Demir non giocherà più fino a febbraio perché il Barcellona non vuole pagare il suo riscatto

Una clausola del suo contratto di prestito ha convinto i dirigenti catalani a tenerlo in panchina per un po'.
di Redazione Undici 14 Dicembre 2021 alle 12:12

Yusuf Demir non ha vissuto un inizio di stagione esaltante, come tutti i suoi compagni del Barcellona. In realtà l’attaccante austriaco, arrivato in estate dal Rapid Vienna, ha qualche attenuante in più: ha solamente 18 anni, con la sua ex squadra ha accumulato appena 38 partite da professionista, inoltre si è ritrovato in un Barça allo sbando e quindi non è che ci si potesse aspettare tanto da lui. E poi va detto anche che Koeman e Xavi l’hanno utilizzato poco: nove partite complessive, di cui solamente tre da titolare (due in Liga e una in Champions League) e sei da subentrato, per un totale di 290′ in campo. Proprio questa cifra, questo nove relativo alle gare giocate finora, ha creato un caso molto particolare: secondo quanto riportato da Sky Deutschland, il club catalano ha scelto di fermare lo sviluppo di Demir a queste nove presenze. In pratica, non lo farà giocare fino a febbraio perché non ha abbastanza soldi per pagarlo.

Demir si è trasferito in Spagna con con la formula del prestito con obbligo di riscatto che scatta a determinate condizioni. Nella fattispecie, il Barcellona ha sottoscritto una clausola che rende definitivo il trasferimento del giocatore al raggiungimento della decima presenza ufficiale in maglia azulgrana; nello stesso momento, ovvero alla decima partita giocata da Demir, il Barcellona dovrà versare circa dieci milioni di euro al club austriaco. Come avrete intuito, il problema è proprio questo: la crisi economica che ha colpito il Barça, unita alla necessità di potenziare la squadra sul mercato di gennaio, ha convinto i dirigenti a rimandare il più possibile il pagamento già concordato con il  Rapid Vienna.

Secondo Sky, la clausola relativa al riscatto obbligatorio di Demir si rinnova all’apertura di ogni sessione di trasferimenti. Quindi, la strategia applicata sarà quella dell’attesa: Demir resterà fuori fino a febbraio, in modo da non far scattare il pagamento a febbraio 2022 e di posporlo a giugno, quattro mesi dopo, all’apertura della finestra di mercato estiva. In questo modo, spiegano dalla Germania, il Barcellona avrà un budget più alto per portare a termine le operazioni che servono per migliorare ora, subito, il roster di Xavi. Sky scrive anche che si tratta di una situazione «tutt’altro che positiva per un giocatore che è perfettamente in forma e che avrebbe bisogno di giocare per crescere, per sfruttare il suo potenziale». Questi discorsi, però, valgono per le società sane, con un progetto a lungo termine. Quindi, non per questo Barcellona.

>

Leggi anche

Calcio
Il primo torneo ATP sull’erba organizzato in Italia, a partire dal 2028, è l’ennesima prova che il nostro tennis sta vivendo un’incredibile età dell’oro
Si giocherà a Milano, o comunque al Nord, e rappresenta un momento storico per la FITP e l'intero moviamento.
di Redazione Undici
Calcio
A New York adesso c’è il centro sportivo più innovativo del Nord America, ed è stato costruito per i New York Red Bulls
80 acri di struttura, costo di oltre 100 milioni di dollari, otto campi regolamentari e tanti ambienti diversi e modernissimi. Sia per la prima squadra che per tutte quelle del settore giovanile.
di Redazione Undici
Calcio
Edoardo Motta è esploso in maniera fragorosa, ma in realtà la sua crescita va avanti da anni
Il portiere della Lazio è arrivato in Serie A ed è diventato titolare senza dare troppo nell'occhio, ma poi si è preso la scena con quattro rigori parati che hanno trascinato la squadra di Sarri in finale di Coppa Italia.
di Redazione Undici
Calcio
È stato chiesto a Donald Trump di ripescare l’Italia ai Mondiali al posto dell’Iran, ed è un’ipotesi difficilissima ma non del tutto assurda
Al centro di questa vicenda c'è Paolo Zampolli, imprenditore italo-americano e collaboratore di Trump. E c'è di mezzo anche una questione politica, dopo la rottura tra la Casa Bianca e Giorgia Meloni.
di Redazione Undici