Il Milano Speed Skating Stadium è una delle venue dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026. E se ne sta parlando molto, in questi giorni, perché sull’ovale ghiacciato lungo 400 metri è andata in scena la tappa di Coppa del Mondo Junior di pattinaggio di velocità, valida come test event per la struttura in vista del prossimo febbraio, quando ad affrontarsi per le medaglie a cinque cerchi saranno i big della disciplina. La struttura è nata dall’unione dei padiglioni 13 e 15 del polo fieristico di Rho, dove si trova anche la Milano Rho Ice Hockey Arena, ricavata anch’essa dai padiglioni 22 e 24 e destinata, per l’appunto, al torneo olimpico di hockey su ghiaccio. Una scelta che ha ridotto, e non poco, i tempi e i costi di realizzazione, e che assicura un futuro oltre i Giochi.
Lo Speed Skating Stadium vanta una superficie di 35mila metri quadrati e può ospitare fino a 7.500 persone sugli spalti. L’investimento complessivo di 25 milioni di euro, fortemente voluto dalla Fondazione Fiera Milano, è stato realizzato in modo che l’area venga utilizzata in futuro per ospitare numerose tipologie di eventi – si parla soprattutto di concerti e iniziative culturali, ma anche di manifestazioni sportive di vario tipo, con la possibilità di avere circa 35mila posti in piedi e 12mila a sedere. Un po’ com’è successo per l’Oval Lingotto di Torino 2006, che negli ultimi vent’anni ha ospirato fiere, festival, concerti e gare di diverse discipline, con la differenza che in questo caso l’impianto è stato costruito da zero.
Nella due giorni di gare under 20 sul ghiaccio, in tanti si sono diretti a Rho sfruttando il costo simbolico dei biglietti fissato a 1-2 euro. Negli stessi giorni, a pochi passi si svolgeva anche la Milan Games Week, una delle fiere più visitate del polo, una appuntamento fosso ormai dal 2011. A dimostrazione della possibilità di ospitare più eventi in simultanea e attrarre pubblici diversi. Sarà stata l’aria di casa, ma gli Azzurrini impegnati nel test event hanno raccolto fin dal sabato risultati importanti. Sono stati cinque i podi conquistati dai componenti della squadra italiana, compresi tre successi nei 3000 neo-senior maschili (dove gli italiani sul podio sono stati addirittura due) e nelle due team pursuit al maschile e al femminile. Ottimi segnali per il futuro della disciplina, che negli ultimi anni ha regalato sempre grandi soddisfazioni nelle grandi manifestazioni internazionali.
In vista di Milano Cortina, invece, l’Italia farà affidamento sui suoi big, come la romana Francesca Lollobrigida, che a Pechino 2022 aveva firmato la prima medaglia azzurra con l’argento nei 3mila metri – dopo era arrivato anche il bronzo nella mass start. Attenzione anche a Davide Ghiotto, già bronzo sui 10mila metri a Pechino 2022, e ad Andrea Giovannini, che ha messo la firma sulla prima affermazione stagionale per gli Azzurri nella mass start a Calgary. E ovviamente non dimentichiamo Arianna Fontana, ancora a caccia di un pass olimpico sulla pista lunga.