Dopo che il River Plate ha perso il 16enne Scarlato, passato al Parma, la Federcalcio argentina si è inventata una nuova regola per non far espatriare giovani di talento

I calciatori che lasceranno il Paese da minorenni e con l'avallo dei genitori, sfruttando la "patria potestad", non potranno andare in Nazionale.
di Redazione Undici 05 Gennaio 2026 alle 10:56

Ci sono giocatori che segnano la storia anche senza scendere in campo, semplicemente perché cambiano in qualche modo le regole del calcio, almeno in un Paese. Si potrebbero citare i casi Bosman o quello legato a Diarra, che hanno trasformato il calcio mercato, ma adesso è arrivato il tempo di un sedicenne argentino che sta per passare al Parma. Ma che nel frattempo ha già fatto giurisprudenza, almeno nel suo Paese. Si chiama Luca Scarlato e ha lasciato il River Plate avvalendosi del meccanismo della potestà genitoriale, che consente ai genitori di un minorenne di decidere sul futuro del figlio. Ecco, il suo trasferimento in Italia e la modalità con cui è avvenuto hanno già segnato un punto di svolta nella storia del calcio argentino.

Come ricostruito dal quotidiano Clárin, nel corso del 2025 Scarlato aveva ricevuto diverse proposte per firmare il suo primo contratto da professionista con il River, ma ha deciso di seguire il consiglio del suo agente, Martín Guastadisegno, e di non accettare le offerte del suo club. Sempre secondo il Clarín, Guastadisegno avrebbe pagato di tasca sua la famiglia per “consigliargli” di non accettare l’offerta del Betis. E non sarebbe la prima volta, visto che l’agente era già stato coinvolto in operazioni simili in passato: uno dei casi più noti è quello del romanista Matías Soulé, trasferitosi dal Vélez alla Juventus a 15 anni attraverso lo stesso meccanismo. Che cosa possono fare il River o qualsiasi altro club argentino, impegnati nella formazione dei giocatori fin dalle categorie giovanili, per evitare situazioni di questo tipo? Nulla. Proprio in virtù di questo è intervenuta l’Associazione del Calcio Argentino (AFA) con una misura netta: i giovani che lasceranno il Paese utilizzando il meccanismo della potestà genitoriale saranno esclusi dalle convocazioni nelle rappresentative giovanili.

«Per decisione del nostro Presidente e del Comitato Esecutivo, l’AFA mira sempre a difendere gli interessi dei club formatori. Chi non comprende questo principio e sceglie la potestà genitoriale per emigrare non verrà convocato in nessuna selezione giovanile», ha dichiarato Javier Méndez Cartier, presidente dell’Excursionistas e dirigente responsabile delle Nazionali Under 20 e Under 23. La misura, tuttavia, non è ancora stata pubblicata in un bollettino ufficiale della Federazione, ma – sempre secondo il Clarín, e altri quotidiani argentini – dovrebbe essere ratificata nei prossimi giorni con voto unanime da parte delle società argentine.

Gabriel Rodríguez, coordinatore del settore giovanile del River, ha poi ricordato il caso di Thiago Geralnik, accasatosi nel 2018 al Villarreal e ha sollevato Scarlato da responsabilità dirette in questa vicenda: «È un ragazzo con un buon livello culturale, intelligente. Ma, logicamente, non è il bambino a decidere. Lui resta vincolato a ciò che concordano l’agente e i genitori. Il club stava cercando di rinnovargli il contratto già da marzo, da aprile. Per un motivo o per l’altro si continuava a rimandare. I dirigenti hanno intuito che ci fosse qualcosa sotto». Rodríguez ha poi puntato il dito contro Guastadisegno: «Gli agenti sono un problema nel calcio perché cercano il proprio beneficio. Sono un male necessario: ti pagano le scarpe, il vitto, ti comprano un cellulare di ultima generazione e i genitori accettano perché magari non hanno le risorse. Ma alla fine ti trascinano in una serie di problemi difficili da comprendere».

In ogni caso, la regola è destinata a cambiare le cose. Anche perché, di fatto, apre una nuova era per il calcio argentino. Negli ultimi vent’anni, infatti, moltissimi talenti della Nazionale campione del Mondo hanno seguito lo stesso percorso di Scarlato. Se questo nuovo provvedimento, per assurdo, potesse essere applicato retroattivamente, anche Leo Messi dovrebbe essere escluso dalla Nazionale. Da giovanissimo, infatti, ha lasciato l’Argentina per firmare con il Barcellona: oggi, quindi, non avrebbe potuto essere convocato nelle nazionali giovanili del Paese. Con il rischio concreto di essere “acquistato” dalla Spagna. Beh, da ora in poi potrebbe succedere molto più spesso.

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