L’Everton è «disperatamente alla ricerca di nuovi acquisti», ha detto David Moyes

Se nel calcio di oggi le rose extra-large sono sempre più frequenti, la squadra di Liverpool è alle prese con il problema opposto. E a sentire l'allenatore è decisamente peggio.
di Redazione Undici 31 Luglio 2025 alle 19:25

Tempo scaduto. E se a dirlo è l’allenatore della squadra, a due settimane dall’inizio della Premier League, l’appello va preso sul serio. “Non è una situazione facile: fa parte di alcune scelte societarie, ma in questo momento siamo a corto di giocatori. Speriamo che le cose si aggiustino al più presto”, ha ammesso David Moyes, in occasione di un’amichevole di precampionato del suo Everton contro il West Ham. A oggi, i Toffees detengono probabilmente il singolare record di rosa più corta d’Europa. Soltanto 18 giocatori – senza contare gli eventuali rinforzi arroulati in emergenza dal vivaio. Qualcosa in decisa controtendenza rispetto ai canoni – e al calendario – del calcio moderno. E se in parte si tratta di una politica ben precisa intrapresa dai vertici del club, quando ormai agosto è alle porte è evidente che non tutto sta andando per il verso giusto. Parla la preoccupazione di Moyes.

La vicenda non deriva da particolari problemi finanziari o di gestione. Dallo scorso dicembre l’Everton è quasi interamente di proprietà dei Friedkin, la stessa famiglia che sta sostenendo l’ambizioso calciomercato della Roma. E dopo una stagione di assestamento, con una tranquilla salvezza assicurata proprio dall’arrivo di Moyes in panchina, ora la priorità dichiarata è aprire un nuovo ciclo tecnico senza fare il passo più lungo della gamba. Dunque rinnovi di contratto col contagocce e acquisti mirati. All’inizio di luglio, l’Everton s’era presentato al via con solamente 14 calciatori. Nel corso del mese ne sono arrivati soltanto altri quattro. Uno per reparto: il portiere Mark Travers dal Bournemouth, il giovane terzino Adam Aznou – proveniente dal Bayern –, Carlos Alcaraz a centrocampo – che nulla ha a che fare con l’omonimo asso del tennis: è brasiliano scuola Flamengo – e Thierno Barry dal Villarreal in attacco. Tutti innesti di prim’ordine, per una spesa complessiva da quasi 60 milioni di euro. Però, appunto, restano pochi.

“Finora abbiamo dato priorità agli obiettivi tecnici che cercavamo”, spiega Moyes, “ma stiamo cominciando a pensare che non sia abbastanza. Perché stiamo lavorando duro e non siamo il tipo di club che ha bisogno di vendere un giocatore prima di comprarne altri: abbiamo denaro da spendere e dobbiamo spenderlo bene. E a questo punto abbiamo un disperato bisogno che le cose vadano avanti. Il tempo stringe, la finestra di mercato si fa sempre più stretta”. Moyes è un allenatore esperto ed è perfettamente consapevole che affrontare una stagione intensa e logorante come quella inglese – anche senza coppe europee: Premier, FA Cup, EFL Cup – sarebbe proibitivo senza una panchina sufficientemente lunga. Il 18 agosto ci sarà il debutto in campionato in casa del Leeds. Subito dopo il primo match tra le mura amiche contro il Brighton: il paradosso è che tra i blu di Liverpool c’è una nuova presidenza, un nuovo stadio da inaugurare. Ma rischia di mancare il festeggiato. Per intenderci: le prossime avversarie dell’Everton possono contare entrambe fra i 30 e i 35 giocatori. Mischiamo le squadre?

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