Samuele Ricci al Milan è un affare che promette molto bene, per Ricci, per il Milan e per tutto il calcio italiano

L'ex centrocampista del Toro ha scelto – ed è stato scelto da – una società più ambiziosa, che vuole metterlo di un nuovo progetto. E potrebbe giovarsene anche la Nazionale.
di Redazione Undici 04 Luglio 2025 alle 12:36

Il Milan ha evidentemente deciso di (provare a) rinascere partendo dalla ristrutturazione del centrocampo. Anzi, il termine giusto è un altro: partendo dal rifacimento completo del centrocampo. In attesa dell’arrivo di Luka Modric, e di notizie positive in merito alla trattativa per Jashari, è già stato annunciato l’arrivo di Samuele Ricci dal Torino. Sì, va bene: se ne parlava da tempo, era un accordo già scritto, anzi paradossalmente il rinnovo di contratto (fino al 2028) firmato a gennaio con il Toro era un passaggio per agevolare la chiusura dell’operazione con il Milan. Poi però le cose devono sempre avvenire, devono essere formalizzate e poi annunciate. Solo a quel punto se ne può parlare “liberamente”. E in questo caso, quello di Ricci al Milan, adesso si può – e quindi si deve – dire che si tratta di un affare davvero promettente. Per tutti.

Fino a qualche ora fa, Samuele Ricci era uno dei pochissimi giocatori italiani Under 25 (tra poco più di un mese festeggerà i 24 anni), ovviamente tra quelli più riconoscibili e con un’esperienza significativa con la Nazionale, a non militare in una squadra in un club che partecipa stabilmente alle coppe europee. Ok, certo, anche il Milan quest’anno non parteciperà a competizioni UEFA. Ma il club rossonero, come dire, deve avere e ha ambizioni diverse rispetto al Torino. E quindi giocare nel Milan comporta tutta una serie di pressioni e di sollecitazioni con cui Ricci doveva necessariamente confrontarsi, per poter crescere. Il fatto che arrivi con la chiara ed evidente “promessa” di un posto da titolare, in questo senso, è un’ulteriore conferma rispetto alla bontà dell’operazione: per far ripartire il Milan, Allegri e i dirigenti rossoneri hanno deciso di mettere Ricci al centro del campo e del progetto. Di costruirgli la squadra intorno. Magari non come leader assoluto, quel ruolo spetterà inevitabilmente a Modric, ma certamente come leader tecnico.

Ricci, in fondo, offre ampie garanzie. Nel senso che ha già dimostrato – col Torino, ma anche con la Nazionale e quindi ad alti livelli – di poter dettare i ritmi del gioco, di poter gestire il flusso delle partite attraverso i passaggi e le letture difensive, di poter guidare un pressing ambizioso e quindi dispendioso, proiettato in avanti. Insomma, Ricci – almeno in potenza – è un centrocampista centrale in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di sistema. Non tanto e non solo guardando ai moduli, alla disposizione in campo, ma soprattutto guardando all’atteggiamento. Ai principi di gioco. A dirlo sono la sua storia, il fatto che sia stato un pilastro inamovibile con Andreazzoli (ai tempi di Empoli), con Juric e con Vanoli. A dirlo sono le immagini delle sue partite, anche quelle con l’Italia: non a caso, viene da dire, l’unico momento più o meno felice dell’esperienza di Spalletti come ct – la vittoria in trasferta contro la Francia, il successivo 2-2 in casa col Belgio e la qualificazione in Nations League – è coinciso con il lancio definitivo di Ricci come regista titolare.


Un po’ di belle giocate firmate Samuele Ricci

È chiaro, l’abbiamo già anticipato: ora Ricci dovrà confermare di poter essere centrale, impattante, volendo anche decisivo in un contesto diverso. Le sue promesse e le sue promesse devono concretarsi nella realtà, nella realtà di un Milan alla ricerca di una nuova identità. Anche questo, però, potrebbe essere un presupposto positivo: Ricci sta arrivando e dovrà subito prendersi la scena, potrà partecipare alla costruzione di un Milan che ha dei punti di riferimento soltanto ipotetici, che sta nascendo a nuova vita. Se dovesse riuscire a mettersi alla guida della nuova squadra di Allegri, si candiderebbe in maniera seria a poterlo fare anche in un’altra squadra che sta provando a riemergere: la Nazionale italiana. Anche Gattuso è alla ricerca di una nuova identità, di nuovi leader. Potersi mettere nelle mani del regista del Milan, del regista di un Milan che fa girare bene il Milan, può essere un ottimo punto di partenza.

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