Negli ultimi cinque anni il Liverpool ha incassato 230 milioni di euro grazie alla cessione dei giocatori cresciuti nel settore giovanile

I Reds stanno investendo tantissimo nella loro Academy, anche perché hanno già raccolto un bel po' di frutti per il loro lavoro.
di Redazione Undici 04 Settembre 2025 alle 15:22

Per chi non se ne fosse accorto, il Liverpool ha speso quasi 500 milioni di euro sul mercato estivo 2025. La squadra di Slot si è portata a casa giocatori del calibro di Isak, Wirtz (per questi due calciatori i Reds hanno battuto per due volte, nella stessa sessione, il record per l’acquisto più oneroso nella storia della Premier League), Ekitiké, Kerketz, Frimpong e Leoni, eppure non ha dovuto far fronte ai paletti imposti dal Fair Play Finanziario. Sembra impossibile, ma a parte la gestione oculata delle finanze, i Reds sono riusciti in questa piccola impresa grazie a una fonte continua di guadagno: il loro settore giovanile. Negli ultimi cinque anni, infatti, dalle parti della Merseyside hanno sfornato una serie di talenti rivenduti a diversi club di Premier, di Championship e di altri campionati, riuscendo a guadagnare oltre 230 milioni di euro.

Solo quest’estate, il Liverpool ha incassato 96, 5 milioni di sterline grazie alle cessioni di Trent Alexander-Arnold (al Real Madrid), Caoimhin Kelleher (al Brentford), Nat Phillips (al West Bromwich Albion), Jarell Quansah (al Bayer Leverkusen), Tyler Morton (al Lione) e Ben Doak (al Bournemouth).
Imoltre Harvey Elliott, arrivato dal Fulham a 16 anni per 4,3 milioni, è passato all’Aston Villa l’ultimo giorno di mercato con la formula del prestito con obbligo di riscatto fissato a 35 milioni. Un modello economico autosostenibile del gruppo Fenway Sports Group, proprietario del club, che in pratica reinveste tutti i proventi generati attraverso la proria Academy. Considerando che i costi annuali del centro sportivo di Kirkby sono di circa 11 milioni di eoru, si può dire che l’intero modello si ripaghi da solo. E anche abbondantemente.

Secondo i dati del club, nella stagione passata, i giocatori formati nel vivaio hanno totalizzato il 18% dei minuti giocati in campionato. Nessun altro club di Premier ha fatto meglio: il Manchester United si è fermato al 16,3%, il Chelsea al 14,5%. I nomi più riconsocibili allevati nell’Academy sono sicuramente quelli di Alexander-Arnold e Curtis Jones, ma anche Bradley, Elliott, Quansah, Kelleher, Danns e Jaros hanno contribuito ai successi delle ultime stagioni. Altri giovani come Nyoni, Morton, McConnell, Mabaya e Ngumoha sono andati in prestito e/o hanno risalito la gerarchia delle giovanili con ottimi risultati, e si candidano a essere protagonisti – a livello tecnico, ma anche economico – del club. A cominciare ovviamente da Ngumoha, già decisivo per la vittoria in casa del Newcastle.

All’inizio dell’anno, l’agenzia di consulenza sportiva Twenty First Group, che lavora con diversi club di Premier, ha calcolato che Alexander-Arnold ha fatto risparmiare al Liverpool circa più di 150 milioni di euro milioni durante le sue nove stagioni in prima squadra, considerando le sue prestazioni e i costi che il club avrebbe sostenuto per acquistare e mantenere un terzino destro del suo livello. «Ho sempre voluto che il vivaio avesse un ruolo importante», ha rivelato a The Athletic Alex Inglethorpe, responsabile dell’Academy del Liverpool dal 2014. «Abbiamo vinto trofei in passato grazie al contributo dei nostri giovani, ma conquistare la Premier League con più minuti giocati da prodotti del vivaio rispetto a qualsiasi altro club è il massimo. Un altro aspetto importante è che, se guardiamo alla Premier League, siamo sesti per investimenti per l’Academy. Questo vuol dire che non abbiamo comprato i risultati, altri club investono molto più di noi».

Oltre a valorizzare i giovani locali, come Alexander-Arnold, Jones e Quansah, il Liverpool continuerà a integrare l’Accademia con talenti prelevati da altri club, quando serve colmare certe lacune. Un esempio perfetto è proprio quello di Ngumoha, arrivato dal Chelsea l’anno scorso: a 16 anni, dopo aver impressionato i tifosi e i giornalisti per tutta l’estate, è diventato il più giovane marcatore nella storia del Liverpool in Premier League. «Rio ha qualità straordinarie», ha detto Inglethorpe, «mi piace vederlo giocare in prima squadra. Ma entrare è una cosa, restare è un’altra. È umile, con i piedi per terra. Ama essere messo alla prova. Ha ottime influenze calcistiche intorno a lui. Lo definirei un ragazzo a bassa manutenzione». L’estate ha portato anche un rinnovamento dello staff tecnico dell’Academy, per mantenere alto il livello di formazione: Matt Newberry, ex responsabile del reclutamento e dei prestiti, è diventato Head of Global Talent. Chris Dowling, poi,  attualmente a capo del reclutamento dei ragazzi, ha avuto un ruolo chiave nelle firme di Ngumoha e di Trey Nyoni (preso dal Leicester nel 2023). E in vista c’è un progetto di rifacimento del centro di Kirkby, con investimenti pari a 25 milioni per migliorare le strutture indoor, per allargare lo staff e anche per costruire dei nuovi campi di padbol. Tutto per continuare a coltivare il talento, quindi per continuare a guadagnare.

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