Per ricostruire il Camp Nou, oltre a tutte le spese e agli enormi ritardi, il Barcellona ha dovuto pagare delle multe milionarie

Più che un restauro, la ricostruzione dello stadio è un calvario. Che il club blaugrana difficilmente avrebbe potuto gestire peggio.
di Redazione Undici 02 Gennaio 2026 alle 16:51

915 giorni in auto-esilio al Montjuïc. Così il Barcellons si è sentito addosso tutta la fatica, a partire dai continui ritardi sulla tabella di marcia prima di essere finalmente tornati a giocare al Camp Nou nel tardo autunno. Ma non basta: se da un lato la dirigenza blaugrana esulta per il via libera straordinario ottenuto anche per ospitare le gare di Champions League, dall’altro gli strascichi dell’estenuante ristrutturazione persistono. Sia sul piano economico, sia su quello legale. L’ultimo imprevisto è una salatissima raffica di multe, che il Barça dovrà pagare per una lunga serie di leggerezze (nel più benevolo dei casi) commesse nel corso degli ultimi anni.

Come racconta Diário As, la cifra complessiva delle sanzioni ammonterebbe a quasi tre milioni di euro. Una parte riguarda Extreme Works, la ditta incaricata dal Barcellona per lo svolgimento dei restauri: stando a un’ispezione delle autorità locali, avrebbe impiegato 79 operai extracomunitari senza regolare permesso di soggiorno. Inoltre i medesimi hanno raccontato di aver ricevuto tutte le rassicurazioni necessarie per lavorare, contando su una documentazione pregressa ottenuta in altri paesi dell’Unione Europea. E così hanno preso parte al cantiere per quasi un anno.

L’altra serie di multe, sempre legata alla manodopera, colpisce ancora più direttamente il Barcellona: il club catalano è stato accusato di frode sindacale per non aver rispettato gli orari di lavoro nei cantieri del Camp Nou. I blaugrana avevano infatti una licenza per lavorare al nuovo dalle 8 alle 20 con i macchinari, e fino alle 21 per il semplice personale: il Comune di Barcellona ha invece riscontrato «diverse attività non autorizzate». Inoltre, nel mese di agosto sono stati anche rilevati «lavori fuori orario». A quel punto era inevitabile che scattasse la sanzione amministrativa.

Insomma, la fretta per ritornare a casa pare abbia portato il Barcellona, più o meno inconsapevolmente, a forzare un po’ la mano. E anche in termini di immagine queste sanzioni non migliorano un quadro complessivo già denso di polemiche, con i tifosi risentiti per l’intera costruzione del nuovo Camp Nou. Che prima è stato un sogno, poi è diventato una chimera. Adesso è realtà, ma in ogni caso dopo un vero e proprio calvario. Lungo e anche costoso. 

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