Perché Pep Guardiola ha citato Francesco De Gregori?

«La storia siamo noi», ha detto il manager catalano dopo la partita tra il suo Manchester City e il Psg.
di Redazione Undici 29 Aprile 2021 alle 11:36

La semifinale d’andata di Champions League tra Psg e Manchester City era probabilmente la partita più attesa dell’anno, e non ha deluso le aspettative. Il primo tempo è stato completamente a favore della squadra di Pochettino, più aggressiva e più volitiva in tutte le fasi di gioco, più precisa e puntuale nell’esaltare le caratteristiche dei suoi uomini migliori, in primis Neymar; nella ripresa, gli uomini di Guardiola sono riusciti a riprendere il controllo del gioco, a ritrovare intensità difensiva, a tessere la propria tela di passaggi ubriacanti e sincopati, di movimenti tra le linee, di continui triangoli a tutto campo.

Nelle interviste del postpartita s Sky Sport Italia, il tecnico catalano ha utilizzato il verso di una canzone italiana per raccontare tutto questo, per spiegare il cambiamento vissuto dalla sua squadra tra primo e secondo tempo: «Siamo partiti bene, ma il gol ci ha fatto male. Poi nel secondo tempo, abbiamo fatto un pressing molto più aggressivo, e abbiamo tenuto maggiormente controllo. Ora la domanda è: al ritorno saremo la squadra del primo tempo o del secondo? Se saremo quella del secondo tempo, andremo in finale. Quando giochi una partita del genere, in una competizione così importante, fai fatica a lasciarti andare, hai paura di compromettere tutto già nel match d’andata, sei timido. Noi abbiamo pagato questo atteggiamento finendo sotto. Poi quando ti passa la paura, riesci a giocare più libero. Noi ci siamo riusciti, e nel secondo tempo siamo tornati noi stessi. Lo ripeto sempre, ai miei ragazzi: “La storia siamo noi”. Sembro Francesco De Gregori, quando dico queste cose, ma è evidente che se il Manchester City gioca come sa, diventiamo davvero una buona squadra».

Il riferimento è proprio al verso «La storia siamo noi», che apre la canzone “La storia“, scritta dall’autore romano e pubblicata nell’album Scacchi e tarocchi, uscito nel 1985. Ma perché un allenatore spagnolo e catalano ha citato un cantautore italiano? Ovviamente c’entra l’esperienza di Guardiola nel campionato di Serie A, a cavallo tra il 2001 e il 2003: una stagione nel Brescia, il passaggio alla Roma nell’estate 2002 e poi il ritorno nel capoluogo lombardo a gennaio 2003, dopo sei partite giocate con la squadra giallorossa. Proprio durante la sua breve avventura nella Capitale, Pep ha avuto modo non solo di apprezzare l’opera di De Gregori, ma anche di conoscerlo: secondo quanto riportato in questo articolo della Gazzetta dello Sport, l’attuale manager del Manchester City è stato a cena a casa sua, e durante la serata hanno avuto modo di parlare di calcio, ovviamente, ma anche di musica, politica e altri temi. De Gregori, a sua volta, è un tifoso della Roma ma soprattutto un appassionato di calcio: probabilmente la sua “La Leva Calcistica della Classe ’68” è una delle canzoni italiane più famose dedicate a questo sport. In virtù di tutto questo, difficile che non abbia apprezzato la citazione di Guardiola, al termine di una serata così significativa per la sua carriera.

>

Leggi anche

Calcio
La terza Coppa del Mondo saltata dall’Italia è il fallimento di un movimento, e perciò deve essere un punto di non ritorno
E il vero problema, finora, è che tutte queste sconfitte non hanno portato a una reazione, a un reale cambiamento.
di Redazione Undici
Calcio
L’Italia è fuori dai Mondiali 2026 perché ha avuto paura della Bosnia, anche prima di rimanere in dieci
La squadra di Gattuso ha approcciato male la partita di Zenica, poi ha commesso l'errore capitale di smettere di giocare dopo aver trovato il vantaggio: una scelta dettata dalla mancanza di idee e dal terrore di essere sconfitti.
di Alfonso Fasano
Calcio
Un’intera squadra di giocatori dell’Arsenal ha rinunciato a giocare con la Nazionale prima o durante la pausa di marzo
La rosa dei Gunners è stata colpita da tanti piccoli infortuni eppure in Inghilterra in pochi credono che non ci sia una strategia da parte del club.
di Redazione Undici
Calcio
Il Giappone che va ai Mondiali, uno dei più forti di sempre, è pieno di giocatori che sono passati o sono ancora nel Sint-Truiden
E ovviamente non è un caso, ma il frutto di una sinergia forte tra il club belga e l'intero sistema nipponico.
di Redazione Undici