Il partito tedesco AfD aveva scelto il giallo e il nero per la propaganda a Dortmund, ma il Borussia non voleva essere associato all’estrema destra e ha fatto bloccare la campagna

Non è la prima volta che il movimento di estrema destra si scontra con il mondo del calcio
di Redazione Undici 08 Agosto 2025 alle 12:00

L’ascesa del partito di estrema destra AFD, Alternative für Deutschland, alle ultime elezioni in Germania ha avuto un impatto anche nel mondo del calcio. Il St Pauli, squadra dell’omonimo e multiculturale quartiere di Amburgo, da sempre aperta a ogni forma di inclusione, tolleranza e rispetto di ogni identità, qualche mese fa si era schierato contro le politiche del movimento. I dirigenti del club, infatti, si erano presentati alle interviste pre-partite con un adesivo con la scritta “Björn Höcke è un nazista” una chiara presa di posizione contro l’ala più radicale di AFD, Der Flügen, di cui Höcke è l’ex leader. Ora un nuovo caso ha riguardato il Borussia Dortmund.

Come riportato da Der Spiegel, il BVB ha ottenuto un’importante vittoria legale contro il partito. Il circolo locale di AFD a Dortmund ha infatti accettato di ritirare un adesivo elettorale utilizzato nella campagna per le elezioni comunali, che recitava: «Nel calcio il giallonero, la domenica blu». L’iniziativa che accostava i colori sociali del Borussia a quelli del partito, non è piaciuta al club, che ha immediatamente diffidato l’AfD e il deputato Matthias Helferich. La richiesta era chiara: cessare immediatamente ogni utilizzo dell’immagine e dei colori del BVB a fini politici.

La diffida è stata sottoscritta lunedì dal circolo AFD di Dortmund, come ha comunicato ufficialmente il club martedì. L’accordo prevede anche una penale in caso di violazione futura e l’assunzione delle spese legali, pari a circa 4.000 euro. La posizione della società è stata netta sin dall’inizio. In una nota diffusa durante il fine settimana, un portavoce del club aveva dichiarato: «Si tenta in modo illecito di creare un’associazione tra il Borussia Dortmund e una certa ideologia politica, suggerendo che un tifoso debba votare AFD. È un messaggio che non possiamo e non vogliamo tollerare, contrario ai valori del nostro club».  Nella lettera redatta dagli avvocati del BVB si sottolineava inoltre che «il logo, i colori sociali e tutta la comunicazione del Borussia si basano su una combinazione giallonera unica al mondo, riconoscibile a livello internazionale».

Dopo aver ricevuto la diffida, Helferich e il candidato sindaco dell’AFD a Dortmund, Heiner Garbe, avevano proposto pubblicamente di donare i 4.000 euro (più 1.000 euro a testa) a un istituto per bambini, ma il club non ha preso in considerazione l’offerta. Helferich ha comunque dichiarato di voler effettuare una donazione dopo il voto, indipendentemente dall’esito del confronto. Un segnale chiaro da parte del BVB, deciso a difendere la propria identità e i propri valori da qualsiasi forma di strumentalizzazione politica.

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