Un’altra squallida notte di razzismo in occasione di Ungheria-Inghilterra

Fischi ai giocatori che si sono inginocchiati, versi di scimmia nei confronti di Sterling e Bellingham.
di Redazione Undici 03 Settembre 2021 alle 11:14

A meno di due mesi dalla sconfitta nella finale degli Europei, l’Inghilterra ha ripreso la sua marcia sicura verso i prossimi Mondiali. Impegnata a Budapest contro l’Ungheria, la squadra di Gareth Southgate ha vinto agevolmente per 4-0 grazie ai gol – tutti realizzati nella ripresa – di Sterling, Kane, Maguire e Rice. Per la rappresentativa inglese, il successo colto in Ungheria è il quarto su quattro partite nella girone che darà l’accesso alla Coppa del Mondo 2022, e l’undicesimo nelle ultime dodici gare di qualificazione ai Mondiali e/o agli Europei. Si può dire, quindi, che lo 0-4 di Budpest sia stata ordinaria amministrazione per i Tre Leoni. Purtroppo, però, anche quanto successo nel corso della partita alla Groupama Arena si può considerare ordinaria amministrazione: i tifosi ungheresi, infatti, si sono fatti notare per le loro manifestazioni discriminatorie nei confronti dei giocatori inglesi, soprattutto quelli di colore.

Tutto è iniziato già prima della partita, quando i giocatori della Nazionale di Southgate si sono inginocchiati per sostenere il movimento Black Lives Matter e sono stati sonoramente fischiati dai tifosi avversari. Nel corso della gara, poi, si sono uditi dei versi di scimmia quando il pallone era tra i piedi di Sterling e Bellingham; al momento del primo gol, realizzato dall’attaccante del Manchester City, sono piovuti in campo moltissimi oggetti, tra cui bicchieri di birra. Uno di questi è finito in prossimità di Declan Rice, che per tutta risposta si è fatto un bel sorso di birra davanti ai tifosi ungheresi; in seguito, anche Jack Grealish ha risposto così agli abusi di coloro che assiepavano gli spalti; dopo la rete del 3-0, realizzata da Maguire, dagli spalti è piovuto anche un fumogeno. La Football Associations ha chiesto alla Fifa di avviare un’indagine su tutto quello che è successo prima e durante la partita, e anche il premier britannico Boris Johnson – con questo tweet – ha voluto partecipare alla protesta nei confronti della Federazione internazionale, definendo «inaccettabili» le discriminazioni subite dai giocatori inglesi.

Come detto, non è la prima volta che i tifosi ungheresi hanno manifestato la loro inclinazione al razzismo. Anzi, in realtà la Uefa aveva già comminato una pesante squalifica – tre gare da disputare a porte chiuse – alla Federazione ungherese, a causa dei cori discriminatori e degli striscioni omofobi esposti dai tifosi di Budapest durante le gare degli ultimi Europei. In particolare, i giocatori neri della Francia furono bersagliati dai soliti, squallidi versi di scimmia quando entravano in possesso del pallone. Dopo la partita di ieri sera, Southgate ha spiegato che «nostri giocatori non possono fare nulla di più di quanto hanno fatto negli ultimi due o tre anni nel cercare di trasmettere i messaggi giusti, prendere le giuste posizioni e tocca ad altre persone proteggerli. Sta a me proteggerli in generale, ma anche alle autorità. Non devono subire abusi, soprattutto da persone che sono come i dinosauri, bloccati nelle loro assurde convinzioni e nei loro pregiudizi. Non tutti gli ungheresi sono così, ovviamente, ma è necessario individuare i colpevoli e punirli, per il bene di tutti». John Stones ha aggiunto che la Nazionale inglese «continuerà nelle sue battaglie antirazziste», quindi continuerà a inginocchiarsi prima del fischio d’inizio delle sue partite, «perché siamo uniti come squadra e crediamo che questa sia la strada giusta».

 

>

Leggi anche

Calcio
L’Italia del calcio fatica a produrre talenti, ma anche a preservarli e a farli giocare a lungo
Da Insigne a Bernardeschi, fino a Balotelli, Zaniolo e Chiesa: un'intera generazione di buonissimi calciatori non ha saputo mantenersi ad alti livelli fino al ritiro, sia con la Nazionale che con i club.
di Cristiano Carriero
Calcio
Il Lens è diventato l’antagonista del PSG per il titolo di Ligue 1, ma continua a spendere poco per rispettare le radici operaie e minerarie dei suoi tifosi
Per il club mantenere i conti in ordine è importante quanto il patto con la sua comunità: tra disoccupazione e salari bassi, il Lens di Thauvin vuole essere "anche un modello socioeconomico", oltre che sportivo.
di Redazione Undici
Calcio
Il direttore sportivo del Fenerbahce, Devin Ozek, ha 31 anni e una carriera davvero incredibile
In Europa è il più giovane nel suo ruolo. Passato da difensore, gioventù spesa giocando a FIFA (ma soltanto per il calciomercato), in Germania lo chiamano "il nuovo Uli Hoeness". Cioè la mente dietro i successi del Bayern.
di Redazione Undici
Calcio
Il Croke Park di Dublino, il tempio degli sport gaelici, si sta aprendo al calcio e vuole ospitare la finale di Champions League
E ha tutto ciò che serve per riuscirci, a cominciare dalla capienza: 82mila posti a sedere.
di Redazione Undici