Il Barcellona sta puntando su giovanissimi calciatori africani per alleggerire la sua crisi economica

In pratica, la dirigenza catalana vuole generare plusvalenze attraverso lo scouting.
di Redazione Undici 14 Novembre 2024 alle 17:45

Nelle prossime settimane, il Barcellona dovrebbe formalizzare in maniera definitiva l’acquisto – già annunciato a gennaio 2024 – di Ibrahim Diarra, 17enne attaccante maliano che attualmente gioca nell’Africa Foot, Academy africana con cui la squadra catalana ha un accordo di partnership. Non c’è niente di strano o di eclatante, in fondo parliamo di uno dei tantissimi giovani calciatori che arrivano in Europa nel momento in cui diventano maggiorenni – Diarra festeggerà i suoi 18 anni il prossimo 12 dicembre – dopo essere stati scovati nel corso del loro periodo di formazione. La notizia, però, è che il Barcellona sta intensificando il suo lavoro di scouting e di reclutamento in Africa, e si tratta di una strategia che – almeno secondo la dirigenza blaugrana – permetterà di alleggerire la pesantissima crisi finanziaria che grava ancora sul club.

In questo articolo di The Athletic vengono spiegati tutti i punti programmatici seguiti dal Barça, che negli ultimi mesi ha acquistato/preso in prova diversi giocatori africani – David Oduro, Abdul Aziz Issah, Mouhamed Dabo ed Elhadj Malick Cisse – per le sue squadre giovanili: in pratica, molto semplicemente, il presidente Laporta e il direttore sportivo Deco credono fermamente che l’acquisto di nuovi giocatori quando sono ancora molto giovani, quindi a costi relativamente bassi, determinerà dei guadagni nel medio-lungo periodo. E che l’Africa, da questo punto di vista, può rappresentare il miglior mercato possibile.

L’anima di questo nuovo progetto è Paulo Araujo, direttore dello scouting del Barcellona ma soprattutto uomo di fiducia di Laporta: da quando è arrivato in Catalogna, nella primavera del 2022, Araujo ha rivoluzionato un reparto – quello dello scouting, appunto – che era stato trascurato per anni, anche perché in fondo non ce n’era bisogno, visto che la Masía continuava a produrre calciatori da poter rivendere sul mercato. In realtà il mitico settore giovanile del Barça non ha mai smesso di sfornare grandi talenti, solo che però la pessima gestione finanziaria degli ultimi anni ha determinato la necessità di aumentare gli introiti.

È qui, in questo punto, che entrano in scena Araujo e il mercato africano: guidati da Moussa Kone, responsabile dello scouting del Barça in quell’area del pianeta, gli osservatori del club catalano hanno cominciato a setacciare le Academy e a importare giovani talenti. L’obiettivo, scrive ancora The Athletic, è farlo «prima degli altri e nella più completa discrezione», in modo da tenere i prezzi bassi. In questo senso, l’operazione meglio riuscita è quella che ha riguardato il terzino senegalese Mika Faye, attualmente sotto contratto con il Rennes: il Barça lo ha acquistato (dai croati del Kustosija) per un milione e mezzo nel 2023, lo ha fatto giocare da titolare nella squadra filiale (iscritta alla terza divisione spagnola) e poi l’ha ceduto al club bretone un anno dopo. Per quella operazione, il Barcellona ha incassato 10,3 milioni di euro. Ecco, Ibrahim Diarra potrebbe diventare un campione o comunque generare una plusvalenza di questo tipo. In ogni caso, per il Barça si tratterebbe di un grande successo.

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