Il principe William ha confessato di scrivere in anonimo sui forum dei tifosi dell’Aston Villa

L'erede al trono del Regno Unito ha un debole per la squadra di Emery. Anzi, una vera e propria ossessione a cui dà sfogo sul web mischiandosi alla fanbase.
di Redazione Undici 14 Marzo 2025 alle 13:45

Il football oltre ogni etichetta di corte. L’importante è accendersi, magari anche in gran segreto: il principe William, figlio di Carlo e Diana ed erede al trono del Regno Unito, ha rivelato di andare ben oltre la sua notoria passione calcistica per l’Aston Villa. Presenza fissa allo stadio, esultanze di umana scompostezza. Perfino, racconta oggi, l’attività regolare sui forum dedicati ai Villans: «Mi piace frequentare questi spazi virtuali, potrei trascorrerci giornate intere. Ascolto quello che gli altri sostenitori hanno da dire e do loro la mia opinione. Non mi tiro mai indietro: è importante accendere il dibattito». Come un tifoso qualunque. Chissà che nickname usa.

Ospite al campo di allenamento della squadra di Emery, William ha ammesso di sottoporsi a tutti i comportamenti più classici di un fanatico del pallone. Cantare a squarciagola allo stadio: «I cori, le urla, il cameratismo in mezzo al pubblico. Penso di appartenere a quella dimensione». Quando invece non si può essere presenti, ecco il controllo ossessivo dei risultati: «Sono cresciuto su Ceefax – l’analogo del nostro Televideo, ndr – o sulle pagine sportive dei giornali. Se non li avevi a portata di mano eri un po’ fuori dal giro: per fortuna oggi con gli smartphone è tutto più facile». Fino alla cabala domestica: «Se sono a casa da solo coi miei figli, probabilmente non mi concedo la birra prepartita ma ho le mie precise superstizioni su dove sedermi e come influenzare la buona sorte. Se non sta andando per il verso giusto, inizio a spostare i miei figli in giro per le stanze per raddrizzare il flusso».

L’esaltato che non ti aspetti, la fede calcistica che sbriciola le barriere sociali e accomuna ogni sorta di tifosi (William meriterebbe un cameo nell’omonimo film di Neri Parenti). Fino ad ammattire durante il blackout televisivo delle partite – in Inghilterra vige una vecchia consuetudine sul blocco delle trasmissioni tra le 14:45 e le 15:15 del sabato pomeriggio – che il principe del Galles abolirebbe volentieri: «Davvero irritante, rende più difficile seguire la mia squadra». Per il resto sono più gioie che dolori, ultimamente, con l’Aston Villa fresco di qualificazione ai quarti di finale di Champions League per la prima volta dal 1983: mercoledì sera il reale britannico era in prima linea al Villa Park per seguire Watkins e compagni battere 3-0 il Brugge. Il tutto nonostante il ruolo istituzionale che William ha ricoperto per quasi vent’anni, da presidente della Football Association. «Il momento più difficile», ricorda «è stato entrare negli spogliatoi a consolare i giocatori dopo la sconfitta in finale agli Europei 2024». Tra i Villans e l’Inghilterra, non chiedetegli di scegliere.

>

Leggi anche

Calcio
La semifinale tra Atlético Madrid e Arsenal ha dimostrato che un altro calcio, un calcio più equilibrato e difensivo, è ancora possibile (anche se è meno divertente)
Ventiquattr'ore dopo lo spettacolo del Parco dei Principi è andata in scena "l'anti-PSG-Bayern": pochi gol, attacchi contratti, organizzazione tattica da manuale. Vale tanto quanto, se non si dispone di fuoriclasse di grande strappo.
di Redazione Undici
Calcio
La FIFA ha avviato la procedura per obbligare tutti i club del mondo a schierare un giocatore Under 20 o Under 21 cresciuto nel proprio vivaio
Sarebbe una rivoluzione epocale per il calcio, perché costringerebbe le società a cambiare completamente la propria programmazione.
di Redazione Undici
Calcio
PSG-Bayern 5-4 è stata il trionfo dell’attacco sulla difesa, e non ha senso indignarsi: il calcio d’élite, oggi, è un gioco prettamente offensivo
Luis Enrique, Kompany e gli altri allenatori dei top club non fanno altro che valorizzare le qualità dei loro migliori giocatori, anche a rischio di concedere qualche gol in più.
di Alfonso Fasano
Calcio
Per capire lo spettacolo di PSG-Bayern, bisogna guardare Achraf Hakimi: un’ala più che un terzino, ma soprattutto un giocatore decisivo
Il fenomenale esterno marocchino è stato un riferimento offensivo continuo per i suoi compagni, ed è questo a renderlo unico nel suo genere.
di Redazione Undici