Iván de la Peña è uno dei segreti dell’esplosione di Gavi

Un procuratore, ma anche un mentore.
di Redazione Undici 08 Ottobre 2021 alle 13:19

È stato – e sarà – difficile non innamorarsi di Pablo Martín Páez Gavira, meglio noto come Gavi, 17enne centrocampista del Barcellona che ha incantato nelle sue prime gare con la squadra azulgrana e poi anche nella notte dell’esordio con la Nazionale spagnola – in occasione della vittoria contro l’Italia nella semifinale di Nations League. Dietro l’esplosione di Gavi c’è ovviamente il solito grande lavoro di scouting e sviluppo svolto dalla – e nella – Masía, la “casa” del settore giovanile del Barça, ma ci sono anche altri segreti: tra questi c’è l’influenza di Iván de la Peña, ex centrocampista della Lazio, del Barcellona, della Nazionale iberica ma soprattutto dell’Espanyol, il club in cui ha militato dal 2002 fino al ritiro del 2011.

Ma cosa c’entra De la Peña con Gavi? Lo ha raccontato Diário As in questo articolo in cui si parla dell’ex regista della Lazio, della sua nuova vita nel calcio: dopo aver tentato la carriera da allenatore – ricorderete l’arrivo alla Roma con Luis Enrique, un’esperienza nemmeno iniziata proprio in virtù della sua militanza nell’altra squadra della Capitale – De la Peña è diventato un procuratore. Insieme con l’amico Carles Puyol e l’avvocato Ramón Sostres, ha fondato un’agenzia che porta il loro nome. Tra i loro assistiti, oltre a Eríc García (difensore del Barcellona ex Manchester City) e Carlos Aleña (altro prodotto della Masía passato da poco al Getafe) c’è proprio Gavi. Secondo la ricostruzione di As, De la Peña sarebbe già stato contattato dal Barcellona per poter ridiscutere il contratto della nuova stella, anche alla luce del fatto che è diventato il più giovane esordiente nella storia della Nazionale spagnola – con i suoi 17 anni e 62 giorni ha stracciato il record precedente, detenuto da Ángel Zubieta, giocatore degli anni Trenta, che aveva indossato la maglia della Roja a 17 anni e 283 giorni.

Secondo il racconto di Eríc García, che come detto è uno dei suoi assistiti, Ivan de la Peña non si limita a essere solamente un procuratore: «Analizziamo le mie partite insieme», ha raccontato il difensore del Barça, «ed è una cosa che mi aiuta molto: quando riguardiamo le immagini in tv, riusciamo a cogliere delle sfumature tecniche e tattiche che non sono percettibili dal campo. Iván mi dà sempre la sua opinione, e questo suo supporto è davvero importante per me». Difficile pensare che non faccia lo stesso anche con Gavi, giocatore con cui condivide anche il ruolo in campo – al netto delle differenze tecniche, fisiche, temporali. De La Peña fa da mentore non solo ai giocatori che appartengono alla sua agenzia, ma anche a suo figlio Iván jr, difensore centrale nato nel 2001 – ma che a volte si disimpegna anche da centrocampista. La sua carriera non è ancora decollata: è di proprietà del Nastic di Tarragona ed è ancora aggregato nella squadra riserve, ma a luglio 2021 si è tolto lo sfizio di giocare in amichevole contro il Barcellona.

In ogni caso è difficile che Iván jr possa ripercorrere le orme di suo padre, uno dei centrocampisti più iconici ma anche sfortunati e incompiuti degli anni Novanta e Duemila: dopo il periodo di formazione e i folgoranti esordi con il Barcellona, De La Peña è vittima di una sequenza di infortuni e paga un rapporto non proprio idilliaco con Louis van Gaal, tecnico dei blaugrana. Nel 1998, perciò, passa alla Lazio per 30 miliardi di lire. Nonostante l’evidente talento non riuscirà mai a inserirsi davvero nella squadra di Eriksson. Va in prestito al Marsiglia e poi torna a Roma, ma ormai la sua esperienza italiana è bruciata. Il ritorno in Spagna e il ridimensionamento all’Espanyol sono passaggi inevitabili, ma è proprio nella seconda squadra di Barcellona che De La Peña ritrova se stesso e si impone – di nuovo – come un ottimo centrocampista, forse non grandioso come ci si aspettava ai tempi del Barça, ma ai tifosi dell’Espanyol, per i quali è stato un vero e proprio simbolo, è andata bene così.

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