Il teqball punta alle Olimpiadi del 2028

È nato come sport solo da pochi anni, eppure sta vivendo una crescita incredibile.
di Redazione Undici 27 Gennaio 2022 alle 18:39

Il teqball è un’invenzione recente: secondo quanto riporta la pagina Wikipedia in lingua inglese dedicata a questo sport, l’idea di creare questa disciplina è venuta nel 2012 a tre appassionati di calcio ungheresi – l’ex giocatore professionista Gábor Borsányi, il businessman György Gattyán e l’informatico Viktor Huszár. Come molti di noi avranno fatto nelle interminabili ore di educazione fisica invernali, Borsányi si stava divertendo con un pallone da calcio sul suo tavolo da ping pong, ma si è reso conto che la palla non rimbalzava in maniera soddisfacente. A quel punto ha avuto un’illuminazione: perché non provare a piegare il tavolo, così da creare le condizioni perché la palla potesse rimbalzare sempre, e pure in modo da rendere il gioco più divertente? Così è nato questo nuovo sport, che a differenza di quelli tradizionali è legato a un’azienda: solo la Teqball International o altri concessionari che hanno acquistato una licenza di Teqball Holding SARL possono produrre tavoli da gioco; lo stesso termine “Teqball” è un marchio registrato.

Il lancio è avvenuto nel 2016, a Budapest, con un testimonial d’eccezione: Ronaldinho Gaúcho. Da lì, lo sviluppo è stata inarrestabile: sul suo sito ufficiale, la Federazione internazionale definisce il Teqball come «lo sport più in crescita al mondo»; il presidente della Federazione degli Stati Uniti, Ajay Nwosu, ha affermato che ci sono migliaia di atleti che giocano in 118 paesi. Anche i numeri ufficiali sono eloquenti: i primi Campionati Mondiali (in singolare maschile e femminile, in doppio maschile, femminile e misto) si sono svolgi a Budapest nel 2017, ed erano iscritti giocatori di 20 nazioni diversi; nell’anno successivo, la manifestazione si è tenuta a Reims, in Francia, e ha radunato oltre 90 giocatori; nel 2019, di nuovo a Budapest, hanno gareggiato 160 atleti in rappresentanza di 58 Paesi. Dopo il rinvio dell’edizione 2020 a causa della pandemia, l’ultima edizione del torneo si è svolta in Polonia a dicembre 2021.

Dopo quest’esplosione di interesse, i creatori – ma anche gli appassionati – del Teqball ora vogliono coronare questa crescita raggiungendo un obiettivo di portata inimmaginabile fino a pochi anni fa: l’introduzione dello sport nel programma olimpico, presumibilmente a partire dall’edizione di Los Angeles 2028. La strada sembra spianata: nel 2018 è arrivato il riconoscimento da parte del Consiglio Olimpico d’Asia, che ha inserito il Teqball nel programma dei sesti Asian Beach Games, che originariamente si sarebbero dovuti svolgere nel 2020 a Sanya, in Cina, e poi sono stati rinviati per la pandemia; è andata meglio nel 2019, quando l’Associazione dei Comitati Olimpici Nazionali dell’Africa ha deciso di far disputare un torneo di Teqball nell’ambito degli African Beach Games, che si sono svolti a Capo Verde nel 2019; il passo successivo, probabilmente quello più importante in chiave olimpica, è stato il riconoscimento da parte degli European Olympic Committees, che hanno inserito il Teqball nel programma dei Giochi Europei che si terranno il prossimo anno a Cracovia. Inevitabile pensare questo percorso potrebbe davvero portare questo misto di calcio e ping pong ai Giochi Olimpici di Los Angeles.

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