Il cugino di Haaland ha segnato il suo primo gol nella sua prima partita da professionista

Albert Braut Tjaland sta seguendo le orme del centravanti del Borussia Dortmund.
di Redazione Undici 26 Luglio 2021 alle 15:59

Mentre Erling Haaland si apprestava a entrare nel club esclusivo dei migliori centravanti – se non calciatori – del pianeta, qualcuno già parlava di suo cugino, di Albert Braut Tjaland, del fatto che fosse anche lui un attaccante, del fatto che stesse seguendo pedissequamente le sue orme, sia dal punto di vista geografico (si è trasferito dal Bryne al Molde) che realizzativo, con 40 gol in 31 partite nelle squadre giovanili del Byrne, e poi con altre 64 marcature nell’Under 19 del Molde. Ora il cerchio si è chiuso in maniera definitiva, totale, per quanto possibile: a 17 anni, Tjaland ha esordito nella squadra senior, in Coppa di Norvegia, e nella sua prima gara da professionista ha segnato il suo primo gol.

Anche in questo, Tjaland ha emulato suo cugino: Haaland aveva realizzato il suo primo gol da professionista all’esordio, e anche Haaland l’aveva fatto in un match di coppa, per la precisione in una vittoria (3-2) del Molde contro il Volda, nel 2017. Per Tjaland, invece, la gioia della prima marcatura tra i grandi è arrivata a suggello del 4-1 con cui il Molde ha eliminato Spjelkavik, club di quarta divisione. Tjaland, subentrato dalla panchina, ha sfruttato una palla persa da un difensore avversario per affrontare a tu per tu il portiere, e per batterlo con un tiro in diagonale. Esultanza contenuta, abbracci dei compagni e poi ritorno a centrocampo. Per il Molde, questo primo gol è valso un tweet in cui si parla di “star del futuro”.

Ovviamente è tutto un po’ prematuro, ma i numeri e le coincidenze contribuiscono a generare attesa intorno alla figura di Tjaland. E poi c’è anche una certa somiglianza tecnica, non solo fisica: Haaland e suo cugino hanno la stessa capigliatura bionda e la stessa acconciatura, corrono in maniera simile, e forse condividono anche una certa freddezza sotto porta. Di certo, Tjaland si è mostrato glaciale quando ha dovuto spiegare la sua scelta di unirsi al Molde: intervistato dal giornale norvegese VK, ha detto di aver accettato la loro offerta «perché hanno le strutture giuste per farmi crescere, un progetto per il mio futuro, insomma erano molto interessati a me e mi hanno convinto. Anche Haaland mi ha consigliato di unirmi al Molde, ma la scelta di venire qui l’ho presa da solo».

Haaland ha militato nel Molde tra il 2017 e il 2018, e ha segnato 20 gol in 50 partite. A gennaio 2019 si è trasferito in Austria, al Red Bull Salisburgo, e da lì ha iniziato la sua scalata nel grande calcio. Tjaland è perfettamente in linea con il percorso di suo cugino: è nato a febbraio del 2004, quindi tra sette mesi diventerà maggiorenne. Ha tutto il tempo per crescere, per mostrare di essere un possibile erede di Haaland, e poi nel caso potrà scegliere in quale squadra andare a giocare. Lui ha già detto di essere tifoso del Liverpool, e di volersi trasferire «nella squadra più forte del mondo».

Il primo gol da professionista di Albert Tjaland
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