In vista di Milano Cortina 2026, Annika Sieff e Giovanni Bresadola sono le grandi speranze italiane per il salto con gli sci

Gli Azzurri sono ancora lontani dalle grandi Nazionali, ma le Olimpiadi in casa sono un'occasione per iniziare a colmare il gap.
di francesco giordano 02 Gennaio 2026 alle 18:34

Le zero medaglie ottenute nella storia dei Giochi a cinque cerchi spiegano l’atavica difficoltà dell’Italia nel salto con gli sci. Poche strutture, numero di atleti assai limitato e fortissima concorrenza di Paesi in cui saltare con gli sci è parte integrante della storia e della rispettiva cultura. Ciò non toglie che Milano Cortina 2026 rappresenti un’opportunità enorme per dimostrare i progressi compiuti negli ultimi anni. Sì, perché il livello della squadra azzurra migliora in maniera costante, quindi è giusto coltivare un po’ di ottimismo in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026.

L’istantanea sulle condizioni del salto con gli sci italiano è arrivata nelle scorse settimane: prima di Natale sono andati in scena i Campionati Italiani, prova che ha battezzato il Predazzo Ski Jumping Stadium a poco più di un mese dal via delle Olimpiadi invernali, con gli atleti che hanno potuto testare i trampolini in vista dell’appuntamento più atteso del 2026. A vincere sono stati Annika Sieff tra le donne e Giovanni Bresadola tra gli uomini, i due nomi più in vista in chiave Milano Cortina 2026. La saltatrice originaria della Val di Fiemme ha centrato il terzo titolo nazionale grazie a due salti oltre i 90 metri, l’unica tra le partecipanti a superare tale soglia, che le sono valsi un punteggio totale di 206,5 punti. A 240,5 punti è arrivato Bresadola, che con due balzi da oltre 100 metri ha sopravanzato Alex Insam al termine di un gran bel duello. Per il classe 2001 si tratta del bis dopo il successo del 2022, e il feeling col trampolino lascia buone sensazioni in prospettiva olimpica.

Come detto, va rimarcato che gli azzurri restano lontani dalle prime posizioni in tutte le gare. A Milano Cortina saranno sei gli eventi in programma: per i maschi ci saranno le sfide sul trampolino normale, nel trampolino lungo e la gara a squadre maschile; doppio impegno per le donne, con trampolino normale e lungo, mentre a chiudere il programma sarà la gara a squadre miste. A meno di miracoli, insomma, potremmo goderci le evoluzioni in volo ma il podio è questione che non ci appartiene. «Fino a due anni facevo la combinata. E quindi, in ottica olimpica, ho dovuto cambiare percorso. L’obiettivo è arrivare alla gara nelle condizioni migliori per puntare a entrare nella top 10», ha dichiarato Sieff ai canali della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI). La vittoria a Predazzo è stata un toccasana per la classe 2003, costretta allo stop in estate per la rottura di una mano. «Sono felice per il successo, sia per aver dato gloria alle Fiamme Oro, sia per aver gareggiato in casa». Tuttavia, proprio la poca frequenza dei salti è stato ed è spesso uno dei limiti alla crescita dei nostri atleti. «Provare i trampolini olimpici è bello e importante, perché dopo l’estate abbiamo potuto saltare solamente nelle gare estive del Summer Grand Prix, poiché i trampolini sono stati chiusi», ha spiegato la saltatrice a Olympics.com. Quanto all’appuntamento segnato in rosso sul calendario, «l’imperativo è migliorare tecnicamente e sfruttare al meglio le settimane che mi separano dalle Olimpiadi per affinare tanti piccoli dettagli».

Sul fronte maschile, la confidenza con il trampolino è una questione familiare per Giovanni Bresadola, avviato ai salti grazie alle prodezze del fratello Davide, più volte vincitore del titolo italiano. Come per Sieff, anche per Giovanni il trionfo tra i connazionali si è rivelato una ventata di energia per avvicinarsi con fiducia al grande obiettivo stagionale, anche perché è il modo migliore per voltare pagina dopo lo stop obbligato per la rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro, avvenuta nel marzo 2024. «Sono contento per la vittoria, che fa bene al morale e ripaga dopo un anno fermo ai box».

Con la partecipazione ai Giochi invernali casalinghi, Giovanni bisserà l’esperienza olimpica dopo l’esordio a Pechino 2022, anche se resterà ancora distante dal tris del fratello Davide (Torino 2006, Sochi 2014 e Pyeongchang 2018). «Ho iniziato a saltare per lui, guardando lui, dopo che ha gareggiato contro i migliori al mondo alle Olimpiadi di Torino. Io facevo sci di fondo ma col salto è stato un colpo di fulmine». Quanto al rapporto con il fratello maggiore, l’elemento più prezioso è il confronto: «Mi è sempre di supporto, abbiamo un bel legame e mi affido ai suoi consigli per migliorare».

In gara per l’esercito, sul trampolino di casa Giovanni Bresadola dovrà fare meglio del 41esimo posto nel trampolino normale e del 35simo posto nel trampolino lungo rimediati a Pechino 2022. Più che un obiettivo è un obbligo: «Ero andato lì per fare esperienza e non mi aspettavo grandi risultati, stavolta è diverso e, anche se devo trovare il ritmo nelle gare di Coppa del Mondo, le speranze sono diverse». Se appare impensabile uguagliare il settimo posto centrato da Ivan Lunardi ad Albertville nel 1992, tuttora il miglior piazzamento olimpico per i saltatori azzurri, finire nei primi 20 sarebbe un piccolo, grande, passo per il futuro del movimento.

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