Luis Enrique ha detto che allena il Psg anche a subire errori arbitrali

Nelle partitelle a fine allenamento lui fa l'arbitro e sbaglia apposta tutte le chiamate. E ai giocatori è vietato protestare.
di Redazione Undici 07 Maggio 2024 alle 18:17

Le partitelle di fine allenamento del Psg devono essere uno degli esercizi più faticosi che ci siano. Non dal punto di vista fisico ma da quello psicologico: immaginate di giocare una partita diretta da un arbitro che vede tutto e ignora tutto. Vede che subite un fallo e non solo lo ignora, ma vi invita pure ad alzarsi in fretta, a ricominciare subito a giocare, a non interrompere il prosieguo dell’azione. Vede che una rimessa laterale spetterebbe alla vostra squadra ma invece la assegna a quella avversaria, e non basta: non finge nemmeno di aver sbagliato, non si sforza neanche di giustificare l’errore ma vi dice apertamente che lo ha fatto apposta, di proposito. Stando alle sue stesse parole durante la conferenza stampa prima della partita di ritorno contro il Borussia Dortmund, è così che Luis Enrique arbitra le partitelle che i giocatori del Psg giocano alla fine di ogni sessione d’allenamento. «È dall’inizio dell’anno che ci alleniamo a subire errori arbitrali. Il pallone finisce fuori? Continua a giocare! Subisci un fallo? Nessuno ha visto niente».

Le ragioni e gli obiettivi di Luis Enrique sono chiari, i modi e i metodi anche: posto che gli errori arbitrali non si possono prevedere, la cosa che si può prevedere è la maniera di reagire agli errori arbitrali. Il punto è non cedere al nervosismo, non lasciarsi andare allo scoramento, non perdere tempo ed energie in crisi isteriche. Il principio è semplice, dunque: costruire piano piano una tolleranza all’errore arbitrale, fino al raggiungimento dell’immunità. D’altronde, questa è stata la stagione in cui di arbitri e arbitraggi si è parlato moltissimo anche oltre i confini del Paese in cui si parla sempre moltissimo di arbitri e arbitraggi (il nostro, di Paese). Polemiche e dibattiti su arbitri, organici e meccanici, ci sono state anche in Spagna – della surreale politica della Federazione spagnola in fatto di Var abbiamo scritto qui – e in Inghilterra, Paese, quest’ultimo, che in passato ha fatto del distacco nei confronti della questione arbitrale un vanto, usandolo spesso e volentieri per sottolineare la distanza che lo separava da tutti gli altri Paesi europei e dalle loro Farmers League (definizione invecchiata improvvisamente e malissimo quest’anno, grazie anche al fondamentale e apprezzatissimo contributo di Mats Hummels).

Il fatto che un allenatore come Luis Enrique dica apertamente, in una conferenza stampa, che l’errore arbitrale fa parte delle routine d’allenamento della sua squadra è la prova empirica di una verità calcistica dalla quale negli ultimi anni abbiamo cercato di fuggire: come in tutte le cose umane, anche nel calcio esiste un margine di errore, un tendenza alla fallibilità che semplicemente non può essere cancellata. Certo, questo margine, questa tendenza si può ridurre grazie all’ormai indispensabile aiuto della tecnologia. Ma gli esseri umani restano esseri umani, e anche dalla decisione in teoria insindacabile di una macchina riescono a fare oggetto di polemica, motivo di malessere. E quindi, l’unica cosa che resta da fare è rassegnarsi. E allenarsi.

>

Leggi anche

Calcio
Il Brighton ha ingaggiato un lottatore di MMA per aiutare i calciatori a difendere meglio sui calci piazzati
Dal club non hanno voluto rivelare l'identità del fighter, ma l'idea è chiara: con una squadra non particolarmente alta, sui calci da fermo meglio imparare a sgomitare per bene.
di Redazione Undici
Calcio
Il Porto ha vinto il campionato, e per Francesco Farioli si tratta di un successo dal significato enorme
Il tecnico italiano ha conquistato il primo titolo della sua carriera, consolidando la sua ascesa nell'élite del calcio europeo.
di Redazione Undici
Calcio
Se il Nottingham Forest è a vicino dalla salvezza e alla finale di Europa League, il merito è di Vitor Pereira, del suo approccio rilassato e della musica anni Ottanta
Tra playlist vintage prima degli allenamenti e un'attenzione maniacale alle statistiche, l'allenatore portoghese ha cambiato la stagione dei Reds.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bodo/Glimt ha annunciato il suo nuovo stadio: avrà 10mila posti, sarà a forma di diamante e verrà costruito con materiali sostenibili e adatti per il Circolo Polare Artico
La struttura punta a essere un punto di riferimento per gli impianti sportivi in aree caratterizzate da un clima estremo.
di Redazione Undici