Poche competizioni al mondo sono più ingiuste della Supercoppa di Spagna

I premi di partecipazione non sono distribuiti secondo criteri meritocratici, ma in base al blasone dei club qualificati.
di Redazione Undici 09 Gennaio 2025 alle 12:58

In Arabia Saudita, dopo quella italiana, è arrivato il tempo di un’altra Supercoppa: quella di Spagna, che si gioca con la stessa identica formula (quattro squadre qualificate, due semifinali e una finale in gara secca) dal 2020. Si è già disputato il primo match, che ha visto il Barcellona (secondo classificato nell’ultima Liga) battere l’Athletic Bilbao (detentore della Copa del Rey) per 2-0; l’altra semifinale si disputerà tra Real Madrid e Real Maiorca, ovvero la squadra campione di Spagna e quella sconfitta in finale di coppa dall’Athletic. Proprio il club basco, attraverso la viva voce del suo presidente Jon Uriarte, ha protestato per i criteri con cui vengono divisi i 40 milioni di euro che la RFEF – la Federcalcio spagnola – incassa dal governo dell’Arabia Saudita. Anche se sembra incredibile, infatti, i premi non vengono assegnati in base al rendimento delle squadre, ma al loro blasone.

Sì, avete capito bene: se guardiamo all’edizione 2025, Real Madrid e Barcellona incasseranno almeno cinque milioni di euro a testa, indipendentemente dal risultato delle loro partite. Alle altre due semifinaliste, invece, andrà un premio-base di 1,5 milioni. Che potrebbe salire a 2,5 milioni in caso di qualificazione alla finale e a 3,5 milioni in caso di vittoria del trofeo. In ogni caso, quindi, si tratterebbe di una cifra comunque inferiore a quella garantita ai due club più importanti di Spagna. Secondo quanto riporta il quotidiano Marca, questo metodo di spartizione si basa su criteri come il valore percepito delle squadre in questione, l’appeal generato sul pubblico locale e su quello televisivo e – solo in ultimo, quindi in minima parte – i risultati sportivi. Anche una società di grande levatura come l’Atlético Madrid, qualificato alle edizioni giocate nel 2020, nel 2022 e nel 2024, ha subito lo stesso trattamento: un anno fa il premio complessivo di partecipazione elargito ai Colchoneros è stato pari a 2,3 milioni di euro; il Real Madrid campione e il Barça finalista, invece, sono arrivati a incassare 7,5 e 5,5 milioni.

Uriarte, qualche giorno fa, ha detto chiaramente che «la Federcalcio spagnole dovrebbe mettere a punto un modello più equo per la spartizione del denaro. Vogliamo difendere gli interessi dell’Athletic, crediamo che l’attuale metodo sia ingiusto». Difficile dargli torto, anche perché la Supercoppa Italiana – tanto per fare un esempio che ci riguarda da vicino – utilizza dei criteri completamente diversi: per l’edizione che si è svolta pochi giorni fa, i quattro club qualificati hanno incassato una cifra proporzionata ai loro risultati, ovvero 2,4 milioni di euro alle semifinaliste perdenti (Juve e Atalanta) e 6,7 milioni alle due finaliste (Inter e Milan); alla fine il Milan vincitore del trofeo è arrivato fino a 9,5 milioni, che diventeranno 11 nel momento in cui parteciperanno a un’amichevole che si svolgerà in estate contro la vincitrice della Supercoppa Saudita. Tutta un’altra storia, per fortuna, rispetto a quanto avviene in Spagna.

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