Il Salisburgo che ha pareggiato con il Bayern è la squadra più giovane schierata in Champions dal 2003

La squadra della Red Bull sulle orme dell'Ajax di Koeman.
di Redazione Undici 18 Febbraio 2022 alle 12:57

L’unico risultato un po’ a sorpresa della due giorni di Champions League è stato l’1-1 tra Salisburgo e Bayern Monaco. In molti si aspettavano che la squadra di Nagelsmann avrebbe avuto vita facile in Austria, considerando che per il Salisburgo si trattava dell’esordio assoluto agli ottavi di finale della manifestazione nel suo format attuale. È andata diversamente: il gol del pareggio di Coman è arrivato solo negli ultimi minuti di gioco, e ha evitato una sconfitta che sarebbe stata storica, per quanto inattesa. E non solo per una questione di blasone: il Salisburgo, infatti, è allenato da un tecnico giovanissimo – il 33enne tedesco Matthias Jaissle – ed è sceso in campo con una formazione giovanissima. Anzi, in realtà non basta neanche il superlativo assoluto, bisogna andare a sfogliare il libro dei record: quella schierata contro il Bayern è la squadra più giovane negli ultimi diciannove anni di Champions League.

Il primato è stato riportato e raccontato da Marca, e ovviamente si basa sul dato dell’età media: considerando le gare della fase a eliminazione diretta di Champions League, quella dei giocatori titolari del Salisburgo per la gara contro il Bayern (23 anni e 242 giorni) è la più bassa dai tempi dell’Ajax di Koeman (22 anni e 205 giorni) sceso in campo il 23 aprile 2003. Per la precisione, la partita di cui stiamo parlando è quella giocata dagli olandesi contro il Milan, nei quarti di finale dell’edizione 2002/03: i rossoneri vinsero 3-2 grazie a un gol di Inzaghi nei minuti di recupero della ripresa, e così conquistarono l’accesso alla semifinale contro l’Inter – alla fine la squadra di Ancelotti avrebbe vinto il trofeo battendo in finale la Juventus. In quella squadra che sfiorò l’ingresso tra le prime quattro d’Europa c’erano Chivu (22 anni), Sneijder (19), Van der Meyde (23), Pienaar (21) e Ibrahimovic (21), tutti giovanissimi.

Nel Salisburgo di oggi, i nomi più promettenti sono quelli di Adeyemi (20 anni), Okafor (21), Siewald (20), Camara (22); il gol del vantaggio della squadra della Red Bull è stato realizzato da Chukwubuike Adamu, 20enne attaccante di origini nigeriane – ma con passaporto austriaco – subentrato a Okafor dopo pochi minuti di gioco. Inoltre, il dato dell’età media è anche un po’ viziato, per non dire drogato, dalla presenza in campo del 36enne Andreas Ulmer, capitano e istituzione del club –  è in rosa dal 2009. Senza di lui, la formazione schierata da Jaissle sarebbe stata ancora più giovane. Questo, però, non sembra avere influito sul rendimento del Salisburgo. Anzi, il pari è stato accolto con un pizzico di delusione da parte dei giocatori di casa: «Non siamo contenti dell’1-1. Sono sempre stato pieno di fiducia nella mia squadra per questa sfida, e sono fiducioso anche per il ritorno. Siamo giovani, vivaci e possiamo battere chiunque», ha detto Karim Adeyemi, che tra l’altro ha militato proprio giovanili del Bayern. Appuntamento tra tre settimane a Monaco, per capire se la politica di reclutamento e il dna del gruppo Red Bull permetteranno anche al Salisburgo, dopo il Lipsia 2020 (allenato da Julian Nagelsmann, nel frattempo nominato tecnico del Bayern), di raggiungere i quarti di finale di Champions League. Sarebbe un risultato davvero clamoroso.

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