In Corea del Sud sono letteralmente impazziti per Jesse Lingard

Il suo passaggio al Seoul è una cosa mai vista prima, a certe latitudini.
di Redazione Undici 11 Marzo 2024 alle 18:04

Poco più di un mese fa, il calciomercato europeo è stato scosso da un annuncio un po’ strano: era l’8 marzo e Jesse Lingard, ex grande promessa del movimento inglese, annunciava il suo trasferimento in Corea del Sud. Per giocare con il FC Seoul, che non è azzardato definire come il club più ricco e titolato dell’intera K-League. Il problema è che questa nobiltà, al momento, risulta un po’ sgualcita: l’ultimo dei sei titoli nazionali del Seoul risale al 2016, e nelle ultime quattro stagioni la squadra rossonera non è mai andata oltre il settimo posto. Considerando che al campionato partecipano 12 squadre, si tratta di un risultato particolarmente negativo. La nuova edizione del torneo è appena cominciata, e quindi era il momento giusto per cercare di dare una svolta, un impulso forte al nuovo progetto affidato a Kim Gi-dong, ex tecnico dei Pohang Steelers. Che ora si trova a dover gestire un’enorme pressione: Lingard, infatti, è di gran lunga il calciatore più celebre e famoso che abbia mai militato in un club sudcoreano. Ed è per questo che l’intero Paese, non solo i sostenitori del Seoul, sono letteralmente impazziti.

Volete qualche numero e qualche racconto? Basta leggere questo reportage pubblicato da The Athletic, che ha inviato un giornalista nella capitale coreana per tastare il terreno su cui si stanno muovendo Lingard e il suo nuovo club. Noi ci limitiamo a un piccolo riassunto per punti: gli ottomila biglietti messi in vendita per la gara in trasferta contro il Gwangju, la prima ufficiale di Lingard con il suo nuovo club, sono stati venduti in due minuti e 30 secondi; per la prima partita in casa, i tifosi registrati sugli spalti erano 51.670, più del doppio della media spettatori tenuta del Seoul nella scorsa stagione; fin da quattro ore prima della partita, si è formata una fila chilometrica presso la “Lingard Zone”, una sorta di temporary store in cui era possibile acquistare solo e soltanto la nuova maglia numero 10 del Seoul, ovviamente con impresso il nome di Lingard; il canale YouTube del Seoul ha registrato un aumento dell’800% di nuovi spettatori e ora è il primo club della K-League a registrare più di 100.000 abbonati.

A questo punto è lecito chiedersi: ma perché Lingard ha scelto proprio la Corea del Sud? Perché sapeva che sarebbe stato travolto da tutto questo affetto? Certamente sì, ma ovviamente il motivo principale sta altrove – e non nel fatto che nel suo contratto sia prevista una percentuale sul numero di magliette vendute. Tutto deve partire dalla condizione di Lingard, svincolato di lusso dopo la scadenza del suo contratto con il Nottingham Forest: l’ex giocatore del Manchester United si è allenato da solo e poi con Gerrard all’Al-Ettifaq, in Arabia Saudita, per qualche giorno; in seguito ha ricevuto diverse offerte da club di Championship e dal Besiktas, ma nessuna di queste proposte lo aveva convinto. Poi però a gennaio è arrivata la chiamata del Seoul, che gli ha offerto un biennale da un milione di euro a stagione dopo un incontro informale a Manchester – gli emissari del club coreano volevano verificare quali fossero le sue condizioni fisiche, dopo diversi mesi di inattività. E Lingard, alla fine, ha accettato.

Prima abbiamo scritto che Lingard è già il il calciatore più celebre e famoso che abbia mai accettato di giocare in Corea del Sud. È giusto chiedersi: come facciamo a dirlo con assoluta certezza? Semplice, l’unico nome che si può accostare a quello di Lingard, e neanche tanto, è quello di Kiki Musampa, esterno olandese degli anni Duemila passato anche da Atlético Madrid e Manchester City. Anche Musampa è stato un calciatore del Seoul, ma il suo passaggio fu un momento da dimenticare. Anche per questo la sorpresa generata dall’arrivo di Lingard è stata enorme, e non solo da parte del pubblico: Young-hoon Jang, allenatore e commentatore televisivo, ha detto che «ora la K-League viene percepita in modo diverso, non solo come un torneo che esporta giocatori in Europa e/o negli altri campionati asiatici».

Per adattarsi alla sua nuova vita, Lingard si è trasferito a Seoul insieme al suo migliore amico. E può contare anche sul supporto di Ki Sung-yueng, ex giocatore di Celtic e Newcastle tornato in patria quattro anni fa. L’impatto, a suo dire, è stato molto positivo: «Fin dal primo giorno una volta arrivato qui», ha raccontato Jesse, «i fan mi hanno fatto sentire il benvenuto. La security all’aeroporto, le persone che mi hanno accolto nel mio primo hotel, gli impiegati del club e tutti gli altri: non dimentico nessuno, sono stati fantastici con me. Voglio ridare loro la stessa energia che mi hanno trasmesso».

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