Estêvão Willian sta impattando come un meteorite, sul Chelsea e sul calcio europeo

La magia contro il Barcellona è il suo terzo gol in altrettante partite di Champions: soltanto Mbappé e Haaland ci erano riusciti prima di lui.
di Redazione Undici 26 Novembre 2025 alle 04:09

Scatto bruciante sull’out di destra, doppio passo e sassata sotto la traversa. All’improvviso, il pubblico di Stamford Bridge si alza in piedi ad acclamare il nome di Estêvão Willian: una saetta sulla notte di Champions, il nuovo oro del Chelsea che travolge per 3-0 il Barcellona. Ha 18 anni appena, è un attaccante brasiliano cresciuto nel mito di Messi – la classe non ha confini, d’altronde – e sta irrompendo nel calcio europeo con impressionante precocità. Un dato su tutti: Estêvão è il terzo teenager a segnare tre gol nelle sue prime tre partite di sempre in Champions League dopo Mbappé e Haaland. Non proprio gli ultimi arrivati.

E pensare che, a proposito del suo impiego contro i blaugrana, Enzo Maresca aveva scherzato così alla vigilia: «Se Estêvão è deluso per non aver giocato in campionato contro il Burnley, allora non scenderà in campo nemmeno contro il Barça». Chiaramente una battuta, detta col sorriso e la consapevolezza di chi allena tutti i giorni un talento del genere. Veloce, estremamente tecnico, con una gran visione di gioco e soprattutto una personalità non comune alla sua età. Altrimenti non si ridicolizza in malo modo – eppure pulitissimo, per pura bravura – due promettenti difensori come Balde e Cubarsí. E non si stravince lo scontro a distanza con il coetaneo Yamal: chiaro, un semplice scontro diretto non significa granché – e tutti i record frantumati dal 10 del Barcellona restano lontano anni luce – ma probabilmente non esistono altri classe 2007 in grado di mettere così in ombra, per 90 minuti, il prodigioso Lamine.

Estêvão invece esce da un martedì sera da favola con la palma da Man of the Match e la consapevolezza di avere non solo il futuro, ma già il presente a portata di mano. «Tutto è successo così rapidamente per me, ancora prima che lo realizzassi», ha raccontato il ragazzo visibilmente raggiante (come chiunque al suo posto, se finisse per battere il Barcellona nell’anno del diploma di maturità). «Il gol? Ho trovato un po’ di spazio, mi sono fatto strada e il resto è venuto da sé. Spero di segnarne tanti altri: è un momento davvero speciale della mia carriera. Decisamente il migliore finora, pure davanti agli occhi della mia famiglia».

Estro e caratteristiche da bello de notte, visto che delle sue quattro reti segnate finora con la maglia dei Blues ben tre sono arrivate nella massima competizione europea. Era difficile immaginare un avvio migliore, nonostante le alte aspettative sul suo conto: Estêvão era arrivato in estate dal Palmeiras per la notevole cifra di 34 milioni più 23 di bonus, ma a conti fatti potrebbero perfino rivelarsi pochi. Maresca lo sta valorizzando al massimo. E Ancelotti ne sta già facendo un punto fermo della Seleção: sono già cinque i suoi gol nelle ultime sei presenze in Nazionale. Il Mondiale americano è dietro l’angolo e potrebbe vederlo subito protagonista – chissà, magari davanti agli occhi del suo idolo Messi. Ma intanto c’è il Chelsea. E se queste sono le premesse, Estêvão continuerà a meravigliarlo. Da un big match all’altro.

>

Leggi anche

Calcio
Gli allenatori MLS fanno una fatica tremenda quando si trasferiscono in Europa, e per il momento non ci sono eccezioni
Gli ultimi casi, quelli di Nancy al Celtic e di Ramsay al WBA, sono una conferma praticamente definitiva: la lega nordamericana, ora come ora, non è ancora in grado di formare tecnici pronti a lavorare nel calcio d'élite.
di Redazione Undici
Calcio
Per cercare di recuperare una maglia indossata durante un suo concerto, il Celta Vigo ha scritto una lettera a Madonna
Nel 1990 la regina delle pop star si è esibita nello stadio del club galiziano, e una sua foto con la divisa celeste è diventata leggendaria. Al punto che la presidente del Celta sta facendo davvero qualsiasi cosa pur di ritrovarla.
di Redazione Undici
Calcio
I club dell’Arabia Saudita adesso vogliono giovani talenti e stanno saccheggiando i club francesi, ma in realtà li aiutano a sopravvivere
Tutta questione di efficienza di (calcio)mercato: Monaco, Rennes e altre squadre di Ligue 1 hanno bisogno di vendere, la Saudi Pro League ha bisogno di comprare.
di Redazione Undici
Calcio
Nonostante l’esasperazione degli schemi e del gioco fisico sulle palle inattive, l’International Board non ha intenzione di intervenire sul regolamento
Ma secondo diversi allenatori, come Arne Slot, le zuffe in area piccola restano uno dei motivi per cui il calcio "non è più un piacere per gli occhi".
di Redazione Undici