Il 2025 dello sci alpino maschile si apre con una delle classiche del calendario di Coppa del Mondo. Anche nella stagione dei Giochi Olimpici in Italia, infatti, a gennaio va in scena lo slalom speciale di Madonna di Campiglio. Un evento, quello sulla leggendaria pista 3Tre, considerato da molti come uno dei più spettacolari per quanto riguarda la specialità più tecnica. 3Tre perché, già negli anni Cinquanta, in Trentino aveva luogo una competizione su tre differenti piste della provincia, prima di spostare il tutto proprio a Madonna di Campiglio nel decennio successivo. Sull’omonima pista, nel secolo scorso, sono andate in scena gare di discesa libera, super-G, gigante e slalom speciale, oltre ad alcune apparizioni per la combinata. Un tracciato apprezzato a prescindere da quale fosse la specialità, tanto che nel 2013 hanno avuto luogo due discese per la Coppa Europa.
Negli ultimi anni, la prova si svolge in notturna e diventa un vero e proprio spettacolo per appassionati e addetti ai lavori. Quello di Campiglio è infatti uno dei pochi “Night Event” della Coppa del Mondo, un tipo di manifestazione che non è soltanto sport, ma anche festa fuori dalle piste. I giorni attorno alla gara sono un vero e proprio evento per il territorio, come accade anche nell’austriaca Schladming. Dopotutto, la località in cui si svolge è una delle mete turistiche più ambite nel periodo invernale per quanto riguarda l’arco alpino, e non solo per chi frequenta le tante piste presenti nei dintorni.
Tornando alla competizione, a Madonna di Campiglio non mancano le sorprese. È il caso dell’ultima edizione, quando a imporsi è stato Albert Popov. Lo specialista bulgaro ha conquistato una sola vittoria in carriera, proprio sul Canalone Miramonti (così chiamato il tratto finale della 3Tre, dove va in scena lo slalom) e un solo altro podio, arrivato per giunta dopo la squalifica di un altro atleta. In classifica generale, invece, non è mai andato oltre la quarantesima posizione. «Credo di aver fatto alzare in piedi tutta la Bulgaria», ha raccontato il classe 1997, ripercorrendo le emozioni di 12 mesi fa. «Quella di Campiglio è stata una serata indimenticabile, non solo per me ma per tutti i miei tifosi a casa. È stata la svolta della mia carriera, mi ha dato fiducia nel modo di sciare e in tutto ciò che c’è dietro ogni gara: l’allenamento, la mentalità, la preparazione. Il Canalone Miramonti è una delle mie piste preferite: più corta di altre ma proprio per questo più tecnica e difficile, perfetta per le mie qualità. E poi gli organizzatori sono fantastici, fanno sempre un lavoro straordinario».
E l’Italia? L’ultima vittoria azzurra risale al dicembre 2005 con Giorgio Rocca, mentre l’ultimo podio è datato 22 dicembre 2020 con Alex Vinatzer. Proprio quest’ultimo ha iniziato la stagione con il piede giusto, infilando diversi ottimi risultati in slalom e in gigante, risalendo la china dopo alcuni anni complicati e avari di soddisfazioni. Non solo un secondo e un quinto posto in gigante, perché tra i pali stretti il gardenese ha sfiorato il podio a Val d’Isere, dove ha chiuso quarto a un passo dalla top 3. Tutti ottimi segnali per una specialità dove, nell’ultimo decennio, l’Italia ha sempre faticato a raccogliere successi. La fiducia accumulata nelle ultime uscite può trasformarsi in benzina per il primo appuntamento del 2026 e, perché no, anche per i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, che prenderanno il via qualche chilometro più in là tra poco più di un mese.