La notizia sembra scontata ma neanche più di tanto. Come succede spesso con le grandi leghe dello sport americano, infatti, le nazionali di hockey di USA e Canada, tra le più forti del mondo, hanno dovuto rinunciare ai migliori talenti della NHL durante le precedenti olimpiadi e mondiali. A Milano Cortina, invece, li vedremo tutti sul ghiaccio della nuova arena Santa Giulia che proprio in questi giorni verrà testata con le semifinali del campionato italiano.
Come raccontato dal giornale inglese The Guardian, la National Hockey League non ha permesso ai propri atleti di partecipare ai Giochi dal 2014, raffreddando l’interesse per il torneo olimpico maschile di hockey su ghiaccio. I migliori giocatori del mondo sono stati costretti a restare a casa nel 2018 e nel 2022. Quest’anno, però, torneranno tutti: le stelle Auston Matthews, Jack Eichel e Quinn Hughes guideranno la squadra statunitense da 25 giocatori, mentre il Canada schiererà campioni come Sidney Crosby, Connor McDavid e Nathan MacKinnon.
I giocatori nordamericani costituiscono la maggioranza della NHL, con il Canada, nazione che vive per l’hockey, in testa e gli Stati Uniti subito dietro, creando le condizioni per il ritorno di una delle più grandi rivalità dell’hockey olimpico. I broadcaster sperano di sfruttare al massimo questa opportunità, dopo che la finale politicamente carica del torneo 4 Nations tra Stati Uniti e Canada ha fatto registrare un record di 9,3 milioni di spettatori su ESPN lo scorso anno. «Una sfida USA-Canada in unon scontro da medaglia? È un appuntamento imperdibile» ha detto Solomon al’agenzia Reuters. «Con il ritorno dei giocatori NHL e il clamore generato dal 4 Nations, l’hockey diventa uno di quegli eventi di punta di cui tutti parlano».
La nazionale maschile degli Stati Uniti non vince l’oro dal torneo del 1980, quello del celebre “Miracle on Ice” contro l’URSS, avvenuto 18 anni prima che la NHL iniziasse a partecipare ai Giochi. Il Canada ha invece conquistato il titolo più recentemente nel 2010 e nel 2014. Nel 2022 gli Stati Uniti avevano completato la rosa con talenti universitari e giocatori impegnati in campionati internazionali, dopo che la NHL si era ritirata improvvisamente poche settimane prima dei Giochi di Pechino. Ma la disponibilità dei giocatori NHL americani rappresenterà una svolta, secondo il direttore esecutivo di USA Hockey Pat Kelleher, che ha persino previsto una storica tripletta d’oro statunitense nelle competizioni maschili, femminili e paralimpiche. «Questo significa che possiamo schierare i nostri migliori giocatori» ha rivekato ai giornalisti durante un recente summit mediatico “Inside Edge” organizzato da Aggregate Sports. «Non siamo più secondi a nessuno nell’hockey».
Il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti ha accolto 44 giocatori provenienti da 24 diverse squadre NHL in un raduno ad agosto, dopo che a maggio la nazionale maschile aveva conquistato il suo primo titolo mondiale in 92 anni. La selezione maschile statunitense ha puntato su una rosa fortemente basata sul torneo 4 Nations per le Olimpiadi. Tage Thompson e Clayton Keller hanno contribuito alla vittoria del mondiale per gli Stati Uniti, la prima dal 1933, mentre Seth Jones è stato una pedina chiave nella seconda Stanley Cup consecutiva dei Florida Panthers. Questi risultati sono valsi loro un posto nella squadra olimpica di Milano-Cortina come uniche tre aggiunte provenienti dal 4 Nations Face-Off disputato all’inizio dello scorso anno.
Venerdì nel programma Today Show USA Hockey ha svelato la rosa, composta in gran parte da giocatori che avevano partecipato al torneo internazionale organizzato dalla NHL a febbraio, quando gli americani avevano raggiunto la finale perdendo poi contro il Canada ai supplementari. Gli unici assenti rispetto al 4 Nations sono l’attaccante Chris Kreider e l’ex difensore dei New York Rangers Adam Fox. «È stato incredibilmente difficile per il nostro gruppo dirigente arrivare alla rosa finale. È merito di tanti nel nostro Paese, inclusi tutti coloro che, a livello di base, rendono il nostro sport così forte» ha dichiarato il general manager Bill Guerin. «Non c’è niente come le Olimpiadi e so che giocatori e staff rappresenteranno al meglio il nostro Paese e lavoreranno duramente per raggiungere il nostro obiettivo finale».
Keller, capitano degli Utah Mammoth e miglior marcatore della squadra, aveva indossato la “C” ai Mondiali, mentre Thompson, dei Buffalo Sabres, ha mantenuto una media di un punto a partita. Gli Stati Uniti hanno seguito l’esempio del Canada, che ha anch’esso scelto una rosa fortemente basata sul 4 Nations. Tuttavia, mentre il Canada ha apportato alcune modifiche tra i portieri oltre al titolare Jordan Binnington, gli americani hanno confermato gli stessi tre estremi difensori: Connor Hellebuyck, Jake Oettinger e Jeremy Swayman. Sono rimasti esclusi Jason Robertson dei Dallas Stars, miglior statunitense per punti in questa stagione, e altri due grandi realizzatori come Cole Caufield e Alex DeBrincat.
Alle Olimpiadi sono ammessi 25 giocatori per squadra, rispetto ai 23 del 4 Nations, e possono essere schierati 20 pattinatori – di solito 13 attaccanti e sette difensori – oltre a due portieri. La prima partita della nazionale maschile statunitense è in programma il 12 febbraio contro la Lettonia. La star della nazionale femminile Hilary Knight stabilirà un record statunitense nel suo sport con la quinta partecipazione ai Giochi invernali, dopo aver vinto l’oro nel 2018 e tre medaglie d’argento. La rosa di 23 giocatrici del Team USA comprende solo 11 reduci della squadra che vinse l’argento a Pechino 2022 e include 16 atlete attualmente impegnate nella PWHL.
Tra le novità c’è la ventunenne Laila Edwards, senior dell’Università del Wisconsin, che diventerà la prima giocatrice nera a rappresentare gli Stati Uniti ai Giochi invernali. «Non mi sembra ancora vero. Ricevere quella chiamata è come un sogno che si avvera» ha detto Edwards all’Associated Press. «Ho sempre sognato di giocare tra le professioniste, ma il sogno più grande era sicuramente andare alle Olimpiadi». Allenate da John Wroblewski, le statunitensi sono considerate le favorite per l’oro: debutteranno contro la Repubblica Ceca il 5 febbraio, mentre la finale è in programma il 19 febbraio. Queste sono le prime Olimpiadi dall’avvio della PWHL nel 2024, con il campionato a otto squadre che dovrebbe incidere positivamente elevando il livello della competizione internazionale e riducendo il divario tra le nazioni che inseguono le due potenze globali, Stati Uniti e Canada.