Per Jannik Sinner il successo arriva soltanto se c’è un grande lavoro di squadra, anche e soprattutto nel tennis

In un evento organizzato da Nike a Torino, il tennista numero uno del mondo ha parlato del rapporto profondissimo che con i suoi coach, Simone Vagnozzi e Darren Cahill.
di Redazione Undici 07 Novembre 2025 alle 11:33

È un errore pensare al tennis, anche al singolare, come uno sport individuale. E non solo perché lo staff tecnico dei giocatori è sempre più riconoscibile, sempre più importante, ma anche perché il gioco è arrivato a un punto di complessità altissimo, soprattutto ai massimi livelli. Allora c’è bisogno di un gruppo di lavoro rodato, affiatato, in grado di sintonizzarsi sulle caratteristiche del tennista. Nel caso di Jannik Sinner, l’assortimento e l’affiatamento tra Simone Vagnozzi e Darren Cahill conferma tutto questo. Nel senso che la formazione di questa coppia, di fatto, ha portato il tennista italiano in cima al Ranking ATP. In cima al mondo.

Sinner ha parlato di tutto questo in un evento organizzato da Nike nel suo store di Via Roma, a Torino, quando ormai siamo alla vigilia delle ATP Finals. Insieme a lui, oltre ai sue due coach e a Lisa Offside, c’erano anche tanti allievi delle scuole tennis torinesi. Che hanno potuto ascoltare, dalla viva voce del giocatore numero uno al mondo, quanto sia importante farsi guidare da persone in cui si crede, dalla famiglia fino agli allenatori: «Condivido tanti valori con Darren e Simone. Sono andato via di casa che avevo 13 anni e ho fatto un percorso di crescita con chi mi seguiva dal punto di vista tennistico, i miei genitori li vedevo veramente poco. Ho lavorato con diversi allenatori, a volte va bene e altre male, com’è normale che sia. Vagnozzi e Cahill sono due allenatori diversi, due persone diverse, ma hanno due cose in comune: tanta passione e non ci piace perdere. E poi condividiamo anche tante cose fuori dal campo, quando sono con loro a volte finisco per dimenticare che sono i miei coach».

Sinner ha parlato di sé in modo molto equilibrato, riconoscendo quelli che sono i suoi pregi e i suoi difetti: «Ho ancora 24 anni, spesso faccio fatica ad ascoltare. Sbaglio tanto, non sono perfetto, è normale. Anche il mio rapporto con gli allenatori è particolare, ci sono giorni in cui sento di voler più supporto, giorni in cui forse ne farei a meno. Allo stesso tempo, però, sono una persona che riconosce e ammette i suoi errori. Dopo aver discusso, quando tutto è tornato normale, ci sentiamo ancora più legati. Anche perché i miei allenatori sono sempre molto onesti con me, sia nei momenti buoni che in quelli negativi».

In questo senso, quindi, le vittorie di Sinner devono essere considerate come dei successi raggiunti in gruppo. Anzi, Jannik li definisce con termini ancora più significativi: «Condividere è fondamentale, e quando vinco diventa ancora più bello: ogni titolo è un modo per ringraziare chi mi ha aiutato a raggiungerla. Non mi sento mai solo in campo: dietro ogni colpo ci sono la mia famiglia e il mio team». Anche i due allenatori di Sinner si sono espressi nello stesso modo, quasi a voler sottolineare quanto siano profondi i legami che ci sono tra loro e Jannik: «rispetto è alla base, verso il tuo avversario, i tuoi genitori e il tuo team», ha dichiarato Darren Cahill mentre Simone Vagnozzi ha detto che «tra noi c’è molta condivisione, quando Darren è arrivato si è messo subito a disposizione del team ed è stato molto importante».

Nel corso dell’evento a Torino, ci sono stati anche dei momenti divertenti: Sinner ha detto di aver un bellissimo rapporto con il sonno, che ama svegliarsi tardi e che a volte riesce addirittura «ad alzarmi quando mancano solo 45 minuti a una partita: la considero una fortuna, tanti tennisti fanno fatica a dormire, si fanno divorare dalla tensione, io invece mi sveglio, mi riscaldo, mangio e poi mi riaddormento di nuovo». Jannik ha poi coinvolto Vagnozzi e Cahill in un gioco fondato su di lui, una sorta di gara in cui i due allenatori dovevano dimostrare di conoscere bene il loro giocatore. A suggellare l’importanza del gruppo, Sinner ha poi voluto omaggiare il proprio staff e i presenti regalando una T-shirt esclusiva “Team Jannik”, in modo da celebrare un rapporto che, come detto anche durante l’evento, va decisamente al di là del gioco e dei risultati sul campo. La magliestta sarà disponibile al Nike store di Torino nel corso delle prossime settimane.

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