Cos’è questa polemica del Real Madrid sulle 72 ore?

Il club blanco, da tempo in rotta con la Liga, ha annunciato che non giocherà se non ci saranno almeno 72 ore di riposo tra due gare.
di Redazione Undici 16 Marzo 2025 alle 18:32

La Liga e Real Madrid non vanno proprio d’accordo. I dirigenti del campionato e i tesserati del Real non perdono occasione di innescare polemiche che inevitabilmente incendiano un campionato già piuttosto caldo. Il 3 febbraio il club aveva mandato una durissima lettera alla Federazione spagnola, scavalcando la Liga e lamentandosi dell’operato degli arbitri nazionali. Una scelta che seguiva il k.o contro l’Espanyol, deciso nel finale da un gol di Brian Romero che però in precedenza doveva essere espulso per un grave fallo su Mbappé. Il direttore di gara,  Alejandro Muñiz Ruiz, non aveva tirato fuori il cartellino rosso.

«I fatti accaduti in questo incontro hanno superato qualsiasi margine di errore umano o di interpretazione arbitrale», recitava il comunicato firmato dal segretario della giunta direttiva del Real, José Luis del Valle Pérez. «Quanto accaduto all’RCDE Stadium rappresenta il culmine di un sistema arbitrale completamente screditato, in cui le decisioni contro il Real Madrid hanno raggiunto un livello di manipolazione e alterazione della competizione che non può più essere ignorato». Un testo molto severo che poneva i blancos sul piede di guerra.

Ora ecco un altro diverbio, questa volta direttamente con l’ente che organizza il torneo spagnolo. Dopo la vittoria per 2-1 contro il Villarreal all’Estadio de La Cerámica, la tv ufficiale del Real ha informato che la squadra non scenderà in campo senza 72 ore di riposo tra una partita e l’altra. «Non permetteremo che il presidente Tebas abusi de La Liga». ha aggiunto la società in una nota ufficiale. Il Real, inoltre, ha minacciato di chiedere la protezione della FIFA appellandosi alle raccomandazioni stabilite nel 2023 proprio dall’organizzazione mondiale del calcio per tutelare la salute degli atleti. Villarreal-Real Madrid, infatti, si è disputata a sole 66 ore di distanza dal derby di Champions con l’Atletico.

«Questi ragazzi hanno qualcosa di speciale», ha spiegato Carlo Ancelotti in conferenza stampa. «Dobbiamo ringraziarli perché hanno fatto uno sforzo enorme dal 3 gennaio a oggi, ma ora basta. Abbiamo chiesto alla lega di cambiare l’orario di gioco due volte, e non è successo niente, ma questa è l’ultima volta». Anche altre fonti del Real sostengono di aver parlato con i dirigenti della Liga per ben due volte. Dal canto suo, l’ente afferma di non aver ricevuto una sola domanda di modifica di orario, non per la gara contro il Villarreal ma solo per quella al Bernabéu contro il Leganés, in programma sabato 29 marzo alle 21:00.

Secondo quanto riportato da radio Cadena COPE, Butragueño avrebbe parlato due volte con LaLiga per chiedere una cambiamento dell’orario per il match contro il Villarreal. La prima volta dopo la pubblicazione dei calendari, la seconda dopo aver preso atto che il derby europeo sarebbe andato oltre il 90esimo. Entrambe le istanze avrebbe ricevuto un secco no da parte de La Liga.

Tebas, ormai da tempo in conflitto con il Real, non le ha mandate a dire e si è rivolto direttamente ad Ancelotti: «Carlo, sicuramente Emilio Butragueño ti avrà detto che la Liga aveva messo la partita con il Leganés, il giorno dopo, sabato alle 16:15 per darti più riposo prima della semifinale contro la Real Sociedad», ha scritto il dirigente sul suo profilo X. «Ma Emilio ha chiesto al direttore delle competizioni de la Liga di fissarla per le 21:00 – con la tua autorizzazione, immagino – per favorire coloro che tornano dalle Nazionali. Ora abbiamo meno di 72 ore tra il fischio finale della partita di sabato e l’inizio della semifinale di martedì!». Considerando che la sfida ai Pepineros dovrebbe finire poco prima delle 23:00 di sabato, infatti, ne rimarrebbero 71 prima di affrontare i baschi.

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