Non è vero che in Serie A si punta troppo poco sui giovani

I dati CIES dicono che il massimo campionato italiano è in linea con le altre leghe top in Europa.
di Redazione Undici 26 Settembre 2022 alle 11:38

Una delle massime – anche se sarebbe meglio dire luoghi comuni – sul campionato di Serie A è quella per cui le squadre che vi partecipano non hanno il coraggio di puntare sui giovani talenti. Storicamente è così, tranne alcune eccezioni virtuose, ma da qualche anno le cose stanno cambiando. Oppure, per dirla meglio: questa tendenza si sta affievolendo, in linea con quello che avviene a livello globale. Sono i dati a dirlo, per la precisione quelli raccolti dall’osservatorio calcistico CIES nelle cinque leghe top, vale a dire Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga e Ligue 1: considerando il minutaggio dei giocatori relativo all’ultima stagione completa e all’inizio della 2022/23, l’Italia porta molte squadre nella top 25 di quelle che hanno l’età media più bassa.

Sono sei, e per la precisione si tratta di Lecce (24,56 anni di media), Empoli (25,31), Torino (25,65), Spezia (25.74), Milan (25,91) e Cremonese (25,98). Se consideriamo che la squadra con l’età media più giovane è il Valencia (23.99 di età media) e che nessun’altra lega top porta un numero di squadre superiori nelle prime 25 posizioni di questa classifica (anche la Ligue 1 è a quota sei, poi ci sono la Premier a quota cinque, la Liga e la Bundes a quota quattro), allora si può dire che la Serie A sia perfettamente in media con il resto dei top campionati in Europa. Il fatto che tra queste ci sia la squadra che ha vinto l’ultimo scudetto, inoltre, è un altro segnale piuttosto significativo in questo senso.

Anche se rovesciamo la classifica le cose non sono così drammatiche: è vero che Inter (29,13 di età media), Sampdoria (28,93) e Lazio (28,85) sono nella top ten delle squadre più vecchie dei cinque campionati top, ma è vero anche che Bochum e Siviglia fanno addirittura peggio, e che pure Ajaccio, Cadice, Atlético Madrid, Villarreal e Auxerre sono sopra i 28,5 anni di media. Va rimarcato proprio il dato di Siviglia e Villarreal, le uniche due squadre tra quelle di Premier, Liga, Serie A, Bundesliga e Ligue 1 a dare più della metà del minutaggio a giocatori che hanno già compiuto trent’anni. Il Bologna, prima delle italiane in questa particolare classifica, si “ferma” al 44.5%.  Insomma, è evidente come il luogo comune sulla Serie A e sui giovani risulti smentito dai fatti, dai numeri. E che degli exploit come quelli di Ilic, Parisi e Udogie – i tre Under 21 più utilizzati in questo avvio di stagione nel massimo campionato italiano – sono diventati possibili nell’ottica di un trend contestuale ormai consolidato. E che ora va alimentato e valorizzato, anche per dare a Roberto Mancini – e/o ai suoi successori – un bacino di talento sempre più vasto cui attingere.

>

Leggi anche

Calcio
Identità nerazzurra, forza del gruppo e rivoluzione dolce: così Cristian Chivu ha rivitalizzato l’Inter, portandola allo scudetto
Il tecnico rumeno è arrivato senza fare rumore, ma ha trovato le chiavi giuste per rimettere in piedi una squadra ferita.
di Redazione Undici
Calcio
Il Brighton ha ingaggiato un lottatore di MMA per aiutare i calciatori a difendere meglio sui calci piazzati
Dal club non hanno voluto rivelare l'identità del fighter, ma l'idea è chiara: con una squadra non particolarmente alta, sui calci da fermo meglio imparare a sgomitare per bene.
di Redazione Undici
Calcio
Il Porto ha vinto il campionato, e per Francesco Farioli si tratta di un successo dal significato enorme
Il tecnico italiano ha conquistato il primo titolo della sua carriera, consolidando la sua ascesa nell'élite del calcio europeo.
di Redazione Undici
Calcio
Se il Nottingham Forest è a vicino dalla salvezza e alla finale di Europa League, il merito è di Vitor Pereira, del suo approccio rilassato e della musica anni Ottanta
Tra playlist vintage prima degli allenamenti e un'attenzione maniacale alle statistiche, l'allenatore portoghese ha cambiato la stagione dei Reds.
di Redazione Undici