Da quando è finito nelle mani di BlueCo, il gruppo che detiene anche la maggioranza del Chelsea, il Racing Club Strasburgo è tornato a essere una squadra credibile. In Francia e – da questa stagione – anche in Europa, come si evince dai risultati in Conference League. Eppure i tifosi alsaziani protestano da anni, e in modo veemente, contro il concetto stesso di multiproprietà, rivendicando una propria identità e, quindi, una maggiore autonomia rispetto alle dinamiche tipiche di un conglomerato calcistico del nostro tempo. In questo contesto, e a pensarci bene era inevitabile, il passaggio di Liam Rosenior – il tecnico inglese che ha riportato lo Strasburgo in Europa dopo sei anni – al Chelsea ha contribuito ad alimentare la rabbia dei gruppi organizzati, ovvero gli animatori principali delle contestazioni nei confronti di BlueCo. Al punto che le critiche hanno travolto anche Marc Keller, considerato come l’unico punto di riferimento tra il “vecchio” Strasburgo e quello di oggi.
Secondo quanto scrive L’Équipe, a Strasburgo la situazione sarebbe molto tesa: la Fédération des Supporters du Racing Club de Strasbourg (FSRCS), organismo che riunisce i principali gruppi organizzati dello stadio della Meinau, ha rilasciato un comunicato ufficiale dai toni durissimi, in cui «ogni minuto che Marc Keller passa alla guida del club» viene definito come «un insulto allo straordinario lavoro svolto fino al 2023». Ovvero fino a quando il gruppo BlueCo non è diventato l’azionista di maggioranza del club. Prima di quella data, a Strasburgo, Marc Keller era considerato come una specie di semidio vivente: ex giocatore-simbolo del club alsaziano poi diventato dirigente, era ritornato a “casa” nel 2012 ed era riuscito a risollevare il club; lui stesso ha trattato la cessione delle quote a BlueCo, che a sua volta gli ha lasciato l’incarico di presidente, rendendolo – di fatto – il garante sportivo del progetto agli occhi dei tifosi.
Ecco, oggi quel tipo di fiducia è venuto meno: «Il trasferimento di Liam Rosenior», scrivono i tifosi dello Strasburgo, «rappresenta un’ulteriore tappa, una tappa molto umiliante, nel processo di sottomissione del Racing al Chelsea. Il problema va ben oltre, e di molto, l’impatto sportivo di metà stagione e le ambizioni di un giovane allenatore. È strutturale: qui è in gioco il futuro stesso del calcio di club francese». Il bello – o il brutto, a seconda dei punti di vista – è che questa rottura arriva a poche settimane dalla riapertura di un dialogo tra le parti, anche perché non molto tempo fa (a settembre e a novembre 2025) Keller aveva detto che «lo Strasburgo non è il club satellite del Chelsea» e che «far parte di una multiproprietà, per una squadra come la nostra, sia un’occasione di sviluppo».
Per i tifosi, ora, non c’è altra soluzione all’addio dello stesso Keller. Che secondo L’Équipe, però, non sta prendendo minimanente in considerazione l’ipotesi di lasciare il club. Anzi, è totalmente immerso nella ricerca del nuovo allenatore – il prescelto pare sia Gary O’Neill, ex manager di Bournemouth e Wolverhampton – e risponderà alla domande dei giornalisti solo quando presenterà ufficialmente il successore di Rosenior. Sarà un momento importante per il presente e per il futuro dello Strasburgo, attualmente settimo in Ligue 1 e già qualificato – da primo in classifica generale, per altro – agli ottavi di finale di Conference League.