Contro Zverev, Sinner ha fatto sembrare facilissima una partita che non lo era affatto

Una vittoria netta, autorevole, ottenuta contro un avversario che aveva saputo metterlo in difficoltà. E che suggella la qualificazione alle semifinali.
di Redazione Undici 13 Novembre 2025 alle 08:24

Vincere in due set (6-4 6-3) contro il numero tre del mondo significa tanto. Farlo contro Zverev, un giocatore che nelle ultime uscite – Masters 1000 di Parigi a parte – lo aveva messo in difficoltà, è l’ennesima dimostrazione di quanto Jannik Sinner abbia alzato il livello del suo gioco. Oppure, per dirla meglio: di quanto Sinner abbia alzato ancora il livello del suo gioco. Come aveva fatto in tutti i precedenti, nel secondo match del gironcino delle ATP Finals, Zverev ha cercato di mettere in piedi la partita che abitualmente gioca contro Sinner: servizio aggressivo, scambio corto, palle alte da dover gestire. Ecco, in qualche modo è stato anticipato dal Jannik, che è andato subito a esplorare le sue debolezze per aprirsi il campo a molteplici soluzioni. Spingendo sempre con il rovescio, Sinner ha martellato fin da subito sul dritto di Zverev, il suo punto debole. Di fatto Jannik non ha dato il tempo all’avversario di attuare fino in fondo la sua strategia fatta di ace e prime vincenti, anticipandolo costantemente nelle intenzioni. Poi, da vecchio saggio della superficie indoor (fa strano dirlo visto che è parliamo sempre e comunque di un classe 2001), ha alzato il livello quando più serviva.

Nel decimo gioco del primo set è arrivato il primo passaggio a vuoto di Zverev, che in partenza si è ritrovato sotto 0-30. Jannik ha conquistato due set point, ma Sascha ha recuperato da 15-40 a 40-40. Ai vantaggi Sinner ha annullato una palla del 5-5 e chiuso al terzo set point, con uno scambio comandato da fondo e chiuso a rete. Un parziale in crescendo per Sinner, concluso nel migliore dei modi. Eppure il tedesco nel secondo set non è stato certo a guardare che Sinner amministrasse la partita. Anzi, ha provato a prendere il controllo del gioco, ha alzato la pressione, ha costretto Jannik ad annullare ben tre palle break. Merito di un super servizio ritrovato proprio nel momento in cui ne aveva più bisogno. Tra ace e vincenti è sempre emerso dalle difficoltà, mantenendo il vantaggio nei turni in battuta e frustrando l’avversario che non ha trovato nessuno spiraglio per incrinargli le certezze.

Quando è calato un po’ il servizio di Zverev, però, non c’è stata più partita. Jannik ha preso il volo nel sesto game, salendo 30-40 dopo un errore in lunghezza del tedesco e chiudendo la partita. Come? Prima ha allontanato il tedesco con un ottimo dritto, poi ha piazzato una straordinaria palla corta. Sinner ha letteralmente messo la freccia, tanto che il set è terminato 6-3 in favore dell’azzurro.

Con questo successo, il 28esimo di fila con un tetto chiuso sopra la testa, Jannik ha raggiunto matematicamente la semifinale. L’incontro con Shelton, venerdì, sarà di fatto un allenamento. «Ho battuto molto bene nei punti importanti, sono riuscito a conquistare il break sia nel primo che nel secondo set. Sono contento di aver servito a una percentuale alta. Ci conosciamo bene, abbiamo giocato tante volte nell’ultimo mese e cambia qualcosa tatticamente. Lui è stato molto aggressivo dalla parte del dritto, quindi dovevo stare molto attento. La palla corta l’ho usata nei momenti giusti, adesso giocarla è più automatico». Altro segno di miglioramento e crescita insieme al servizio. Detta così suona facile, ma fidatevi: non lo è per niente. Riesce solo a un campione.

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