L’addio dell’Everton ha quasi azzerato il movimento intorno a Goodison Park, ma per qualcuno non è esattamente un dramma

Il campo ora è utilizzato dalla squadra femminile, e così l'afflusso si.è ridotto notevolmente: un problema per i commercianti, una buona notizia per i residenti.
di Redazione Undici 02 Gennaio 2026 alle 18:12

Il trasferimento dell’Everton nel suo nuovo stadio è stato lungo e complicato. Alla fine tutto è andato come doveva, al netto dei ritardi e dei problemi accusati durante i lavori, e così i Toffees hanno abbandonato Goodison Park. Che inizialmente doveva essere demolito, ma poi è diventato la casa della squadra femminile, l’Everton Women. I tifosi blu di Liverpool sono stati contenti di questa scelta, ma per il quartiere che vive e che pulsa intorno allo stadio le cose sono decisamente cambiate. Il motivo è molto semplice da individuare: nei giorni delle partite dell’Everton maschile, e non solo in quelli, il movimento intorno a Goodison Park si è praticamente azzerato; e poi le donne portano allo stadio circa 6mila spettatori di media per ogni partita, una quota decisamente inferiore rispetto a quanto avveniva fino alla stagione scorsa.

Le conseguenze di questa nuova situazione sono ovvie: i negozianti intorno a Goodison Park hanno visto calare in modo considerevole i loro introiti, mentre i residenti del quartiere circostante – come tutti i vecchi stadi inglesi, l’ex impianto dell’Everton sorge praticamente in mezzo alle case – ne hanno guadagnato in tranquillità. Il magazine francese So Foot è andato a vedere che aria si respira e ha raccolto un po’ di testimonianze: John, storico tifoso dei Toffees che abita a pochi passi da Goodison Park, ha raccontato che «fino all’anno scorso, qui intorno c’erano sempre turisti che venivano a scattarsi foto, a comprare il merchandising ufficiale dell’Everton (anche lo store del club è stato spostato al nuovo stadio, ndr), mentre adesso succede molto di rado».

Un negoziante della zona, Max, denuncia un vistosissimo calo degli affari: «Sapevo che avrei sofferto a causa del cambio di stadio. Ora come ora faccio fatica a tenere in piedi l’attività, a pagare le bollette, dall’ultima partita giocata a maggio i clienti sono praticamente scomparsi». Stesso identico discorso per pub e ristoranti, che da queste parti sono una parte essenziale dei rituali e della cultura del tifo. E le partite dell’Everton Women? Non bastano a (ri)dare un po’ di vitalità a Goodison Park? Risponde Olivia, che vive praticamente a ridosso dei gate di ingresso sugli spalti: «L’atmosfera non ha nulla a che vedere con le partite maschili che si sono giocate fino a un anno fa. Da casa mia, non riesco nemmeno a sentire il pubblico quando c’è un gol».

Come detto, però, non tutti i residenti della zona hanno accolto male il trasferimento dell’Everton maschile. Anzi, per qualcuno l’atmosfera e la vivibilità intorno a Goodison Park sono notevolmente migliorate: Helen racconta che «negli ultimi cinquant’anni, cioè da quando vivo qui, non sono mai stata così bene: non ci sono più tifosi urlanti a tutte le ore, non ci sono più bottiglie di birra sparse per le strade». Anche una sua vicina, Lucy, è della stessa idea: «Prima qui intorno assistevamo a frequenti atti di vandalismo, circolavano diverse persone ubriache, il Wi-Fi funzionava male. Era come un brutto sogno, per fortuna ci siamo svegliati». È evidente: la signora Helen e la signora Lucy non sono appassionate di calcio. Oppure, semplicemente, tengono per il Liverpool.

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