Per provare a vincere la Ryder Cup, il Team Europa ha acquistato anche Gianfranco Zola

Lo storico fantasista di Parma e Chelsea avrà tutt'altro che un ruolo simbolico: data la sua enorme esperienza nel calcio, unita alla recente passione per il golf, Molinari e compagni sono convinti che potrà essere il mental coach ideale.
di Redazione Undici 24 Settembre 2025 alle 17:46

Sarà un torneo difficilissimo. E ci sarà bisogno dei migliori di tutti: foss’anche di un altro sport. Così succede che Gianfranco Zola, storico fantasista della Nazionale, affiancherà il Team Europa in occasione della Ryder Cup 2025, che si svolgerà negli Stati Uniti tra il 25 e il 28 settembre. Il nuovo ruolo di Zola? Nessun gol, nessuna pallina da mettere in buca: sarà l’autista del buggy da corsa – la tipica vettura impiegata nel campo da gioco – di Francesco Molinari. Una novità all’apparenza sorprendente, anche se l’ex capitano del Cagliari è ormai da anni nel grande giro del golf. Giocatore appassionato, esperto motivatore, compagno di squadra ideale. Ancora una volta.

L’amicizia tra Zola e Molinari è nata e cresciuta a cavallo dei rispettivi sport: nel 2009 Gianfranco allenava il West Ham e in quel mentre Francesco si trasferiva a Londra appassionandosi a sua volta agli Hammers. Da allora sono seguite partite su partite, in commistione continua, sempre più spesso fianco a fianco. La Ryder Cup però è un’altra cosa. E il prestigio di salire a bordo del team – su invito del capitano Luke Donald, di cui Molinari è il vice –, rappresenta per Zola un vero e proprio salto di qualità anche in questa disciplina, dopo essersi progressivamente allontanato dal mondo del calcio (la sua ultima esperienza risale al 2019, quando fu il vice di Sarri al Chelsea).

Per il Team Europa non si prospetta una competizione semplice: è da 13 anni che non riesce la conquista del torneo sul suolo americano. E la presenza di Zola va ben oltre la pura comparsa simbolica o carismatica: è stato scelto proprio per la sua esperienza e capacità di gestire la pressione di fronte a un pubblico a ostile, che potrà tornare utile anche sui prati di Long Island. In confronto agli stadi inglesi o italiani, il contesto golfistico è decisamente edulcorato. Ma non da sottovalutare: “Prima di tutto bisogna crearsi attorno una sorta di bolla protettiva”, ha spiegato Zola a Sky Sports. “Lo impari in fretta giocando a calcio, perché l’atmosfera è incandescente. Dunque va sfruttata a proprio fantaggio: occorre tramutare la tensione in energia positiva, senza perdere la concentrazione. Visti i campioni che scenderanno in campo alla Ryder Cup, sono convinto che non sarà un problema”.

Finora Zola, negli ultimi tempi, aveva regolarmente preso parte a tornei golfistici amatoriali. E anche all’evento speciale Icons of Football, dove leggende del pallone come lui, Nemanja Vidic, Dwight Yorke, ma anche John Terry e Teddy Sheringham, si sono affrontate l’anno scorso a Bangkok in una sfida all’ultima buca. Ma il richiamo dell’America, appunto, resta un gradino sopra gli altri. Per Gianfranco era stato così nel calcio – estate ’94, ridicola espulsione contro la Nigeria e braccia incrociate che segnarono un Mondiale – e potrebbe di nuovo esserlo nel golf, tre decenni dopo. Sperando che stavolta arrivi pure il lieto fine.

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