Il calcio sta sperimentando una nuova strada per i diritti tv: venderli agli youtuber

È un modo molto redditizio per intercettare le nuove generazioni: lo stanno capendo anche leghe e federazioni europee.
di Redazione Undici 14 Ottobre 2025 alle 14:04

La Nazionale delle nuove generazioni, per le nuove generazioni. Sulle loro piattaforme di riferimento: d’ora in avanti, per i prossimi due anni, succede infatti che le partite della Francia Under 21 saranno trasmesse in esclusiva online su Twitch e YouTube. È il frutto dell’accordo siglato dalla FFF – la Federcalcio transalpina – e lo youtuber Zack Nani, che conta un bacino d’utenza da quasi 2 milioni di giovanissimi. Nani sarà così autorizzato a trasmettere i match dei Bleuets – si parla di almeno 14 match tra 2025 e 2027, comprese nove gare di qualificazione agli Europei di categoria – e annuncia la notizia come “il modo per cambiare i codici della comunicazione e provare a mostrare il calcio come i broadcast tradizionali non fanno”.

Quello di Nani non si tratta di un unicum nel panorama sportivo, ma dell’ultimo esempio di un fenomeno già di tendenza. Contemporaneamente, in Inghilterra, un altro youtuber di successo – Mark Goldbridge, artefice di The United Stand, un canale da un milione di iscritti per seguire tutte le vicissitudini dei Red Devils – ha appena trovato l’intesa con la Deutsche Fussball Liga per trasmettere 20 partite della Bundesliga 2025/26 in diretta su YouTube. Bayern-Lipsia, la prima di queste gare, lo scorso agosto ha registrato quasi 500mila spettatori insieme a Goldbridge. Un’evoluzione stilistica e contenutistica che certifica il rapido adattamento del calcio per intercettare la sempre più incombente Gen Z. Cioè il pubblico con il più alto potenziale – anche per una semplice questione temporale – di fidelizzazione a lungo termine.

Rispetto ai primi salti nel vuoto da parte degli streamer, in tempi recenti anche le principali leghe e federazioni europee stanno prendendo atto di un mondo che cambia in fretta, scegliendo di vendere i propri diritti televisivi anche a chi, fino a poche stagioni fa, non rappresentava un interlocutore sufficientemente istituzionale (se non ancora credibile, monetizzabile). Dunque è importante fare di necessità virtù: pure in Italia c’è chi sdogana le barriere, come Cronache di Spogliatoio che da qualche anno trasmette su YouTube la finale di Copa del Rey o di EFL Cup.

D’altro canto c’è anche chi s’affida a modelli di sviluppo opposti, come la MLS negli Stati Uniti che ormai va a braccetto con Apple TV: un accordo commerciale particolarmente redditizio per il calcio americano, con importanti ritorni di pubblico e telespettatori. Ma con potenziali limitazioni future: vista la concorrenza tra Apple e Google – a cui fa capo YouTube – è difficile immaginare che personaggi come Zack Nani o Goldbridge possano sbarcare in modo analogo anche a quelle latitudini. Servirà tempo, per vedere come reagiranno il mercato e tutte le parti in causa. È chiaro a tutti però che in quanto al modo di fruire e seguire il calcio siamo entrati in una fase di concitata transizione. Il nuovo fronte dello share è la folta comunità online.

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