I mondiali di sci alpino di Cortina saranno il primo grande appuntamento sportivo dell’era Covid. Le finali Nba non fanno testo, perché disputate nella perfetta bolla organizzativa di Orlando.Per quindici giorni, dal 7 al 21 febbraio, la perla delle Dolomiti si confronterà con oltre 600 sciatori provenienti da 70 nazioni; e con circa 6mila persone tra addetti ai lavori, volontari, tecnici, preparatori atletici, skimen e dirigenti.

Si proverà a gestire un grande evento quasi come se il mondo non fosse stato sconvolto da altro. Saranno le prove generali per gli Europei di calcio e soprattutto per le Olimpiadi che Tokyo ha dovuto spostare di un anno. Di certo a Cortina non tremeranno le gambe. È abituata a essere al centro dell’attenzione. Non concepisce altro. È stata la prima sede olimpica d’Italia. Qui, nel 1956, si disputò l’edizione invernale dei Giochi, che allora valevano anche come Campionati Mondiali. Furono le prime Olimpiadi globalizzate, viste in tutto il mondo. Non è l’unico record di Cortina: nessun’altra località italiana potrà vantarsi di aver ospitato due volte la fiaccola olimpica. Cortina potrà farlo dal 2026 quando dividerà con Milano l’organizzazione delle Olimpiadi della neve e del ghiaccio. Qui i Mondiali furono già ospitati novant’anni fa, nel 1932. Con una medaglia d’oro italiana: la vinse la discesista – nonché alpinista – Paula Wiesinger. Che coprì il tracciato in 7 minuti e 13 secondi. Decisamente altri tempi.

Il comitato organizzatore è stato affidato ad Alessandro Benetton, imprenditore, ex maestro di sci, nonché marito di Deborah Compagnoni. Una lunga esperienza in Formula Uno con due Mondiali vinti con in squadra un certo Michael Schumacher. Figura in grado di coniugare cognizioni sportive a una visione manageriale. L’evento ha fin qui attratto investimenti per circa 500 milioni di euro, prevalentemente pubblici. «Ogni euro investito in infrastruttura ne porterà in dote sei in futuro all’economia locale», ha spiegato Benetton. Non un dettaglio visto che quello di Cortina è un progetto a lungo termine che ha convinto il Comitato olimpico internazionale. Sconfitta la candidatura di Åre, in Svezia. Cortina è un luogo che coniuga bellezza ed efficienza, tradizione e tecnologia. Meta preferita sia del jet set sia degli amanti puri della montagna e della neve.

Per la sicurezza degli atleti sarà utilizzato un sistema di sensori e telecamere ad alta definizione, due sale operative, una piattaforma dotata di intelligenza artificiale per l’analisi avanzata di contenuti video e una rete radio percomunicazioni sicure. Frutto della collaborazione tra Fondazione Cortina 2021 e Leonardo, la società attiva nel settore aerospazio e difesa, che è partner tecnologico per la sicurezza dei Mondiali di sci alpino. E a proposito di sicurezza, Cortina 2021 presenterà una nuova pista che non esisteva, quarant’anni fa, quando venne girato 007 – Solo per i tuoi occhi, con Roger Moore nei panni di James Bond. È la pista Vertigine: qui si correranno la discesa e il SuperG maschili. Inedita tranne che per gli italiani che hanno partecipato agli Assoluti del 2019. Il dislivello è di 820 metri, la pendenza massima del 73%. Con un salto che si preannuncia spettacolare, denominato salto Ghedina in omaggio all’ampezzano che qui vinse nel 1990. Il campo di gara della velocità femminile è quello classico Olympia delle Tofane. Tredici i titoli mondiali che saranno assegnati.

Beat Fauz sarà uno dei protagonisti più attesi a Cortina 2021, dopo l'oro mondiale nella discesa libera, conquistato a Sankt-Moritz nel 2017 e l'argento olimpico nel supergigante, a Pyeongchang 2018 (Alain Grosclaude/Agence Zoom/Getty Images)

L’organizzazione, oltre alla fisiologiche difficoltà, ha dovuto confrontarsi con l’incognita Covid. Soltanto la capacità di adattamento degli italiani potrà consentire la gestione di un evento che, secondo le stime, genererà un'audience televisiva per 500 milioni di persone di persone. Le prove generali dello scorso anno sono saltate. La Coppa del mondo venne bloccata per virus e addio alle finali. L’organizzazione è pronta e si è uniformata ai tempi. La mascherina, ovviamente, sarà d’ordinanza. Si accederà al campo di gara solo dopo aver fatto il tampone (previsto 48 ore prima). E il corredo di misure che ormai ben conosciamo: misurazione della febbre, gel, ingressi separati dalle uscite. Sono state create quattro categorie: atleti e squadre, staff e volontari, media e infine i vip. Tutto è stato studiato in modo che le quattro categorie non si incontrino mai. Vale anche per le aree dedicate a stampa e tv. Le presenze sono state ridotte del 50% rispetto a quanto previsto tre anni fa.

Saranno anche Mondiali plastic-free: verranno utilizzati posate, piatti e bicchieri di eco-plastica compostabile o comunque di materiale durevole. Sempre all’insegna del riciclo e della lotta allo spreco. Nulla sarà buttato. Nemmeno il cibo, in base ai principi dell’economia circolare di cui si occupa Susanna Sieff, direttrice della sostenibilità per la Fondazione Cortina 2021. Il menù sarà stabilito seguendo un protocollo sanitario: per i buffet non saranno utilizzati né carne né pesce crudo. I vassoi utilizzati per le premiazioni non sono stati acquistati ma realizzati col rame di scarto dei cantieri. Non resta che aspettare il primo atleta al cancelletto.

Da Undici n° 36