Come Michael Jordan e Mohammad Ali, Lindsey Vonn ha scritto un’altra pagina di storia di una carriera strepitosa, tornando sul gradino più alto del podio sei anni dopo essersi ritirata dalle competizioni. Con il trionfo a St. Moritz, nella prima discesa libera stagionale, la fuoriclasse statunitense è diventata l’atleta più anziana di sempre a imporsi in una gara di Coppa del Mondo di sci alpino, aggiornando il record dello svizzero Didier Cuche, capace nel 2011 di imporsi a 36 anni e 5 mesi. Un trionfo che, oltre a rimpinguare i numeri eccezionali della sciatrice nativa del Minnesota, stupisce per come è maturato. A 41 anni e 55 giorni, Vonn ha infatti interpretato in maniera perfetta la pista Corviglia (dove aveva già vinto cinque volte), infliggendo alle rivali distacchi abissali. La vincitrice ha fermato il cronometro a 1:29,63, con 98 centesimi di vantaggio sulla seconda classificata, l’austriaca Magdalena Egger, e un secondo abbondante su Mirjam Puchner, altra austriaca, che ha chiuso il podio. Quarto posto per Sofia Goggia, non al meglio della condizione e sotto tono nella prima parte del tracciato, a fronte di una seconda fase eccellente, utile per risalire la classifica e concludere in quarta posizione.
Come detto, però, il successo di Vonn segna un momento storico per lo sci alpino femminile. E non solo perché certifica ancora una volta la grandezza della miglior velocista della storia: lasciato l’agonismo nel 2019, anche per i continui dolori dovuti ai tanti infortuni patiti in carriera, la campionessa americana è tornata a inforcare gli sci a fine 2024, con l’obiettivo di essere competitiva in prospettiva Milano Cortina 2026. Al di là dell’iniziale periodo di assestamento dopo sei anni di inattività, inevitabile per ritrovare confidenza con la pressione e l’adrenalina delle gare (con il guizzo di un secondo posto in Super G a Sun Valley centrato alla fine della stagione scorsa), adesso è chiaro a tutte le rivali che per mettersi al collo una medaglia a cinque cerchi bisognerà fare i conti anche con l’atleta americana. Che, dopo l’oro in discesa libera a Vancouver 2010 e i due bronzi in Super G, sempre nell’edizione canadese, e in discesa a PyeongChang 2018, accarezza l’idea del grande colpo sulla pista più amata in assoluto.
«A Cortina mi sentirò a casa, perché per la prima volta disputerò le Olimpiadi su una pista che conosco bene. A differenza delle altre edizioni dei Giochi, dove avevo sciato una o due volte sullo stesso pendio, questa volta è tutto diverso ed è un’opportunità enorme per me», ha spiegato Vonn. Parole giustificate dai numeri oltre che dalle sensazioni, come spesso capita nel caso dei campionissimi. Sulla pista della più nota località sciistica italiana la Vonn ha conquistato il primo podio in Coppa del Mondo, un terzo posto nella discesa libera del 2004. Pensare che 22 (!) anni dopo sia ancora tra le favorite per il successo a cinque cerchi è qualcosa di straordinario, a prescindere da quello che sarà il suo piazzamento finale.
Il feeling con il luogo è speciale, tanto da precisare più volte che «se le Olimpiadi fossero state altrove, non credo sarei tornata a sciare». A proposito di momenti da ricordare: nel 2015, sempre a Cortina d’Ampezzo, Vonn ha centrato la vittoria numero 63 in Coppa del Mondo, segnando un record battuto successivamente soltanto dalla connazionale, e irraggiungibile, Mikaela Shiffrin (capace di imporsi in 104 gare della coppa iridata). «Devo fare bene i conti ma credo di aver gareggiato 40 o 50 volte sull’Olimpia delle Tofane», ha specificato Vonn, che detiene tuttora il primato per i successi in Coppa del Mondo a Cortina (12).
Spinta dalle motivazioni per continuare ad arricchire una carriera leggendaria, Lindsey Vonn si è preparata al meglio per la stagione, con allenamenti in Utah, Cile e Nuova Zelanda, testando piste e materiali diversi (inclusi più di trenta modelli di scarponi diversi). L’attenzione ai dettagli è stata massima, anche perché l’obiettivo è arrivare nelle condizioni migliori per le gare di febbraio, per salire sul podio in discesa libera e in Super G. Lasciandosi indietro i dubbi sulla protesi in titanio al ginocchio sinistro operato nell’aprile 2024 e sfruttando il periodo di magra delle concorrenti, divise tra chi è rallentata da infortuni (come Federica Brignone e Lara Gut) e da chi è ancora alla ricerca della forma migliore (come Goggia e l’austriaca Huetter). «Sono stata ferma a lungo, ma punto al massimo. Perché sciare è un po’ come andare in bicicletta e io sono tornata a fare ciò che ho fatto per la maggior parte della mia vita», ha detto Vonn in proiezione Cortina 2026. Dopo la vittoria numero 83 in Coppa del Mondo, ciliegina su una torta di platino che conta 139 podi, quattro Sfere di Cristallo e 16 Coppe di specialità, Vonn può guardare con fiducia al futuro prossimo, forte della «preparazione più disciplinata della mia carriera, grazie alla quale ho guadagnato 5,5 kg di massa muscolare». Come a dire che il risultato di St. Moritz non deve stupire, perché il meglio deve ancora venire.