Calcio Internazionale

Il momento disastroso del Borussia Dortmund

È settimo in Bundes, senza allenatore e deve affrontare una probabile crisi economica.

Per il Borussia Dortmund, la sconfitta nel Borussen Derby contro il Möchengladbach (2-4 in rimonta dopo che Haaland aveva a sua volta rimontato l'iniziale svantaggio) ha un valore simbolico enorme: i gialloneri sono infatti fuori dalle prime sei posizioni della Bundesliga, quelle che garantiscono la partecipazione alle coppe europee del prossimo anno; ma il vero problema è che il secondo stop consecutivo in uno scontro diretto – dopo quello contro il Leverkusen – sancisce in maniera definitiva la crisi di un progetto che era già arrivato a un punto di stagnazione, ma che ora sembra aver iniziato la fase di declino. Non fosse altro che per alcuni punti discretamente importanti: in questo momento, il Borussia non ha un allenatore; inoltre, i conti della società sono in grande difficoltà nonostante anni di bilanci in attivo.

Ma andiamo per punti, partendo dal campo: le due sconfitte di fila contro Bayer Leverkusen e Möchengladbach sono solo la punta dell'iceberg, perché in realtà l'annata del BvB poteva essere considerata deludente anche prima di quest'ultimo periodo nero. Il tecnico che ha iniziato la stagione, Lucien Favre, è stato esonerato a dicembre dopo un pesante 5-1 incassato dallo Stoccarda; ma anche altre squadre di livello inferiore – come Augsburg, Colonia e Union Berlin – erano già riuscite a battere Haaland e compagni. Ora il BvB è arrivato a sette gare perse in campionato, più di un terzo di quelle giocate: un numero elevatissimo, che in qualche modo chiarisce come l'ampia distanza dal Bayern capolista (13 punti) sia del tutto realistica rispetto a quanto visto in campo.

Il cambio in panchina, poi, è stato gestito in maniera incomprensibile: Favre è stato sostituito con uno dei suoi assistenti, Edin Terzić, 38enne ex centrocampista delle serie inferiori tedesche che dal 2010 fa parte dello staff tecnico del club. Chissà, forse a Dortmund si sono fatti influenzare dal caso-Bayern della scorsa stagione, quando Flick è stato scelto come successore interno di Kovac e poi ha conquistato il Triplete. Fatto sta che hanno attuato la stessa strategia, solo che le cose stanno andando in maniera molto diversa: se possibile il rendimento del BvB è addirittura peggiorato, e se non fosse per l'incredibile media realizzativa di Haaland (14 gol in 13 gare di Bundes), il Borussia sarebbe ancora più indietro in classifica. L'attaccante norvegese è uno dei pochi giocatori sta tenendo fede alle aspettative di inizio stagione: tutti gli altri talenti del Dortmund – a cominciare da Jadon Sancho, autore di due soli gol in campionato – stanno rendendo al di sotto delle loro possibilità; è evidente poi come la difesa paghi un certo gap di talento individuale rispetto agli altri reparti, infatti il BvB ha subito 26 gol in 18 gare di Bundesliga, la settima quota più bassa dell'intero campionato. Un altro segnale che il settimo posto di oggi è pienamente meritato.

Due gol di Haaland non possono bastare se poi ti fai infilare due volte su punizione e un'altra su calcio d'angolo

Come detto, il progetto Dortmund sembra aver raggiunto un punto morto. Anche perché se la squadra non ingrana, se i giovani non riescono a imporsi per quelle che sono le loro qualità potenziali, non esistono strade alternative. E ora che manca anche un allenatore vero, o in attesa che Terzic lo diventi, c'è da tener conto anche delle problematiche economico-finanziarie: secondo la Bild, infatti, Jadon Sancho, Gio Reyna e Raphael Guerreiro sarebbero già stati posti in vendita dalla società per poter rientrare dai mancati introiti dovuti alla pandemia, e anche dalla possibile esclusione dalla Champions League del prossimo anno.

Rispetto a molti altri club europei, il BvB non ha accusato una grossa flessione del fatturato – che è sceso da 471 a 465 milioni di euro a cavallo delle ultime due stagioni – ma il bilancio è risultato essere in perdita di oltre 40 milioni, dopo dieci anni chiusi sempre in positivo, e la prospettiva (ormai quasi certezza) che questa stagione si concluderà senza il ritorno dei tifosi allo stadio potrebbe far peggiorare ulteriormente la situazione. Certo, siamo ancora lontani da una crisi dirompente come quella dei primi anni Duemila, che aveva portato il Borussia a un passo dal fallimento, ma la sensazione è che siamo ormai lontani dalle grandi speranze di inizio stagione, quando la squadra di Sancho, Haaland e Bellingham, di Emre Can, Witsel e Brandt era considerata una delle più interessanti da seguire, una possibile candidata per dare fastidio alle grandi in Bundesliga e Champions League.