L’inaspettata esplosione di Vedat Muriqi

Il kosovaro ex Lazio è il trascinatore del Maiorca, e anche uno degli attaccanti più decisivi della Liga e di tutti i grandi campionati europei.
di Redazione Undici 09 Novembre 2022 alle 17:27

Vedat Muriqi è passato anche dall’Italia, ma non è che abbia lasciato un grande ricordo di sé. In certi casi i numeri non bastano a raccontare una storia calcistica, ma quelli di Muriqi alla Lazio sono piuttosto eloquenti: due gol in 49 partite di tutte le competizioni disputate tra l’estate 2020 e gennaio 2022. Certo, su questo score così striminzito pesa tantissimo l’inamovibilità di Ciro Immobile, il fatto che il centravanti titolare della Lazio fosse perennemente in campo, e infatti Muriqi alla Lazio ha messo insieme solamente 13 partite da titolare. Come dire: la media realizzativa resta comunque bassa, ma si può anche iniziare a pensare che l’attaccante kosovaro, a Roma, non sia stato messo nelle migliori condizioni per esprimersi. Questo sospetto si alimenta se guardiamo al suo attuale rendimento con il Real Maiorca, club della Liga spagnola a cui si è unito in prestito poco meno di un anno fa, e che a giugno scorso ha riscattato il suo cartellino per dieci milioni di euro: in questa stagione, siamo già a sette gol in undici gare di campionato, a cui va aggiunto un assist decisivo.

All’Estadio de la Cerámica di Vila-Real, nell’ultimo match di Liga disputato, Muriqi e il Maiorca si sono presi le migliori soddisfazioni dell’anno: Vedat e gli altri giocatori guidati dal messicano Javier Aguirre hanno vinto per 2-0, per giunta in trasferta, contro un avversario teoricamente molto più forte, ed è la prima volta che i rossoneri battono una squadra qualificata alle coppe europee; l’attaccante kosovaro, da parte sua, ha prima segnato il suo quarto gol nelle ultime quattro partite disputate, e poi ha pure servito il suo primo assist stagionale ad Amath Ndiaye, 26enne esterno senegalese. La rete è da rivedere: gran tocco di piatto sinistro dall’interno dell’area di rigore, su perfetto passaggio al centro dell’uruguagio Giovanni González.

Di prima, da attaccante di razza

L’importanza di Muriqi per il Maiorca è enorme. Anzi: è praticamente incalcolabile. Sembra un paradosso, ma sono i numeri a dirlo: in questa stagione, il centravanti kosovaro ha apposto la propria firma sul 64% di tutti i gol segnati dalla sua squadra in campionato; se non bastasse questo dato, possiamo aggiungere che il Real ha perso entrambe le partite in cui il suo centravanti non è sceso in campo – a causa di una squalifica. In quanto a contributo realizzativo sul totale dei gol messi a segno, Muriqi non ha rivali in tutte le cinque leghe top in Europa. Per dirla brutalmente: nessun attaccante è decisivo e incide sulla sua squadra quanto sta facendo lui. Commentando il suo esplosivo inizio di stagione, anche Aguirre è sembrato abbastanza sorpreso, ha scherzato e poi ha parlato di fatalità: «Per quanto sia brutto da veder giocare, lo amiamo tantissimo. Ovviamente sto scherzando, è evidente che si tratti di un attaccante perfetto per noi. Inizialmente non avevamo i soldi necessari per riscattarlo, e così stava per andare al Bruges. In Belgio non ha superato le visite mediche e così la Lazio ha abbassato il prezzo per noi. Era destino che rimanesse al Maiorca».

In realtà non è la prima volta che Vedat Muriqi tocca queste medie realizzative così importanti: con il Çaykur Rizespor, nella stagione della prima rivelazione dopo anni complicati nel campionato turco (2019/20), aveva messo insieme 17 reti in 36 presenze; lo stesso identico score l’aveva accumulato nella stagione successiva, quando fu il Fenerbahce a rilevare il suo cartellino. Poi è arrivata la Lazio, ma nel frattempo Muriqi ha continuato a segnare tanto anche in Nazionale: al momento è a quota 23 gol in 44 presenze, al primo posto nella classifica all-time della giovanissima rappresentativa kosovara. Insomma, non stiamo parlando di Haaland o di Mbappé, questo è evidente. Ma i numeri di Muriqi sono comunque di tutto rispetto, meno che per la parentesi alla Lazio. Forse, a questo punto si può dire, non è stata tutta colpa sua.

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