L’AZ Alkmaar sta costruendo il settore giovanile del futuro

Programmazione, Big Data, neuroscienze: così sono stati allevati tantissimi talenti, così è arrivato il successo in Youth League.
di Redazione Undici 20 Giugno 2023 alle 11:47

L’albo d’oro della Youth League, la Champions League dei giovani creata dieci anni fa, non è molto dissimile dall’albo d’oro della Champions vera: ci sono Chelsea, Barcellona e Real Madrid, poi ci sono Porto, Benfica e Salisburgo, tre squadre di blasone che rappresentano l’eccellenza assoluta nella formazione del talento. E poi, nella riga della stagione 2022/23, spunta l’AZ Alkmaar. Presentata così, questa storia sembra una riedizione del Leicester 2016, ma in realtà è sbagliato mettere a paragone cose che c’entrano poco. Intanto perché l’AZ è una squadra con una certa tradizione, ha vinto per due volte l’Eredivisie e nel 1981 ha disputato la finale di Coppa Uefa. E poi perché stiamo parlando di calcio giovanile, un micromondo in cui delle idee innovative e un modello di lavoro mai visto prima possono avere un peso maggiore rispetto alle pure risorse economiche.

Ecco, questa è la vera storia dell’AZ: il club olandese ha creato uno dei vivai più floridi del calcio europeo partendo dall’utilizzo delle statistiche avanzate. I riscontri sono eccezionali, e si misurano con la qualità dei talenti allevati nel proprio vivaio (Teun Koopmeiners, Owen Wijndal, Calvin Stengs e Myron Boadu sono cresciuti tutti ad Alkmaar e oggi giocano nella Nazionale dei Paesi Bassi) e l’impatto che i prodotti del vivaio hanno sulla prima squadra (nella stagione 2019/20 i calciatori provenienti dal settore giovanile si sono presi il 46,9% del minutaggio totale della prima squadra).

Insomma, il successo in Youth League dopo aver dominato (5-0) la finale contro l’Hajduk Spalato è solo una conseguenza di un lavoro che va avanti da anni e che viene svolto in profondità: le prestazioni dei giocatori, in gara e in allenamento, vengono monitorate attraverso degli algoritmi in grado di compilare database avanzati. Tutti i numeri raccolti vengono poi combinati e integrati con rilevazioni personalizzate che definiscono la forza attuale e potenziale di un aspirante giocatore, e che quindi “orientano” le decisioni strategiche e di mercato. Proprio quest’ultimo aspetto fa la differenza: il modello dell’AZ prevede l’utilizzo di strumenti di analisi neuroscientifica e psicologica, primi tra tutti i software dell’azienda BrainsFirst, che in qualche modo anticipano le reali capacità cognitive di un giovane calciatore. È così che si intuisce il talento prima degli altri. È così che si riescono a costruire il futuro e il successo, se non si possono comprare.

Da Undici n° 50
>

Leggi anche

Calcio
La Real Sociedad ha vinto la Copa del Rey grazie al contributo di 13 giocatori cresciuti nel vivaio
Anche la finale contro l'Atlético Madrid, non a caso viene da dire, è stata decisa da quattro canterani.
di Redazione Undici
Calcio
Timo Werner ha segnato il suo primo gol in gare ufficiali dopo 18 mesi di digiuno assoluto
A 30 anni appena compiuti, una parabola discendente che in pochi avrebbero immaginato.
di Redazione Undici
Calcio
Lo Strasburgo ha schierato l’undici titolare più giovane di sempre
La squadra alsaziana ha iniziato il match contro il Rennes con una formazione dall'età media di 20,5 anni.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bayern Monaco ha vinto la sua ennesima Bundesliga, ma il grande protagonista della festa è stato un uccello di porcellana
L'inizio di questa storia risale a un anno fa, ai festeggiamenti del titolo 2025, quando alcuni giocatori hanno portato via una statuetta da un locale bavarese. Quella statuetta, ora, è finita sulle maglie che celebrano il titolo nazionale.
di Redazione Undici