un po’ di gioia e di identità nazionale. La finale si giocò il 14 febbraio di sedici anni fa, ed è il momento chiave di Les aigles de Carthage, il corto diretto da Adriano Valerio che il 2 settembre 2020 apre la Settimana Internazionale della Critica alla 77esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Valerio partecipa per la quarta volta al festival dopo le esperienze del 2015 (con Banat – il viaggio), del 2016 (Agosto) e del 2017 (Mon amour mon ami).

In questa sua opera, Valerio mette a frutto il suo talento documentaristico e la sua passione per il calcio, partendo dall’evento sportivo ma indagando nei risvolti più profondi della vittoria in Coppa d’Africa, soprattutto dal punto di vista emotivo e politico. Nel corto ci sono testimonianze e filmati d’epoca che raccontano quanto il popolo tunisino sentisse quella partita, quella manifestazione: «Il film prova a fare coesistere tutti gli aspetti della sfida calcistica», racconta il regista, «la tensione agonistica, gli elementi tecnici e tattici, ma soprattutto la partita come evento e come fenomeno di partecipazione di un intero popolo: la Tunisia non aveva mai vinto la Coppa d’Africa, ma veniva da disfatte umilianti, e inoltre aveva un dittatore (Ben Ali) pronto a sfruttare l’eventuale vittoria come un trionfo personale che avrebbe potuto alimentare ulteriormente il culto della propria persona e del proprio regime. Quello tunisino è un popolo calorosissimo, appassionato di calcio e, a detta di alcuni storici, proprio i festeggiamenti del 2004 hanno avuto un ruolo chiave nel creare la coesione sociale germogliata fino alla rivoluzione del 2011».

Il corto Les aigles de Carthage è stato prodotto da Full Dawa Films in co-produzione con Sayonara Film, APA, French Lab Agency, Les Cigognes Films e distribuito in Italia da Elenfant Distribution. Adriano Valerio – attualmente docente di Regia e Analisi del Film all’International Film School of Paris, all’Académie Libanaise des Beaux Arts di Beirut e all’Istituto Marangoni – ha vinto il David di Donatello (2014), il Premio Speciale Nastro d’Argento (2014) e ricevuto una Menzione Speciale al Festival di Cannes (2013) per il suo cortometraggio 37°4S; il suo primo lungometraggio Banat – il viaggio, è stato presentato alla Settimana della Critica, al Festival di Venezia (2015), nominato ai David di Donatello e ai Globi d’oro come Miglior Opera Prima, e ai Nastri d’Argento per il Miglior Soggetto Originale.

>

Leggi anche

Calcio
Per cercare di recuperare una maglia indossata durante un suo concerto, il Celta Vigo ha scritto una lettera a Madonna
Nel 1990 la regina delle pop star si è esibita nello stadio del club galiziano, e una sua foto con la divisa celeste è diventata leggendaria. Al punto che la presidente del Celta sta facendo davvero qualsiasi cosa pur di ritrovarla.
di Redazione Undici
Calcio
I club dell’Arabia Saudita adesso vogliono giovani talenti e stanno saccheggiando i club francesi, ma in realtà li aiutano a sopravvivere
Tutta questione di efficienza di (calcio)mercato: Monaco, Rennes e altre squadre di Ligue 1 hanno bisogno di vendere, la Saudi Pro League ha bisogno di comprare.
di Redazione Undici
Calcio
Nonostante l’esasperazione degli schemi e del gioco fisico sulle palle inattive, l’International Board non ha intenzione di intervenire sul regolamento
Ma secondo diversi allenatori, come Arne Slot, le zuffe in area piccola restano uno dei motivi per cui il calcio "non è più un piacere per gli occhi".
di Redazione Undici
Calcio
Nel campionato scozzese ci sono molti più colpi di testa rispetto a tutte le altre leghe del mondo, e le motivazioni sono essenzialmente culturali
I dati sono eloquenti, ma diversi ex giocatori dicono che i tifosi, da quelle parti, amano e vogliono guardare quel tipo di calcio. E così gli allenatori devono adattarsi.
di Redazione Undici