Uno dei segreti del Napoli è che cambia pochi giocatori

Confermare molti giocatori per molti anni è un tratto distintivo dei top club europei.
di Redazione Undici 02 Marzo 2023 alle 18:43

Il Napoli 2022/23 è considerato all’unanimità come una squadra del tutto nuova o comunque rinnovata rispetto al passato. È una sensazione non del tutto corrispondente alla realtà: in fondo tra i titolarissimi di Spalletti ci sono solo due nuovi acquisti estivi, Kim Min-jae e Kvatatskhelia, tutti gli altri – Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Mário Rui, Zielinski, Lobotka, Lozano, Elmas, Politano, Osimhen – sono di proprietà del club azzurro da diversi anni. Insomma, nelle ultime sessioni di mercato ci sono stati degli addii e quindi delle successioni, basti pensare a Mertens, Insigne e Koulibaly, ma la spina dorsale dell’organico è rimasta piuttosto inalterata. E se questi elementi non bastassero, la stabilità del modello De Laurentiis-Giuntoli si legge nei numeri e nel confronto con le altre squadre di Serie A: secondo l’ultimo report dell’Osservatorio CIES, il Napoli è la squadra di Serie A che ha schierato meno giocatori in gare di campionato sia nell’ultimo quinquennio (56) che negli ultimi dieci anni (100). Il fatto che al secondo e al terzo posto della graduatoria decennale ci siano Lazio (112 giocatori) e Juventus (114), seguite da Sassuolo (127), Milan (129) e Inter (130), dimostra che la stabilità tecnica è una virtù delle squadre migliori.

Questa relazione tra stabilità della rosa e risultati positivi risulta ancora più evidente se guardiamo al di fuori dell’Italia, se allarghiamo l’analisi ai cinque campionati europei top: al primo posto della classifica quinquennale c’è il Manchester City, che ha schierato solo 47 giocatori diversi in gare di campionato. Al secondo posto c’è l’Athletic Bilbao con 49 giocatori, però il club basco ha una politica di reclutamento – la rosa della prima squadra è aperta solo a giocatori di nazionalità basca, cresciuti nei Paesi Baschi e/o con ascendenze basche – che quasi obbliga a fare un calciomercato ridotto. Al terzo e al quarto posto ci sono Borussia Mönchengladbach e Liverpool, entrambe con 51 calciatori: anche la presenza dei Reds, una delle realtà più vincenti degli ultimi anni, è un segnale evidente che la scelta di non fare troppo player trading sia quella più efficace.

L’ultima conferma, in questo senso, arriva dalla classifica dei cinque campionati top allargata alle ultime dieci stagioni: l’Athletic è in testa con soli 71 calciatori diversi schierati in partita di campionato, e questo era praticamente inevitabile; il podio, però è completato da Manchester City (84) e Real Madrid (86), vale a dire i due club più vincenti dell’ultimo decennio in Inghilterra e in Europa, quelli che hanno mostrato di avere il modello più efficace a medio e lungo termine. Insomma, non ci sono molti dubbi: i grandi club contemporanei fanno un mercato non esasperato, quantomeno nel numero delle operazioni, scelgono con oculatezza i giocatori da cedere e quelli da acquistare, danno tempo ai calciatori in rosa. Hanno e seguono un progetto, per dirla in una frase.

>

Leggi anche

Calcio
Gli allenatori MLS fanno una fatica tremenda quando si trasferiscono in Europa, e per il momento non ci sono eccezioni
Gli ultimi casi, quelli di Nancy al Celtic e di Ramsay al WBA, sono una conferma praticamente definitiva: la lega nordamericana, ora come ora, non è ancora in grado di formare tecnici pronti a lavorare nel calcio d'élite.
di Redazione Undici
Calcio
Per cercare di recuperare una maglia indossata durante un suo concerto, il Celta Vigo ha scritto una lettera a Madonna
Nel 1990 la regina delle pop star si è esibita nello stadio del club galiziano, e una sua foto con la divisa celeste è diventata leggendaria. Al punto che la presidente del Celta sta facendo davvero qualsiasi cosa pur di ritrovarla.
di Redazione Undici
Calcio
I club dell’Arabia Saudita adesso vogliono giovani talenti e stanno saccheggiando i club francesi, ma in realtà li aiutano a sopravvivere
Tutta questione di efficienza di (calcio)mercato: Monaco, Rennes e altre squadre di Ligue 1 hanno bisogno di vendere, la Saudi Pro League ha bisogno di comprare.
di Redazione Undici
Calcio
Nonostante l’esasperazione degli schemi e del gioco fisico sulle palle inattive, l’International Board non ha intenzione di intervenire sul regolamento
Ma secondo diversi allenatori, come Arne Slot, le zuffe in area piccola restano uno dei motivi per cui il calcio "non è più un piacere per gli occhi".
di Redazione Undici