Nessuno è mai riuscito a battere Flick in una finale

Il tecnico tedesco ha un record immacolato quando arriva a giocarsi i trofei all'ultimo atto: sette finali, sette vittorie.
di Redazione Undici 27 Aprile 2025 alle 10:44

Hansi Flick sta diventando una sentenza. Se va in finale, in qualche modo la vince. Anche soffrendo, anche soffrendo e riemergendo dopo aver quasi buttato via la partita, come nel Clásico che ha deciso la Copa del Rey 2025. Finora il suo score è rimasto immacolato: sette finali sette trofei: 100% di realizzazione. Il suo percorso da vincente è iniziato ufficialmente nel 2020, quando ha guidato il Bayern Monaco alla conquista della Champions League. Nella finale di Lisbona, i bavaresi hanno il Paris Saint-Germain di Neymar per 1-0 grazie a un gol di Kingsley Coman. Un successo non scontato, ottenuto in una gara equilibrata, dove il PSG ha messo più volte sotto pressione la difesa tedesca, ma ha trovato sulla sua strada un muro chiamato Manuel Neuer.

La familiarità di Flick con i grandi palcoscenici risale però a qualche anno prima, quando è stato assistente di Joachim Löw nella vittoriosa spedizione mondiale della Germania nel 2014: in quella finale contro l’Argentina, la Mannschaft si è imposta per 1-0 ai tempi supplementari con il famoso gol di Mario Götze. Anche in quel caso, la Germania ha dovuto sudare fino all’ultimo, rischiando di capitolare di fronte a un’Argentina combattiva. All’extra time è finita anche la Supercoppa Europea del 2020, in cui il Bayern, reduce da un treble nella stagione precedente, ha rimontato un Siviglia tostissimo andato in vantaggio con Ocampos dopo neanche un quarto d’ora. In quell’occasione a mettere la situazione a posto per i bavaresi ci hanno pensato Goretzkae Javi Martínez.

Stesso discorso anche per la Coppa di Germania 2020 (vittoria per 4-2 contro il Bayer Leverkusen), per il Mondiale del Club 2020 (1-0 al Tigres UANL) e per la Supercoppa di Spagna dello scorso gennaio (5-2 contro il Real Madrid). Di nuovo il Real, ma stavolta a Siviglia le cose sono andate diversamente: Vinícius, Bellingham e poi Mbappé non sono stati spazzati via come in Supercoppa, soprattutto nel secondo tempo erano decisamente dentro la partita. Ma Flick e il suo Barça hanno vinto comunque, con pazienza e strategia: il tecnico tedesco sapeva sapeva che i suoi giocatori stavano peggio dei blancos, almeno dal punto di vista atletico, e ha sfruttato gli spazi e la velocità dei tre davanti in transizione. Ha avuto soprattutto il merito di tenere in mano la squadra nel momento più complicato, dopo il 2-1 di Tchouaméni. In contropiede è nato il pareggio del 2-2 di Ferran Torres che ha portato all’84esimo e da un recupero alto è scaturito il definitivo 3-2 di Koundé al 115esimo.

Se è vero che in alcune finali Flick ha dovuto stringere i denti e affidarsi anche alla solidità mentale della sua squadra, è altrettanto vero che la sua capacità di preparare le sfide decisive si è sempre rivelata un fattore determinante. Non sempre dominandole, ma quasi sempre controllandole, Flick ha dimostrato di sapere come si vincono le finali. Ovvero le partite che, di fatto, contano di più. Un record immacolato che lo consacra tra i migliori allenatori della sua generazione.

Leggi anche:

>

Leggi anche

Calcio
L’ultima diavoleria di Arteta per il suo Arsenal è Thomas Gronnemark, un vero e proprio guru delle rimesse laterali
Il coach danese ha già fatto grandi cose al Liverpool, durante l'era-Klopp, e nel suo campo è considerato come un genio visionario.
di Fabio Simonelli
Calcio
Grazie allo scouting, la Nigeria ha tanti giocatori di talento nati e cresciuti in altri Paesi (e potrebbe averne ancora di più)
Lookman, Iwobi e Ola Aina sono solo i più importanti esempi di un lungo lavoro di pianificazione e diplomazia.
di Redazione Undici
Calcio
C’è un club di settima divisione spagnola che si chiama Inter Barcelona e che ha presentato il progetto per un centro sportivo da 40 milioni di euro
Otto campi da calcio, un albergo da 150 posti, piscine, palestre, sale stampa e persino un edificio dedicato all'applicazione dell'intelligenza artificiale nel calcio: il mega progetto è pronto a creare 250 posti di lavoro per la comunità.
di Redazione Undici
Calcio
Yan Diomande ha debuttato dai professionisti meno di un anno fa, eppure oggi è uno dei talenti più promettenti al mondo
Dall'exploit con il Lipsia all'ascesa in Coppa d'Africa con la Costa d'Avorio: mica male, a nemmeno vent'anni.
di Redazione Undici